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L’Hertz Cagliari fanalino di coda si interroga e pensa al mercato

L’Hertz Cagliari fanalino di coda si interroga e pensa al mercato

CAGLIARI. E' stato il primo a mettersi in discussione, assumendosi pubblicamente la responsabilità della magra figura rimediata domenica nella partita contro Imola, nella A2 di basket. Riccardo...

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CAGLIARI. E' stato il primo a mettersi in discussione, assumendosi pubblicamente la responsabilità della magra figura rimediata domenica nella partita contro Imola, nella A2 di basket.

Riccardo Paolini, coach della Hertz Dinamo Academy, sperava in un inizio di stagione migliore. La lunga trasferta cinese a cavallo di Ferragosto, i problemi fisici accusati in preparazione e le amichevoli claudicanti avevano fatto intuire che non sarebbe stato un avvio semplice. Ma i rossoblù hanno finora fatto peggio di quanto fosse lecito immaginarsi. I numeri sono impietosi: una sola vittoria in otto partite, ultimo posto, peggior attacco e peggior difesa del torneo.

Ma, come sottolineato in conferenza stampa dallo stesso Paolini, è soprattutto l'atteggiamento molle e arrendevole a preoccupare. Specialmente in casa la Hertz riesce ad approcciare la gara con energia, ma poi si scioglie come neve al sole alla prima accelerazione avversaria. Non è ancora il momento di fasciarsi la testa: il campionato è cominciato da appena due mesi, e il treno salvezza è pienamente raggiungibile se si inanellano un paio di risultati positivi in fila. Occorre però una sterzata netta e decisa prima che le cose peggiorino ulteriormente.

Da dove iniziare? Difficile dirlo, però una certezza sembra esserci ed è rappresentata proprio da Riccardo Paolini. Il tecnico pesarese ha dichiarato di non sentire al sicuro la sua panchina, ma la sensazione è che le sue responsabilità nella partenza a handicap della Hertz, siano poche se non nulle.

I problemi vanno ricercati altrove, a partire dal roster. Le prime otto di campionato hanno fatto emergere carenze strutturali da risolvere nel più breve tempo possibile. I due statunitensi Miles e Johnson stanno producendo tanto in termini statistici (20.6 punti a gara il primo, 15 il secondo), ma si tratta troppo spesso di numeri fini a se stessi. Manca un giocatore in grado di assumere la leadership. Lo scorso anno fu DeShawn Stephens a cimentarsi con successo nel ruolo. Quest'anno, invece, né l'ex Scafati, né tantomeno il rookie da Western Kentucky sembrano avere le spalle abbastanza larghe per tracciare la strada. Ma anche i giocatori italiani vanno a finire dritti sul banco degli imputati. Nessuno escluso, a cominciare dai "senatori" Rullo e Allegretti, condizioni fisiche precarie a parte. E i più giovani? Ci si attendeva, se non una consacrazione, almeno un passo avanti sotto il profilo tecnico e mentale. Ma le aspettative sono state fin qui disattese.

Vista la situazione, l'intervento sul mercato pare inevitabile. Secondo i rumors, il profilo ricercato al momento sarebbe quello di un esterno italiano con punti nelle mani. Si tratterebbe di un aiuto importante, ma forse non ancora risolutivo. Nelle prossime settimane la Hertz dovrà valutare attentamente le posizioni di Miles e Johnson: qualora non arrivassero segnali di svolta, la sostituzione di uno dei due americano potrebbe essere la scelta per provare a ripartire.

Mauro Farris

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