dopo la sconfitta con la juventus
«Belli i complimenti ma non mi bastano Voglio anche i punti»
SASSARI. «I complimenti ai giocatori mi piace farli direttamente. Oggi per la prima volta voglio farli attraverso i media. Sono orgoglioso della prestazione contro la Juventus, il pareggio sarebbe...
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SASSARI. «I complimenti ai giocatori mi piace farli direttamente. Oggi per la prima volta voglio farli attraverso i media. Sono orgoglioso della prestazione contro la Juventus, il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. I gol ce li siamo fatti noi, commettendo tre gravi errori individuali. Sono dispiaciuto che Pavoletti non abbia segnato a Torino, fosse entrato quel pallone nel finale, probabilmente sarebbe arrivata per lui la convocazione in nazionale. Speriamo che Mancini si ricordi di Leo, lo merita. Sono orgoglioso anche dei risultati di questo inizio di stagione. Vedo la squadra crescere sul piano del gioco e della personalità. Maran sta lavorando per dare ai ragazzi una mentalità vincente». Tommaso Giulini gonfia il petto ma un attimo dopo aggiunge: «Nel calcio i giudizi positivi sono gratificanti, poi ti accorgi che se non fai punti e restano solo le parole, con le quali non vai lontano. Puoi giocare bene ma se non arriva il risultato non serve a niente. Se perdi le partite io non sono contento io e nemmeno i nostri tifosi». Il presidente del Cagliari è un uomo sicuramente ambizioso ma allo stesso tempo pratico. «Guardo la classifica e vedo che siamo quattordicesimi. Non mi basta. Credo che il Cagliari possa ambire a fare meglio, ha le potenzialità per riuscirci. Tra le prime dieci? Io mi auguro di sì, anche se il nostro obiettivo resta una salvezza tranquilla». Il patron è convinto di aver costruito una squadra in grado di recitare un ruolo importante. «Srna ha accettato di venire da noi perchè ha capito il nostro progetto, ma soprattutto perchè si è convinto che siamo una società seria. Lui è il giocatore che ha più esperienza. Uomini come Darijo possono darci tanto non solo sul campo ma anche fuori. La cosa che mi gratifica è l’attaccamento alla maglia dei giocatori che vengono da noi. Si crea subito un feeling particolare con l’ambiente. La Sardegna ha una magia che ti affascina».
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