Olbia sprecona, il pareggio sta stretto
Contro l’Arezzo i bianchi sciupano tantissime occasioni. La partita inizia in ritardo per una protesta degli ospiti
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OLBIA. Questione di dettagli: come i centimetri, quattro, che l'Arezzo ha reclamato prima della partita, sostenendo ci fosse dislivello tra i pali delle due porte, e che hanno portato a un ritardo di 34 minuti prima del calcio d'inizio. Questione di dettagli: come quel qualcosa in più che è mancato all'Olbia. La gara del "Nespoli" ha visto in campo una bella squadra, che nel suo momento migliore, però, non è riuscita a trovare il gol. Lo 0-0, sì, sta stretto ai padroni di casa. Filippi concede un turno di riposo a Muroni e in mediana schiera Biancu, sulla trequarti torna Senesi dopo la prestazione convincente nello scorso turno. Per il resto nessuna novità, con Pinna sull'out di destra in difesa al posto di Pisano. Anche gli ospiti ricalcano le orme del 4-3-1-2, con Belloni dietro le due punte Persano e Brunori.
In campo le due squadre non attaccano subito ma crescono col passare dei minuti. La prima a uscire allo scoperto è l'Olbia, che già al 19' potrebbe festeggiare il vantaggio, ma Pelagotti dice no: Pinna dalla destra cerca Ragatzu, che stavolta decide di far partire il cross verso l'area di rigore, dove Ceter si fa trovare puntuale di testa: la palla sembra già in rete, sul secondo palo, ma Pelagotti ci arriva con una mano. Appena un giro d'orologio e ancora il centravanti colombiano riceve da Ragatzu, ora però in posizione defilata. Lui comunque prova la conclusione ma l'estremo difensore avversario ci mette la gamba. I padroni di casa si esprimono meglio, gli aretini appaiono ordinati ma poco concreti. Neanche detto, però, che al 34' Sala fa partire il traversone, al centro dell'area, Brunori tira di prima intenzione e stavolta è provvidenziale l'intervento di Pinna, che manda la sfera di poco a lato della porta. La partita entra nel vivo, tanto che al 36' Ragatzu sembra Insigne, dribbla due difensori portandosi il pallone sull'esterno, al limite dell'area, e pennella un tiro a giro sul secondo palo. Ma Pelagotti c'è. Il primo tempo si chiude con l'ultimo brivido a pochi minuti dall'intervallo, con Serrotti che al termine di un'azione confusa si ritrova il pallone sui piedi a pochi passi da Marson ma spara alto.
La ripresa continua sullo stesso filo, anzi l'Olbia rincara la dose e torna in campo agguerrita. Al 54' è di Ragatzu l'occasione, con il numero dieci che riesce ancora a liberare il destro dal limite ma il tiro, questa volta teso, trova la pronta risposta del portiere aretino, che manda in angolo. I galluresi non demordono e prendono piede nel centrocampo avversario, Filippi dalla panchina chiede un ulteriore cambio di marcia e al posto di Biancu e Pennington, lievemente sottotono rispetto al solito, entrano Muroni e Calamai, che danno maggiore corsa lì in mezzo. Il gol sembra nell'aria. Sembra. La scintilla però non scatta e verso la fine anche l'Olbia si appiattisce. Se l'Arezzo nel primo tempo aveva avuto modo di presentarsi almeno un paio di volte sotto porta, stavolta vede i suoi uomini offensivi in ombra. Il 90’ si avvicina, la brillantezza cala e la stanchezza si fa sentire. Termina così la partita, che non offre ulteriori emozioni.
Paolo Ardovino
In campo le due squadre non attaccano subito ma crescono col passare dei minuti. La prima a uscire allo scoperto è l'Olbia, che già al 19' potrebbe festeggiare il vantaggio, ma Pelagotti dice no: Pinna dalla destra cerca Ragatzu, che stavolta decide di far partire il cross verso l'area di rigore, dove Ceter si fa trovare puntuale di testa: la palla sembra già in rete, sul secondo palo, ma Pelagotti ci arriva con una mano. Appena un giro d'orologio e ancora il centravanti colombiano riceve da Ragatzu, ora però in posizione defilata. Lui comunque prova la conclusione ma l'estremo difensore avversario ci mette la gamba. I padroni di casa si esprimono meglio, gli aretini appaiono ordinati ma poco concreti. Neanche detto, però, che al 34' Sala fa partire il traversone, al centro dell'area, Brunori tira di prima intenzione e stavolta è provvidenziale l'intervento di Pinna, che manda la sfera di poco a lato della porta. La partita entra nel vivo, tanto che al 36' Ragatzu sembra Insigne, dribbla due difensori portandosi il pallone sull'esterno, al limite dell'area, e pennella un tiro a giro sul secondo palo. Ma Pelagotti c'è. Il primo tempo si chiude con l'ultimo brivido a pochi minuti dall'intervallo, con Serrotti che al termine di un'azione confusa si ritrova il pallone sui piedi a pochi passi da Marson ma spara alto.
La ripresa continua sullo stesso filo, anzi l'Olbia rincara la dose e torna in campo agguerrita. Al 54' è di Ragatzu l'occasione, con il numero dieci che riesce ancora a liberare il destro dal limite ma il tiro, questa volta teso, trova la pronta risposta del portiere aretino, che manda in angolo. I galluresi non demordono e prendono piede nel centrocampo avversario, Filippi dalla panchina chiede un ulteriore cambio di marcia e al posto di Biancu e Pennington, lievemente sottotono rispetto al solito, entrano Muroni e Calamai, che danno maggiore corsa lì in mezzo. Il gol sembra nell'aria. Sembra. La scintilla però non scatta e verso la fine anche l'Olbia si appiattisce. Se l'Arezzo nel primo tempo aveva avuto modo di presentarsi almeno un paio di volte sotto porta, stavolta vede i suoi uomini offensivi in ombra. Il 90’ si avvicina, la brillantezza cala e la stanchezza si fa sentire. Termina così la partita, che non offre ulteriori emozioni.
Paolo Ardovino
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