amarcord
La prima vittoria in casa laziale firmata da Nenè nell’aprile del ’67
CAGLIARI. Non è un campo che porta molta fortuna al Cagliari, quello della Lazio. Il bilancio infatti da far accapponare la pelle: in serie A 7 vittorie rossoblù, 5 pareggi e 20 sconfitte di cui le...
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CAGLIARI. Non è un campo che porta molta fortuna al Cagliari, quello della Lazio. Il bilancio infatti da far accapponare la pelle: in serie A 7 vittorie rossoblù, 5 pareggi e 20 sconfitte di cui le ultime sette consecutive.
Delle sette affermazioni, va sicuramente ricordata la prima, che risale al 9 aprile del 1967. Per una serie di motivi curiosi, a cominciare dal fatto che quel giorno l’11 allenato da Manlio Scopigno rinunciava a Riva, gravemente infortunatosi due settimane prima in nazionale contro il Portogallo, proprio all’Olimpico.
Eppure i cagliaritaniriuscirono a imporsi per 1-0 grazie a Nenè, difronte a una formazione assetata di punti salvezza che poi, anche a causa di quella sconfitta, fu condannata alla serie B.
In campo, dunque, Scopigno mise la sola punta Boninsegna, affiancandolo alle ali Nenè, a destra, e Tiberi, a sinistra. La gara fu decisa a sette minuti dalla fine da un tiraccio su punizione di Claudio Nenè. Sembrava una punizione innocua, visto che era stata decretata a una trentina di metri dalla porta difesa dall’estremo biancazzurro Cei.
Ma l’estroso brasiliano aveva, fra le sue armi, anche una conclusione di destro molto forte. Così quel tiro libero carico di potenza ingannò lo storico portiere laziale che non riuscì a trattenere la sfera facendola rotolare in fondo alla rete.
Nenè, che era stato tra l’altro l’autore del gol decisivo anche nella gara d’andata a Cagliari (conclusasi ugualmente sull’1-0) poi si ripetè alcune settimane dopo all’Amsicora contro l’Inter, beffando con una punizione da distanza addirittura superiore a quella calciata allo stadio Olimpico un altro portiere famoso, Giuliano Sarti, inchiodando i nerazzurri sull’1-1. (enrico gaviano)
Delle sette affermazioni, va sicuramente ricordata la prima, che risale al 9 aprile del 1967. Per una serie di motivi curiosi, a cominciare dal fatto che quel giorno l’11 allenato da Manlio Scopigno rinunciava a Riva, gravemente infortunatosi due settimane prima in nazionale contro il Portogallo, proprio all’Olimpico.
Eppure i cagliaritaniriuscirono a imporsi per 1-0 grazie a Nenè, difronte a una formazione assetata di punti salvezza che poi, anche a causa di quella sconfitta, fu condannata alla serie B.
In campo, dunque, Scopigno mise la sola punta Boninsegna, affiancandolo alle ali Nenè, a destra, e Tiberi, a sinistra. La gara fu decisa a sette minuti dalla fine da un tiraccio su punizione di Claudio Nenè. Sembrava una punizione innocua, visto che era stata decretata a una trentina di metri dalla porta difesa dall’estremo biancazzurro Cei.
Ma l’estroso brasiliano aveva, fra le sue armi, anche una conclusione di destro molto forte. Così quel tiro libero carico di potenza ingannò lo storico portiere laziale che non riuscì a trattenere la sfera facendola rotolare in fondo alla rete.
Nenè, che era stato tra l’altro l’autore del gol decisivo anche nella gara d’andata a Cagliari (conclusasi ugualmente sull’1-0) poi si ripetè alcune settimane dopo all’Amsicora contro l’Inter, beffando con una punizione da distanza addirittura superiore a quella calciata allo stadio Olimpico un altro portiere famoso, Giuliano Sarti, inchiodando i nerazzurri sull’1-1. (enrico gaviano)
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