«Coraggio Cagliari la Juve si batte se giochi senza paura»
di Roberto Muretto
Jeda è tra gli artefici dell’ultima vittoria rossoblù a Torino «Quella è stata l’unica volta che ho visto Cellino sorridere»
3 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. La Juventus gli fa venire in mente ricordi indelebili. Capucho Neves Jeda è stato tra gli artefici dell’ultima vittoria del Cagliari a Torino. Era il 2009, un 3-2 firmato dai gol di Biondini, Jeda e Matri. Ma la curiosità è che sulla panchina rossoblù c’era Massimiliano Allegri, allora tecnico emergente. «Si capiva che era un allenatore destinato a fare una grande carriera - dice Jeda -. Una persona intelligente che ha saputo adeguarsi alle esigenze di quella squadra, senza imporre nulla, mettendoci qualcosa di suo. Max ha sempre avuto grande capacità di gestione, quella che serve quando sei a capo di una corazzata come lo è oggi la Juventus. Ha gestito casi spinosi come quelli di Bonucci e Higuain, lo ha fatto con grande personalità e con l’appoggio del club. Questo vuol dire avere carisma».
I ricordi di quel 3-2 sono chiarissimi. «Ce la siamo giocata - spiega l’attaccante brasiliano -, guai ad avere paura o chiudersi in difesa, ci avrebbero travolto. Io ho segnato la rete del 2-2, Matri quella del sorpasso. Una vittoria bellissima che mi ha permesso di vedere per una volta il presidente Cellino sorridere. Non mi era mai capitato prima di allora».
Partita impossibile; una sconfitta annunciata; speriamo che non finisca in goleada. Frasi ricorrenti in questi giorni. Jeda non la pensa così. «Sono convinto che se il Cagliari non va a Torino a fare le barricate, può creare qualche problema ai campioni d’Italia. Quella di Maran è una squadra organizzata, che ha dimostrato di avere personalità. Se si difendono e basta, non hanno nessuna possibilità di farla franca. Se fanno il loro gioco, magari perdono lo stesso, ma per la Juve non sarà una passeggiata». L’ex attaccante rossoblù entra nel merito: «Joao Pedro e Pavoletti sono giocatori che possono creare problemi ai bianconeri. Il primo sa saltare l’uomo e inserirsi negli spazi; l’altro è abile in area e di testa è tra i più bravi in Italia. È chiaro che tra le due squadre c’è tanta differenza, però nel calcio di scontato non c’è nulla e il Cagliari ha poco da perdere se anche va male. Andare in campo con la testa libera è sempre un piccolo vantaggio».
Jeda è un “tifoso” di Rolando Maran. «Lo considero uno dei tecnici più preparati in Italia. Una persona seria, alla quale affidare un progetto ambizioso a lunga scadenza. Il Cagliari ha fatto la scelta giusta la scorsa estate, Maran sta facendo un grande lavoro e i risultati sono confortanti».
I rossoblù hanno fatto passi in avanti sul piano tattico e nella interpretazione delle partite. «Merito dei giocatori e del mister - aggiunge Jeda -. Ho visto alcune partite in televisione e ho apprezzato il modo in cui la squadra sa stare in campo. Ma anche la capacità di cambiare il modulo in corsa. Un’altro pregio di Maran è quello di saper leggere benissimo le gare e sfruttare al meglio la duttilità dei singoli».
Il Cagliari deve lottare per la salvezza. Magari da raggiungere senza soffrire. Jeda ha molta fiducia nei rossoblù. «Secondo me possono stare tre le prime dodici - conclude il brasiliano ormai in Italia da tanti anni e oggi allenatore-giocatore dei dilettanti della Vimercatese Oreno -. Se migliorano nella fase realizzativa è un obiettivo alla portata. La difesa è stata sistemata con l’arrivo di Klavan e Srna, giocatori esperti. Ma che bravo Pisacane, sta facendo grandi cose. Lui incarna lo spirito che il Cagliari deve avere domani a Torino».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I ricordi di quel 3-2 sono chiarissimi. «Ce la siamo giocata - spiega l’attaccante brasiliano -, guai ad avere paura o chiudersi in difesa, ci avrebbero travolto. Io ho segnato la rete del 2-2, Matri quella del sorpasso. Una vittoria bellissima che mi ha permesso di vedere per una volta il presidente Cellino sorridere. Non mi era mai capitato prima di allora».
Partita impossibile; una sconfitta annunciata; speriamo che non finisca in goleada. Frasi ricorrenti in questi giorni. Jeda non la pensa così. «Sono convinto che se il Cagliari non va a Torino a fare le barricate, può creare qualche problema ai campioni d’Italia. Quella di Maran è una squadra organizzata, che ha dimostrato di avere personalità. Se si difendono e basta, non hanno nessuna possibilità di farla franca. Se fanno il loro gioco, magari perdono lo stesso, ma per la Juve non sarà una passeggiata». L’ex attaccante rossoblù entra nel merito: «Joao Pedro e Pavoletti sono giocatori che possono creare problemi ai bianconeri. Il primo sa saltare l’uomo e inserirsi negli spazi; l’altro è abile in area e di testa è tra i più bravi in Italia. È chiaro che tra le due squadre c’è tanta differenza, però nel calcio di scontato non c’è nulla e il Cagliari ha poco da perdere se anche va male. Andare in campo con la testa libera è sempre un piccolo vantaggio».
Jeda è un “tifoso” di Rolando Maran. «Lo considero uno dei tecnici più preparati in Italia. Una persona seria, alla quale affidare un progetto ambizioso a lunga scadenza. Il Cagliari ha fatto la scelta giusta la scorsa estate, Maran sta facendo un grande lavoro e i risultati sono confortanti».
I rossoblù hanno fatto passi in avanti sul piano tattico e nella interpretazione delle partite. «Merito dei giocatori e del mister - aggiunge Jeda -. Ho visto alcune partite in televisione e ho apprezzato il modo in cui la squadra sa stare in campo. Ma anche la capacità di cambiare il modulo in corsa. Un’altro pregio di Maran è quello di saper leggere benissimo le gare e sfruttare al meglio la duttilità dei singoli».
Il Cagliari deve lottare per la salvezza. Magari da raggiungere senza soffrire. Jeda ha molta fiducia nei rossoblù. «Secondo me possono stare tre le prime dodici - conclude il brasiliano ormai in Italia da tanti anni e oggi allenatore-giocatore dei dilettanti della Vimercatese Oreno -. Se migliorano nella fase realizzativa è un obiettivo alla portata. La difesa è stata sistemata con l’arrivo di Klavan e Srna, giocatori esperti. Ma che bravo Pisacane, sta facendo grandi cose. Lui incarna lo spirito che il Cagliari deve avere domani a Torino».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
