Mese di fuoco per il Cagliari ma i numeri danno fiducia
di Roberto Muretto
I rossoblù giocheranno nove partite in un mese tra campionato e coppa Italia La squadra di Maran guida la classifica dei chilometri percorsi e dei gol di testa
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CAGLIARI. Per il Cagliari comincia un tour de force. In un mese, tra campionato e coppa Italia, i rossoblù giocheranno nove partite. Ci sarà poco tempo per recuperare le energie e Maran avrà bisogno di tutti i giocatori nella volatona che porterà al giro di boa del torneo. A confortare il tecnico sono i numeri delle prime dodici giornate, migliori di quelli della passata stagione.
Primi. Il Cagliari guarda tutti dall’alto verso il basso in due speciali classifiche. In quella dei chilometri percorsi e in quella dei gol segnati di testa. Quella di Maran è la squadra che corre di più, seguita dal Bologna. Ma c’è una differenza tra sardi ed emiliani: i primi coprono tutte le zone del campo, pressano e non sprecano energie inutilmente. A differenza degli uomini di Inzaghi, che spesso perdono gli equilibri e sono costretti a rincorse. Pavoletti è il re dei colpi di testa: cinque delle sei reti le ha segnate con la “capoccia”. Il sesto porta la firma di Joao Pedro, che non è uno specialista.
Gol. La media è di uno a partita. Il Cagliari occupa il tredicesimo posto di questa classifica che vede al primo la Juventus. In quattro delle dodici gare giocate i rossoblù sono rimasti a digiuno e, finora, hanno mandato a bersaglio cinque giocatori. Nella classifica dei tiri la squadra di Maran è addirittura più indietro: occupa il gradino numero 15. Complessivamente ha calciato 44 volte nello specchio della porta, 57 fuori. Una percentuale che va migliorata se si vuole provare a stare tra le prime dieci.
Corsie. Il calcio del tecnico rossoblù si basa molto sul gioco sulle fasce. Sovrapposizioni costanti e cambi di gioco per arrivare al cross. Un sistema funzionale a un attaccante come Pavoletti che sa sfruttare i palloni alti. Nella classifica dei cross il Cagliari è decimo con 149 traversoni. Di questi oltre la metà (79) utili. Percentuale che è cresciuta nelle ultime cinque giornate. La squadra che crossa di più è la Juventus. Anche i campioni d’Italia hanno un’alta percentuale su quelli a buon fine.
Mese di fuoco. Il primo ostacolo sarà il Torino, partita che si gioca lunedì. Test difficile, contro una squadra contro la quale il Cagliari non ha raccolto nemmeno un punto nelle ultime due stagioni. Un match duro perchè i granata sono reduci da una sconfitta in casa e animati da una gran voglia di riscatto. Mazzarri ha fatto lavorare sodo i suoi durante la sosta e ha avvisato: «A Cagliari voglio una vittoria». Uno stimolo in più? Forse, ma anche una buona doese di pressione in più. I rossoblù sanno che vincere lunedì avrebbe effetti positivi sul piano del morale e della classifica, in vista delle prossime gare. Dopo il Toro la trasferta di Frosinone, altro ostacolo non semplice da scavalcare. E tre giorni dopo la gara di coppa Italia (eliminazione diretta) a Verona col Chievo. A seguire due partite complicate di fila alla “Sardegna Arena”: con la Roma e dopo col Napoli di Ancelotti. Il 22 dicembre la trasferta a Roma per sfidare la Lazio e a Santo Stefano in casa col Genoa. La maratona si concluderà il 29 a Udine, prima della lunga sosta: il campionato tornerà il 20 gennaio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Primi. Il Cagliari guarda tutti dall’alto verso il basso in due speciali classifiche. In quella dei chilometri percorsi e in quella dei gol segnati di testa. Quella di Maran è la squadra che corre di più, seguita dal Bologna. Ma c’è una differenza tra sardi ed emiliani: i primi coprono tutte le zone del campo, pressano e non sprecano energie inutilmente. A differenza degli uomini di Inzaghi, che spesso perdono gli equilibri e sono costretti a rincorse. Pavoletti è il re dei colpi di testa: cinque delle sei reti le ha segnate con la “capoccia”. Il sesto porta la firma di Joao Pedro, che non è uno specialista.
Gol. La media è di uno a partita. Il Cagliari occupa il tredicesimo posto di questa classifica che vede al primo la Juventus. In quattro delle dodici gare giocate i rossoblù sono rimasti a digiuno e, finora, hanno mandato a bersaglio cinque giocatori. Nella classifica dei tiri la squadra di Maran è addirittura più indietro: occupa il gradino numero 15. Complessivamente ha calciato 44 volte nello specchio della porta, 57 fuori. Una percentuale che va migliorata se si vuole provare a stare tra le prime dieci.
Corsie. Il calcio del tecnico rossoblù si basa molto sul gioco sulle fasce. Sovrapposizioni costanti e cambi di gioco per arrivare al cross. Un sistema funzionale a un attaccante come Pavoletti che sa sfruttare i palloni alti. Nella classifica dei cross il Cagliari è decimo con 149 traversoni. Di questi oltre la metà (79) utili. Percentuale che è cresciuta nelle ultime cinque giornate. La squadra che crossa di più è la Juventus. Anche i campioni d’Italia hanno un’alta percentuale su quelli a buon fine.
Mese di fuoco. Il primo ostacolo sarà il Torino, partita che si gioca lunedì. Test difficile, contro una squadra contro la quale il Cagliari non ha raccolto nemmeno un punto nelle ultime due stagioni. Un match duro perchè i granata sono reduci da una sconfitta in casa e animati da una gran voglia di riscatto. Mazzarri ha fatto lavorare sodo i suoi durante la sosta e ha avvisato: «A Cagliari voglio una vittoria». Uno stimolo in più? Forse, ma anche una buona doese di pressione in più. I rossoblù sanno che vincere lunedì avrebbe effetti positivi sul piano del morale e della classifica, in vista delle prossime gare. Dopo il Toro la trasferta di Frosinone, altro ostacolo non semplice da scavalcare. E tre giorni dopo la gara di coppa Italia (eliminazione diretta) a Verona col Chievo. A seguire due partite complicate di fila alla “Sardegna Arena”: con la Roma e dopo col Napoli di Ancelotti. Il 22 dicembre la trasferta a Roma per sfidare la Lazio e a Santo Stefano in casa col Genoa. La maratona si concluderà il 29 a Udine, prima della lunga sosta: il campionato tornerà il 20 gennaio.
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