vela/la route du rhum
Mura rompe il radar nella tempesta ed è costretto al ritiro
CAGLIARI. Andrea Mura ammaina la bandiera dei Quattro mori che fino a ieri sventolava su Vento di Sardegna. Abbandona la Route du Rhum e si ritira lo skipper cagliaritano che, come gran parte della...
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CAGLIARI. Andrea Mura ammaina la bandiera dei Quattro mori che fino a ieri sventolava su Vento di Sardegna. Abbandona la Route du Rhum e si ritira lo skipper cagliaritano che, come gran parte della flotta, non è stato risparmiato dalla tempesta che ha investito dopo appena 48 ore dalla partenza (domenica da Saint Malo, in Bretagna), la flotta della transatlantica in solitario tra la città francese e l'sola di Guadalupa, nelle Antille francesi. Condizioni meteo proibitive (vento contrario a oltre 80 chilometri orari e onde altre più di 6 metri), quelle che si sono scatenate all'ingresso dell'Oceano, che hanno messo in grande difficoltà anche lpesperto Andrea Mura, che ha virato e messo la prua dell'Open 50 in direzione opposta a quella della regata per cercare di riparare a terra, in attesa che la tempesta si placasse.
Il 54enne skipper cagliaritano, dopo aver puntato la prua verso Sud, ieri pomeriggio ha rotto però l'antenna satellitare, uno strumento fondamentale per proseguire la maratona sull'Oceano. Rimasto di fatto cieco, ha quindi deciso di ritirarsi subito dopo aver raggiunto Lorient, un porto non lontano da Saint Malo, dove poche ore prima è approdato anche l'altro italiano in gara, Andrea Fantini, che non ha subito comunque avarie alla propria imbarcazione ed è quindi deciso a riprendere il mare.
Un peccato, il ritiro di Andrea Mura, che aveva tutte le intenzione di riparare a terra in attesa di condizioni meteo migliori che consentissero di poter nuovamente navigare verso Guadalupa. Anche perché gli organizzatori della Route du Rhum avevano deciso che chi si fosse fermato entro le prima 300 miglia dalla partenza potesse riprendere la regata senza incorrere in penalità. Determinante la tempesta perfetta di martedì, quando durante le prime 48 ore della massacrante regata in solitario (3542 miglia nautiche, 6560 chilometri) si è scatenato l'inferno. Una burrasca che ha decimato la flotta composta da 123 imbarcazioni, costringendo ben quaranta skipper al ritiro, a causa di disalberamenti, avarie e anche una scuffia (capovolgimento dell’imbarcazione): quella più illustre e ha coinvolto Banque Populaire IX del francese Armel Le Cleac’h, chiamato «lo sciacallo». vincitore dell’ultima edizione della Vendée Globe.
Sergio Casano
Il 54enne skipper cagliaritano, dopo aver puntato la prua verso Sud, ieri pomeriggio ha rotto però l'antenna satellitare, uno strumento fondamentale per proseguire la maratona sull'Oceano. Rimasto di fatto cieco, ha quindi deciso di ritirarsi subito dopo aver raggiunto Lorient, un porto non lontano da Saint Malo, dove poche ore prima è approdato anche l'altro italiano in gara, Andrea Fantini, che non ha subito comunque avarie alla propria imbarcazione ed è quindi deciso a riprendere il mare.
Un peccato, il ritiro di Andrea Mura, che aveva tutte le intenzione di riparare a terra in attesa di condizioni meteo migliori che consentissero di poter nuovamente navigare verso Guadalupa. Anche perché gli organizzatori della Route du Rhum avevano deciso che chi si fosse fermato entro le prima 300 miglia dalla partenza potesse riprendere la regata senza incorrere in penalità. Determinante la tempesta perfetta di martedì, quando durante le prime 48 ore della massacrante regata in solitario (3542 miglia nautiche, 6560 chilometri) si è scatenato l'inferno. Una burrasca che ha decimato la flotta composta da 123 imbarcazioni, costringendo ben quaranta skipper al ritiro, a causa di disalberamenti, avarie e anche una scuffia (capovolgimento dell’imbarcazione): quella più illustre e ha coinvolto Banque Populaire IX del francese Armel Le Cleac’h, chiamato «lo sciacallo». vincitore dell’ultima edizione della Vendée Globe.
Sergio Casano
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