Serie C, per l’Olbia il bicchiere è mezzo vuoto
OLBIA. A pochi secondi dal triplice fischio sarebbe stata un'Olbia da applaudire. A partita conclusa, invece, viene voglia di tirarle le orecchie. Con la Lucchese sembrava essere la volta giusta del...
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OLBIA. A pochi secondi dal triplice fischio sarebbe stata un'Olbia da applaudire. A partita conclusa, invece, viene voglia di tirarle le orecchie. Con la Lucchese sembrava essere la volta giusta del ritorno alla vittoria, e invece no, è arrivato un gol al 95’ per togliere ai ragazzi del tecnico Guido Carboni questa gioia. Gioia, e tre punti, che non si vedono da troppo tempo; l'ultimo successo, forse il più bello del campionato, risale al 22 ottobre, contro la Carrarese (3-4). Poi quattro pareggi e tre sconfitte.
L'era Carboni è iniziata dall'1-1 a Pisa, a cui ha fatto seguito il 3-2 con l’Entella, e infine altri due 1-1: con la Pistoiese e nell'ultimo turno nella trasferta a Lucca, appunto. Un cammino che se non può essere bollato come negativo, non si può neanche definire roseo. La crisi di risultati non è stata allontanata, i miglioramenti sembrano esserci, quello sì, ma ancora a sprazzi. «In queste quattro partite si è raccolto meno di quanto meritato, e la squadra, se ritrova tutte le sicurezze, può dare tanto», le parole del tecnico dopo la partita. L'Olbia domenica è riuscita ad andare in vantaggio (lo stesso Carboni lo auspicava prima di partire a Lucca), grazie alla conclusione precisa di Ragatzu al 32' del primo tempo. Doppia buona notizia, visto che il numero dieci, dopo un avvio di stagione che faceva ben sperare dal punto di vista realizzativo, si era un po' perso, mancando all'appuntamento col gol da 6 giornate. C'è anche da dire che tra gli uomini del reparto offensivo è il più sacrificato negli esperimenti tattici di Carboni, per stessa ammissione dell'allenatore. Ma i bianchi non sono riusciti a trovare il raddoppio e, come spesso accade in questi casi, i toscani sono arrivati al pareggio. La sensazione è che più che meriti della Lucchese, siano maggiori i demeriti dei bianchi, che ancora mancano nella gestione della partita. Il prossimo step è la gara interna con il Siena, Senesi ha svolto differenziato, perciò non sarà tra l'undici iniziale, forse in panchina.
Paolo Ardovino
L'era Carboni è iniziata dall'1-1 a Pisa, a cui ha fatto seguito il 3-2 con l’Entella, e infine altri due 1-1: con la Pistoiese e nell'ultimo turno nella trasferta a Lucca, appunto. Un cammino che se non può essere bollato come negativo, non si può neanche definire roseo. La crisi di risultati non è stata allontanata, i miglioramenti sembrano esserci, quello sì, ma ancora a sprazzi. «In queste quattro partite si è raccolto meno di quanto meritato, e la squadra, se ritrova tutte le sicurezze, può dare tanto», le parole del tecnico dopo la partita. L'Olbia domenica è riuscita ad andare in vantaggio (lo stesso Carboni lo auspicava prima di partire a Lucca), grazie alla conclusione precisa di Ragatzu al 32' del primo tempo. Doppia buona notizia, visto che il numero dieci, dopo un avvio di stagione che faceva ben sperare dal punto di vista realizzativo, si era un po' perso, mancando all'appuntamento col gol da 6 giornate. C'è anche da dire che tra gli uomini del reparto offensivo è il più sacrificato negli esperimenti tattici di Carboni, per stessa ammissione dell'allenatore. Ma i bianchi non sono riusciti a trovare il raddoppio e, come spesso accade in questi casi, i toscani sono arrivati al pareggio. La sensazione è che più che meriti della Lucchese, siano maggiori i demeriti dei bianchi, che ancora mancano nella gestione della partita. Il prossimo step è la gara interna con il Siena, Senesi ha svolto differenziato, perciò non sarà tra l'undici iniziale, forse in panchina.
Paolo Ardovino
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