l’analisi
Le mosse di Maran e la duttilità tattica di un gruppo coeso
dall’inviato
FIRENZE. I numeri non mentono mai. Spiegano senza possibilità di replica l’andamento di ogni partita. Ce ne sono due sui quali vale la pena di fare una riflessione. A Firenze, il Cagliari ha mandato...
2 MINUTI DI LETTURA
FIRENZE. I numeri non mentono mai. Spiegano senza possibilità di replica l’andamento di ogni partita. Ce ne sono due sui quali vale la pena di fare una riflessione. A Firenze, il Cagliari ha mandato a buon fine l’82 per cento dei passaggi effettuati. Dopo nove giornate di campionato quella rossoblù è la squadra che ha percorso più chilometri : 112.252. In sintesi, è migliorata la qualità del gioco, soprattutto nelle ripartenze; la condizione fisica del gruppo è ottimale. Se proprio dobbiamo andare a cercare il pelo nell’uovo, serve più cattiveria sotto porta. La percentuale tra occasioni create e concretizzate resta bassa.
Duttilità. Sin da ritiro a Pejo, Maran ha insistito sul concetto di squadra capace di cambiare pelle durante la partita. Che non vuol dire modificare l’assetto tattico, ma chiedere ai giocatori con caratteristiche simili di scambiarsi la posizione più volte per non dare punti di riferimento agli avversari. Contro la Fiorentina lo hanno fatto spesso Barella e Ionita, passando da una fascia all’altra senza alterare gli equilibri. Lo hanno fatto Castro e lo stesso Ionita nel ruolo di trequartista. Lo hanno fatto Joao Pedro e Castro, l’argentino in certe occasioni è diventato la seconda punta, con il brasiliano tra le linee. Movimenti che hanno disorientato l’avversario di turno. Da uno di questi è nato il gol del pareggio: Joao Pedro ha dato il via all’azione, ma quando è entrato in possesso del pallone era proprio nella posizione che occupa il trequartista.
Personalità. Fino a domenica la Viola aveva fatto l’en plein in casa. Il Cagliari è la prima squadra in questa stagione ad aver raccolto punti al “Franchi”. C’è riuscito perchè ha giocato a viso aperto, ha aggredito i portatori di palla avversari, ha costantemente raddoppiato la marcatura sulle fasce, annullando Pjaca e limitando Chiesa. C’è un altro dettaglio (che poi tale non è) importante: non ha perso la testa quando si è trovato ad inseguire. Ha mantenuto le distanze tra i reparti ed ha avuto una reazione immediata. Particolari che rappresentano risposte incoraggianti per il tecnico, abituato a tenere i piedi per terra.
R.M.
Duttilità. Sin da ritiro a Pejo, Maran ha insistito sul concetto di squadra capace di cambiare pelle durante la partita. Che non vuol dire modificare l’assetto tattico, ma chiedere ai giocatori con caratteristiche simili di scambiarsi la posizione più volte per non dare punti di riferimento agli avversari. Contro la Fiorentina lo hanno fatto spesso Barella e Ionita, passando da una fascia all’altra senza alterare gli equilibri. Lo hanno fatto Castro e lo stesso Ionita nel ruolo di trequartista. Lo hanno fatto Joao Pedro e Castro, l’argentino in certe occasioni è diventato la seconda punta, con il brasiliano tra le linee. Movimenti che hanno disorientato l’avversario di turno. Da uno di questi è nato il gol del pareggio: Joao Pedro ha dato il via all’azione, ma quando è entrato in possesso del pallone era proprio nella posizione che occupa il trequartista.
Personalità. Fino a domenica la Viola aveva fatto l’en plein in casa. Il Cagliari è la prima squadra in questa stagione ad aver raccolto punti al “Franchi”. C’è riuscito perchè ha giocato a viso aperto, ha aggredito i portatori di palla avversari, ha costantemente raddoppiato la marcatura sulle fasce, annullando Pjaca e limitando Chiesa. C’è un altro dettaglio (che poi tale non è) importante: non ha perso la testa quando si è trovato ad inseguire. Ha mantenuto le distanze tra i reparti ed ha avuto una reazione immediata. Particolari che rappresentano risposte incoraggianti per il tecnico, abituato a tenere i piedi per terra.
R.M.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google