El Diablo applaude: «Bravi, non era facile»
di Mario Carta
Esposito, coach Dinamo, boccia solo l’avvio titubante dei suoi. «Ma ora resettiamo tutto e pensiamo all’Inghilterra»
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SASSARI. Più di un direttore d’orchestra. Perché alle mani da sventolare come bacchette per indirizzare, raddrizzare e spronare ha aggiunto la voce. Tanta voce, spesa in una partita vissuta sempre in piedi, sempre a strettissimo contatto con la squadra.
Vincenzo Esposito a fine gara sottolinea gli aspetti positivi, a partire dalla vittoria. Meritata, e se la prende tutta. Certo, c’è anche qualcosa che non va e il coach della Dinamo non manca di sottolinearlo. Ma in sala stampa El Diablo parla col sorriso: «Una vittoria è sempre una vittoria – è la conclusione del suo ragionamento – e sono felice. Ma ora resettiamo tutto e puntiamo a recuperare le energie per il match di Europe Cup di mercoledì in Inghilterra, per capire che tipo di squadra e di squadre incontreremo. Sempre però restando ben focalizzati sul campionato».
Il tecnico dei biancoblù aveva esordito sottolineando la sua perplessità per l’avvio contratto dei suoi. «Non che sia preoccupato – ha sostenuto –, ma perplesso sì: non mi spiego la tensione. Poi, ogni volta che siamo stati sereni siamo riusciti a giocare discretamente». E a vincere. «A vincere una partita difficile come tutte quelle contro Varese e le squadre di Caja, che sporcano tutto. Fai fatica a trovare fluidità, abbiamo giocato benino a strappi, abbiamo vinto tre quarti su quattro e li abbiamo tenuti a 60 stradominando ai rimbalzi. Ecco, dobbiamo rendere più produttivo questo dominio, ci lavoreremo da subito». Poi, il calo in avvio di ripresa (»Brava Varese, ci ha messo tanto di suo») e le palle perse. 20. Troppe. «Ma non sono preoccupato – conclude Vincenzo Esposito –. La nostra media sinora è stata di 11, io fisso come media lo stare sotto le 14. Ma contro Varese ci poteva stare».
Ci sta anche la prima vittoria, con su tutti i nomi di Parodi («Prezioso, ci ha permesso di fare il break») e Bamforth: «Scott oggi è stato il leader ma io voglio un leader diverso in ogni partita, perché non te ne fai niente di un leader, se non vinci. Ma leader dev’essere la squadra, per atteggiamento».
Vincenzo Esposito a fine gara sottolinea gli aspetti positivi, a partire dalla vittoria. Meritata, e se la prende tutta. Certo, c’è anche qualcosa che non va e il coach della Dinamo non manca di sottolinearlo. Ma in sala stampa El Diablo parla col sorriso: «Una vittoria è sempre una vittoria – è la conclusione del suo ragionamento – e sono felice. Ma ora resettiamo tutto e puntiamo a recuperare le energie per il match di Europe Cup di mercoledì in Inghilterra, per capire che tipo di squadra e di squadre incontreremo. Sempre però restando ben focalizzati sul campionato».
Il tecnico dei biancoblù aveva esordito sottolineando la sua perplessità per l’avvio contratto dei suoi. «Non che sia preoccupato – ha sostenuto –, ma perplesso sì: non mi spiego la tensione. Poi, ogni volta che siamo stati sereni siamo riusciti a giocare discretamente». E a vincere. «A vincere una partita difficile come tutte quelle contro Varese e le squadre di Caja, che sporcano tutto. Fai fatica a trovare fluidità, abbiamo giocato benino a strappi, abbiamo vinto tre quarti su quattro e li abbiamo tenuti a 60 stradominando ai rimbalzi. Ecco, dobbiamo rendere più produttivo questo dominio, ci lavoreremo da subito». Poi, il calo in avvio di ripresa (»Brava Varese, ci ha messo tanto di suo») e le palle perse. 20. Troppe. «Ma non sono preoccupato – conclude Vincenzo Esposito –. La nostra media sinora è stata di 11, io fisso come media lo stare sotto le 14. Ma contro Varese ci poteva stare».
Ci sta anche la prima vittoria, con su tutti i nomi di Parodi («Prezioso, ci ha permesso di fare il break») e Bamforth: «Scott oggi è stato il leader ma io voglio un leader diverso in ogni partita, perché non te ne fai niente di un leader, se non vinci. Ma leader dev’essere la squadra, per atteggiamento».
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