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La Dinamo torna la Dinamo e conquista due punti d’oro

di Andrea Sini
La Dinamo torna la Dinamo e conquista due punti d’oro

Avvio titubante sul parquet di Bologna, poi Bamforth trascina al successo un gruppo coeso Vittoria preziosa in prospettiva Final Eight sul campo di una diretta concorrente

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INVIATO A BOLOGNA. Come ti porto fuori dalla crisi in 40 minuti, anche meno. Un quarto a dribblare i fantasmi novembrini, 30 minuti a proporre basket vero e il gioco è fatto. La Dinamo esce a braccia alzate dal PalaDozza, con in tasca una vittoria preziosissima per 74-86 e la parola “fine” scritta in grassetto sulla serie di 4 sconfitte consecutive. I biancoblù di Esposito giocano una parte centrale di gara da applausi e un ultimo quarto di enorme personalità, mettono al tappeto una diretta concorrente attrezzata come la Virtus Bologna e tornano in piena corsa per la Final Eight. Una grande prestazione di squadra (49 punti incassati negli ultimi 30’, dopo i 23 concessi nei primi 6’45”) e le stoccate di un Bamforth immarcabile hanno messo le ali ai biancoblù, che in certi frangenti hanno rifatto vedere il cinismo e la personalità del precampionato.

I fantasmi. La Dinamo parte con le idee poco chiare e il freno a mano tirato. La Virtus fa girare palla e fa subito male da oltre il perimetro (10-2 dopo 2’). L’attacco biancoblù si sblocca grazie alle triple di Thomas e Smith, ma i sassaresi non riescono in difesa non arrivano le giuste contromisure. Punter è scatenato e stampa in faccia a Gentile la tripla del 18-10, Esposito cambia le guardie inserendo Spissu e Bamforth ma ancora Punter sigla il +9 virtussino (23-14).

Segnali di vita. Il Banco registra qualcosa in difesa, trova un bel canestro in transizione con Polonara e stringe i denti, riuscendo ad arrivare alla prima sirena sul -7 (25-18), con la consapevolezza che poteva andare peggio. L’inerzia lentamente cambia: Bamforth colpisce da oltre l’arco, Pierre difende duro e piazza un gioco da tre punti e Cooley colpisce col gancetto del -1, 27-26. Petteway non riesce in alcun modo a entrare in partita e al Banco manca la “zampata” per mettere la prua avanti. Il match resta in equilibrio ma si segna poco e i padroni di casa scavano lentamente un nuovo break, con Mbaye che fa 37-30 dalla lunetta.

La svolta. Entra Devecchi, i sassaresi alzano l’intensità difensiva e dall’altra parte ci pensa Bamforth, che prende a schiaffi la zona di Sacripanti piazzando due tripe di fila, con Cooley che dalla lunetta firma la parità a quota 37, a 2’18” dal riposo. La difesa biancoblù tiene e a firmare il sorpasso è ancora Bamforth, che colpisce per la quarta volta di fila da oltre l’arco, completando un break di 10-0. Dal 37-40 la Virtus trova tre giri in lunetta e riesce ad arrivare alla sirena di metà gara avanti di uno, 43-42. E stavolta a recriminare, non poco, sono i sassaresi.

Il capolavoro Nel terzo quarto Esposito riparte dai migliori, ovvero Smith, Bamforth, Pierre, Polonara e Cooley, e il Banco mette subito la prua avanti grazie alla quinta tripla di Bamforth (43-46). La Virtus perde Taylor (4 falli al 22’) e dal 49-49 il Banco cambia passo: Smith, Bamforth e Cooley attaccano bene il ferro e in meno di 2’ i sassaresi piazzano un break di 8-0. Sul 49-57 a 5’51” Sacripanti chiede timeout e ordina la zona: arriva solo un minibreak con Baldi Rossi (54-59), mentre la Dinamo tiene la barra dritta: a Spissu manca solo il canestro, Petteway si sblocca con una schiacciata favolosa e Thomas confeziona il +11 (58-69) con il quale i sassaresi arrivano alla terza sirena.

Coraggio e personalità. L’ultimo periodo è quasi una partita a scacchi, tra la Virtus che cerca disperatamente una scintilla e il Banco che non trema. Non trema neppure quando Bologna risale dal 61-71 al 69-71 grazie a due triple strabilianti di Punter. Il PalaDozza è una bolgia ed è qui che la Dinamo dà il meglio di sé: la difesa ringhia, la palla gira che è un piacere e Bamforth manda tutti a scuola (69-80 a 2’45” dalla fine). Aradori trova ancora la tripla del -6 (74-80) a 1’53”, ma Cooley e compagni allungano ancora, tagliando il traguardo a braccia alzate sul massimo vantaggio, 74-86. Che Dinamo, ragazzi!

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