Gemellaggio Sassari-Gorizia
La Fondazione Sef Torres ricorda i caduti rossoblù
SASSARI. In occasione delle celebrazioni promosse dai Comuni di Sassari e Gorizia e dalla Fondazione Maria Carta per ricordare i cento anni dalla conclusione della Grande Guerra, domani alle 10 a...
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SASSARI. In occasione delle celebrazioni promosse dai Comuni di Sassari e Gorizia e dalla Fondazione Maria Carta per ricordare i cento anni dalla conclusione della Grande Guerra, domani alle 10 a Sagrado di Gorizia, presso il Cippo della Brigata Sassari, si terrà una cerimonia di commemorazione dei soldati caduti che erano soci della Sef Torres. Saranno presenti i dirigenti della Fondazione Sef Torres, che hanno organizzato l’evento e rappresentanti dei comuni di Sassari e Gorizia. Verrà deposta una corona di alloro sul cippo della Brigata cui seguirà l'alzabandiera e la lettura dei nomi degli sportivi caduti.
I ragazzi della Sef Torres che hanno sacrificato la loro vita sul fronte sono ricordati anche in una lapide sistemata nello spiazzo antistante gli spogliatoi dello stadio Vanni Sanna. Si tratta di diciotto atleti di diverse disclipline richiamati alle armi e mai più tornati a casa. Tra i caduti anche un prozio di Umberto Carboni, attuale presidente della Fondazione Sef Torres.
La ricorrenza dei cento anni dalla conclusione della Grande Guerra vivrà altri appuntamenti importanti. Il tutto all'insegna di un consolidato rapporto di amicizia tra Sassari e Gorizia, due città, strette in un gemellaggio che negli ultimi anni si è ulteriormente intensificato sotto il segno della musica e nel nome di Maria Carta. Oggi nella sede del Comune di Gorizia, alla presenza di Rodolfo Ziberna, sindaco della città, di Alba Canu, assessora alle politiche educative e sport del Comune di Sassari e di Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta, avrà luogo la conferenza stampa di presentazione delle varie iniziative in programma. La bandiera della Torres sventolerà sui luoghi dove diciotto ragazzi rossoblù hanno dato la vita per difendere l’unità del Paese. Un sacrificio che i torresini doc non hanno dimenticato.
I ragazzi della Sef Torres che hanno sacrificato la loro vita sul fronte sono ricordati anche in una lapide sistemata nello spiazzo antistante gli spogliatoi dello stadio Vanni Sanna. Si tratta di diciotto atleti di diverse disclipline richiamati alle armi e mai più tornati a casa. Tra i caduti anche un prozio di Umberto Carboni, attuale presidente della Fondazione Sef Torres.
La ricorrenza dei cento anni dalla conclusione della Grande Guerra vivrà altri appuntamenti importanti. Il tutto all'insegna di un consolidato rapporto di amicizia tra Sassari e Gorizia, due città, strette in un gemellaggio che negli ultimi anni si è ulteriormente intensificato sotto il segno della musica e nel nome di Maria Carta. Oggi nella sede del Comune di Gorizia, alla presenza di Rodolfo Ziberna, sindaco della città, di Alba Canu, assessora alle politiche educative e sport del Comune di Sassari e di Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta, avrà luogo la conferenza stampa di presentazione delle varie iniziative in programma. La bandiera della Torres sventolerà sui luoghi dove diciotto ragazzi rossoblù hanno dato la vita per difendere l’unità del Paese. Un sacrificio che i torresini doc non hanno dimenticato.
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