La Nuova Sardegna

Sport

Sos per il “Vanni Sanna” la Torres: lo gestiamo noi

Sos per il “Vanni Sanna” la Torres: lo gestiamo noi

La società rossoblù rilancia la proposta dell’affidamento pluriennale dello stadio Il Comune prende tempo, nei prossimi giorni nuovo sopralluogo nella struttura

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Il calcio sassarese non sta vivendo un grande momento e le condizioni dello stadio cittadino riflettono bene la realtà. Il Vanni Sanna ha bisogno di un restiling e anche il Comune sembra essersene convinto. Nei giorni scorsi l’assessore allo Sport Alba Canu ha incontrato i presidenti delle tre squadre che utilizzano la struttura (la Torres maschile, quella femminile e il Latte Dolce) per fare il punto della situazione e programmare una serie di interventi non più procrastinabili. Sechi, Budroni e Fresu hanno avanzato alcune proposte che saranno oggetto di un nuovo faccia a faccia programmato per i prossimi giorni. La richiesta più forte è arrivata dalla Torres e non è una sorpresa. «Abbiamo chiesto all’amministrazione di affidarci la gestione dell’impianto – ha spiegato Salvatore Sechi – in modo da poter programmare per tempo gli interventi e garantire ai tifosi uno stato decoroso e sicuro sgravando l’amministrazione comunale da problematiche legate ai tempi della burocrazia e all’estrema frammentazione delle competenze in ambito amministrativo che rendono tutto più difficile. Ho chiesto la gestione diretta dello stadio – ha continuato Sechi – perché solo in questo modo è possibile effettuare tutti gli interventi necessari per rendere il Vanni Sanna una struttura consona alle aspettative dei tifosi, non solo nell’immediato, ma per gli anni a venire».

La richiesta non convince l’assessora Canu che ha anteposto all’affidamento del Vanni Sanna la necessità, da parte dell’amministrazione, di disporre un’altra struttura omologata per la serie D. Le posizioni sono rimaste distanti, ma la trattativa è solo all’inizio. Al termine della riunione l’assessore e le tre società hanno infatti deciso di rivedersi, con i rispettivi tecnici, allo stadio per fare un sopralluogo, fissare le priorità sulle quale intervenire e approfondire il problema della gestione.

Sul punto il presidente della Torres sembra molto deciso. «Ho fatto presente all’amministrazione comunale che le preoccupazioni sull’eventualità di chiusure da parte nostra alle altre società sono inesistenti. Non c’è nessuna volontà di tenere fuori dallo stadio i club che necessitano del suo utilizzo per motivi legati all’assenza di altri impianti. E la cosa potrebbe essere prevista in un regolomento di gestione sottoscritto tra le parti».

In attesa di capire come evolverà la situazione la società rossoblù ha dato la sua disponibilità a collaborare per risolvere i nodi sollevati dalla Commissione di Vigilanza, dalla Questura e dai tanti tifosi che settimanalmente fruiscono del Vanni Sanna.

«I lavori di oggi – ha però ricordato Sechi – sono in funzione del presente e non è questa la strada che la Torres ritiene più vantaggiosa per il futuro. Se non ci sono certezze di poter realizzare un piano di lavori pluriennale, pensato nel tempo, non è infatti possibile garantire le altre necessarie migliorie per un utilizzo dello stadio consono alle necessità di tutti. E i lavori da fare sono tanti e importanti. Noi siamo certi che la gestione diretta sia la scelta più giusta, quella che può garantire i maggiori benefici per tutte le parti interessate e, più in generale, per la città. Del resto già dodici anni fa, quando la Torres era in serie C, la società aveva in gestione lo stadio e io in prima persona mi ero occupato di ristrutturare le due curve, ripulire le gradinate, rifare l’impianto di illuminazione e quello di irrigazione automatica del manto erboso. In quel periodo al Vanni Sanna giocava anche la Torres femminile (erano gli anni d’oro del calcio rosa) e non abbiamo mai avuto problemi di convivenza. Perchè dovremo averli oggi»?

Domanda sulla quale riflettere ma che, per il momento, è rimasta senza risposta. L’amministrazione comunale ha proposto alle tre società di risolvere, almeno in parte, i problemi riscontrati scalando le cifre spese dal canone di affitto del campo che i tre club girano al Comune. «Proposta ridicola – ha risposto Sechi – perchè assolutamente insufficiente per far fronte ai problemi del Vanni Sanna. Mi auguro che Palazzo Ducale ci ripensi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative