Tre giganti rossoblù a Coverciano
di Roberto Muretto
Primo giorno in azzurro per Barella, Cragno e Pavoletti del Cagliari. Il veterano Sirigu completa la brigata di Sardegna
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CAGLIARI. Sono arrivati tutti e tre insieme. Le facce rilassate e sorridenti di Nicolò Barella, Alessio Cragno e Leonardo Pavoletti hanno portato un pezzo di Sardegna a Coverciano. I tre “mori” hanno varcato i cancelli del ritiro intorno alle 12. I primi due hanno fatto da cicerone al compagno di squadra, tornato a respirare l’aria della Nazionale dopo due anni. Poi c’è stato l’incontro col commissario tecnico Roberto Mancini e con gli altri azzurri. I nuovi arrivati hanno ricevuto i complimenti dei “veterani”, che li hanno subito messi a proprio agio e aiutati a inserirsi in un gruppo che ogni tanto presenta qualche faccia nuova. Pavoletti è una di queste. Il bomber del Cagliari (sei gol finora, cinque segnati di testa) sognava questo momento, era un obiettivo dichiarato in più occasioni. Un sogno concretizzato forse nel momento più felice della sua vita lavorativa e privata (da qualche settimana è diventato papà). Barella, invece, è il futuro della Nazionale, così come Cragno che ha davanti una montagna da scalare, rappresentata da Donnarumma e Sirigu.
Conferme. Se Cragno non ha nessuna chance di giocare, Barella ne ha tantissime dopo le due partite contro Polonia e Ucraina, nelle quali è stato tra i più positivi «È un ragazzo giovane con tanta personalità - ha detto il suo allenatore Rolando Maran- . Ha già fatto vedere, anche in azzurro, di che pasta è fatto. Credo che possa diventare un punto fermo nel gruppo azzurro. Mancini lo tiene in grande considerazione». Beppe Bergomi ha paragonata Nicolò a Tardelli. «Sono d’accordo con Beppe - sottolinea il tecnico del Cagliari -. Ha corsa, tempi di inserimento, grande tecnica. L’accostamento fatto è giusto».
Sogni. Due anni fa era stato Antonio Conte a convocare Leonardo Pavoletti, ma non gli aveva concesso nemmeno un minuto. Questa volta l’attaccante del Cagliari spera di avere una possibilità. Mancini lo ha preferito a Belotti. «Sono due giocatori diversi - spiega Maran -, Leo è letale in area se gli arrivano i palloni giusti. Sta vivendo un momento fantastico sul piano personale, è un uomo-squadra. Per me è un giocatore completo, nel pieno della maturità. Credo possa dare un contributo alla Nazionale. È uno di quei giocatori utilissimi nell’economia della partita perchè sa sacrificarsi e dà una mano nella fase di non possesso».
Meriti. Tre rossoblù in maglia azzurra è una soddisfazione per tutta la Sardegna e per la società. Una “medaglietta” da appuntare sul petto per un club che vede premiato il proprio lavoro. «Il merito va dato principalmente al presidente - dice Maran - che ha avuto due intuizioni importanti con Cragno e Pavoletti, trattenendo a Cagliari Barella. Sono diversi i club che lo seguono. Il merito, però, è soprattutto dei giocatori. Lavorano tanto, si impegnano e migliorano. Stiamo parlando di ragazzi per bene, legati al Cagliari, contenti di lavorare in un ambiente ideale. Ho dei meriti anche io? Contribuisco cercando di dare una fisionomia alla squadra, mettendo i singoli nella condizione di esaltare le proprie qualità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Conferme. Se Cragno non ha nessuna chance di giocare, Barella ne ha tantissime dopo le due partite contro Polonia e Ucraina, nelle quali è stato tra i più positivi «È un ragazzo giovane con tanta personalità - ha detto il suo allenatore Rolando Maran- . Ha già fatto vedere, anche in azzurro, di che pasta è fatto. Credo che possa diventare un punto fermo nel gruppo azzurro. Mancini lo tiene in grande considerazione». Beppe Bergomi ha paragonata Nicolò a Tardelli. «Sono d’accordo con Beppe - sottolinea il tecnico del Cagliari -. Ha corsa, tempi di inserimento, grande tecnica. L’accostamento fatto è giusto».
Sogni. Due anni fa era stato Antonio Conte a convocare Leonardo Pavoletti, ma non gli aveva concesso nemmeno un minuto. Questa volta l’attaccante del Cagliari spera di avere una possibilità. Mancini lo ha preferito a Belotti. «Sono due giocatori diversi - spiega Maran -, Leo è letale in area se gli arrivano i palloni giusti. Sta vivendo un momento fantastico sul piano personale, è un uomo-squadra. Per me è un giocatore completo, nel pieno della maturità. Credo possa dare un contributo alla Nazionale. È uno di quei giocatori utilissimi nell’economia della partita perchè sa sacrificarsi e dà una mano nella fase di non possesso».
Meriti. Tre rossoblù in maglia azzurra è una soddisfazione per tutta la Sardegna e per la società. Una “medaglietta” da appuntare sul petto per un club che vede premiato il proprio lavoro. «Il merito va dato principalmente al presidente - dice Maran - che ha avuto due intuizioni importanti con Cragno e Pavoletti, trattenendo a Cagliari Barella. Sono diversi i club che lo seguono. Il merito, però, è soprattutto dei giocatori. Lavorano tanto, si impegnano e migliorano. Stiamo parlando di ragazzi per bene, legati al Cagliari, contenti di lavorare in un ambiente ideale. Ho dei meriti anche io? Contribuisco cercando di dare una fisionomia alla squadra, mettendo i singoli nella condizione di esaltare le proprie qualità».
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