Hertz, contro Udine serve una sterzata
di Mauro Farris
Oggi nell’anticipo della A2 di basket Cagliari deve vincere Il nuovo coach Iacozza ai suoi chiede energia e coesione
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CAGLIARI. Forza Academy, se ci sei batti Udine. Stasera alle 20.30 al PalaPirastu di Cagliari la prima uscita della Hertz Dinamo Academy targata Alessandro Iacozza. Il 43enne coach laziale, alla prima esperienza da capo allenatore su una panchina di A2, proverà a dare la scossa a una squadra in crisi nera. Sono sei, infatti, le sconfitte consecutive accusate dai rossoblù, chiamati a invertire la tendenza contro l'Apu Udine.
«La prima persona che ho chiamato quando mi è stato proposto l'incarico è stata Riccardo Paolini - ha dichiarato Iacozza - è stato lui a suggerirmi di intraprendere questa avventura. Oltre a essere un grande allenatore è anche una persona dall'elevatissimo spessore morale e lo voglio ringraziare». Iacozza, che in conferenza stampa si è definito un "allenatore umile e tutto da scoprire", era già stato sulla panchina della Hertz nelle prime tre giornate di campionato in sostituzione di Paolini, allora squalificato. E proprio con il tecnico originario di Fondi è arrivata l'unica vittoria, il 21 ottobre contro Ravenna: «Quelle partite mi sono state utili per acquisire fiducia e prendere contatto con la realtà di Cagliari – aggiunge –. Ho avuto dei colloqui individuali con i giocatori, che sono stati utili a mettere in chiaro obiettivi e responsabilità di ciascuno. Le risposte sono state quelle che mi attendevo. Speriamo ora di riuscire a trasferire la positività mostrata in allenamento anche nella gara ufficiale».
I mali dell'Academy, secondo Iacozza, sono in buona parte psicologici: «Spesso nei secondi tempi subentra un blocco mentale dal quale non riusciamo a tirarci fuori. Nelle difficoltà iniziamo a giocare individualmente e a non collaborare in difesa. E' necessario lavorare su questo aspetto, perché vogliamo dimostrare di non essere la cenerentola che tutti dipingono».
Contro Udine, erede della grande tradizione Snaidero e allenata dall’ex Dinamo Demis Cavina, «dovremo stare attenti all'atletismo di Simpson e all'esperienza di Powell, capace di fare la differenza anche nella metà campo difensiva. e non dimentichiamo poi gli italiani, a cominciare da Cortese e Penna», conclude Iacozza. Questa la ricetta per scacciare la crisi: «Pensare poco e attaccare di squadra. E' proprio da lì che possiamo prendere l'energia necessaria a difendere in maniera aggressiva».
«La prima persona che ho chiamato quando mi è stato proposto l'incarico è stata Riccardo Paolini - ha dichiarato Iacozza - è stato lui a suggerirmi di intraprendere questa avventura. Oltre a essere un grande allenatore è anche una persona dall'elevatissimo spessore morale e lo voglio ringraziare». Iacozza, che in conferenza stampa si è definito un "allenatore umile e tutto da scoprire", era già stato sulla panchina della Hertz nelle prime tre giornate di campionato in sostituzione di Paolini, allora squalificato. E proprio con il tecnico originario di Fondi è arrivata l'unica vittoria, il 21 ottobre contro Ravenna: «Quelle partite mi sono state utili per acquisire fiducia e prendere contatto con la realtà di Cagliari – aggiunge –. Ho avuto dei colloqui individuali con i giocatori, che sono stati utili a mettere in chiaro obiettivi e responsabilità di ciascuno. Le risposte sono state quelle che mi attendevo. Speriamo ora di riuscire a trasferire la positività mostrata in allenamento anche nella gara ufficiale».
I mali dell'Academy, secondo Iacozza, sono in buona parte psicologici: «Spesso nei secondi tempi subentra un blocco mentale dal quale non riusciamo a tirarci fuori. Nelle difficoltà iniziamo a giocare individualmente e a non collaborare in difesa. E' necessario lavorare su questo aspetto, perché vogliamo dimostrare di non essere la cenerentola che tutti dipingono».
Contro Udine, erede della grande tradizione Snaidero e allenata dall’ex Dinamo Demis Cavina, «dovremo stare attenti all'atletismo di Simpson e all'esperienza di Powell, capace di fare la differenza anche nella metà campo difensiva. e non dimentichiamo poi gli italiani, a cominciare da Cortese e Penna», conclude Iacozza. Questa la ricetta per scacciare la crisi: «Pensare poco e attaccare di squadra. E' proprio da lì che possiamo prendere l'energia necessaria a difendere in maniera aggressiva».
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