Olbia, mai una gioia: arriva un punticino
Contro l’Albissola i bianchi passano in vantaggio con Ogunseye, non chiudono la gara e si fanno raggiungere nella ripresa
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OLBIA. Niente. Neanche stavolta. Nemmeno una gioia per l'ultimo dell'anno. Questa volta sembrava girare tutto bene, l'atmosfera dello stadio, il pacco di sale lanciato a bordo campo dagli spalti, un avversario come l’Albissola (diciamocelo) mediocre. E invece, niente. 1-1, altro pareggio, altra vittoria mancata. Olbia in campo con il 4-3-1-2, con Ragatzu dietro le due punte, Ceter e Ogunseye. Bellucci risponde invece con il tridente, dove compare anche Silenzi, che ha vestito la maglia olbiese nella seconda parte della stagione scorsa.
La partita inizia senza troppo entusiasmo e il primo tempo non verrà ricordato come uno dei più memorabili. L'Olbia però sembra determinata, prende subito il pallino del gioco e cerca di dettare il ritmo. Le azioni non sono troppe, anzi, ma tutte per i padroni di casa. L'Albissola supererà poco o nulla la linea della trequarti avversaria, e Crosta non viene mai impegnato.
Al 18' la prima occasione che fa sussultare i tifosi; Ogunseye riceve dal limite e, braccato da due difensori, riesce nello stop di petto e a calciare al volo. Il tiro termina di poco a lato. Fiato sospeso, gol rimandato. Non di molto. Tre minuti dopo punizione dai venti metri circa, sul pallone Ragatzu e Vallocchia, quest'ultimo chiama lo schema, fa la finta e il dieci olbiese calcia in mezzo. Tra tutti spicca proprio Ogunseye, che di testa non sbaglia. Gol. Vantaggio Olbia, quinta rete in campionato, la seconda di fila dopo la marcatura di mercoledì a Vercelli.
Vien difficile aspettarsi una reazione dall'Albissola, perché l'Olbia cresce e i due centrali lasciano davvero poco spazio agli attaccanti avversari. Prima della mezz'ora c'è tempo anche per il tiro dalla distanza – parato – di Biancu, che da interno di centrocampo dimostra di saper essere sicuramente più determinante che sulla trequarti. Per il resto nessun'altra azione, la partita non è comunque delle più emozionanti. Si va all'intervallo con l'Olbia chiamata a trovare subito il raddoppio nella ripresa.
Alla ripresa del gioco i padroni di casa continuano sulla stessa linea, al 55' Ragatzu ci prova in diagonale ma l'estremo difensore avversario para. L'Albissola dal canto suo sembra non avere proprio le capacità per riprendersi, in avanti è quasi assente, mentre dietro è puntuale. La partita si svolge per ampi tratti nella metà campo ospite, l'Olbia sembra poter far tutto (non gol, però), e col passare dei minuti si appiattisce.
L'avversario non sembra affatto pericoloso, e invece allo scoccare dell'ottantesimo la palla finisce sui piedi di Silenzi, che in area nonostante sia accerchiato riesce a girarsi e calciare. La palla finisce di poco fuori. Brivido. Il pareggio sarebbe stato proprio una beffa, vero? Vero. Passano giusto due minuti, calcio d'angolo, ancora di testa Damonte. Sì, è pareggio. I galluresi ci provano anche a tentare il tutto per tutto, ma ormai è tardi. La sensazione è che sia stato fatale il cambio di modulo a gara in corso, nella ripresa, con l'uscita di Ceter e una squadra che si è abbassata. Il colombiano in realtà è sembrato con le pile scariche sin dall'inizio, sicuramente meglio di tutti Ogunseye, che ha segnato ancora – e questa, qualunque sia il risultato finale, sembra una delle poche certezze dell'Olbia –, Ragatzu ha tirato fuori alcuni guizzi interessanti, sopratutto nella prima parte di gara, ma non basta. «Deve e può fare di più» dirà alla fine Carboni, e quanto ha ragione. In generale è il centrocampo il reparto che ha più bisogno di rifiatare durante la sosta, la difesa ha vanificato quanto fatto di buono con quel gol preso su angolo.
Paolo Ardovino
La partita inizia senza troppo entusiasmo e il primo tempo non verrà ricordato come uno dei più memorabili. L'Olbia però sembra determinata, prende subito il pallino del gioco e cerca di dettare il ritmo. Le azioni non sono troppe, anzi, ma tutte per i padroni di casa. L'Albissola supererà poco o nulla la linea della trequarti avversaria, e Crosta non viene mai impegnato.
Al 18' la prima occasione che fa sussultare i tifosi; Ogunseye riceve dal limite e, braccato da due difensori, riesce nello stop di petto e a calciare al volo. Il tiro termina di poco a lato. Fiato sospeso, gol rimandato. Non di molto. Tre minuti dopo punizione dai venti metri circa, sul pallone Ragatzu e Vallocchia, quest'ultimo chiama lo schema, fa la finta e il dieci olbiese calcia in mezzo. Tra tutti spicca proprio Ogunseye, che di testa non sbaglia. Gol. Vantaggio Olbia, quinta rete in campionato, la seconda di fila dopo la marcatura di mercoledì a Vercelli.
Vien difficile aspettarsi una reazione dall'Albissola, perché l'Olbia cresce e i due centrali lasciano davvero poco spazio agli attaccanti avversari. Prima della mezz'ora c'è tempo anche per il tiro dalla distanza – parato – di Biancu, che da interno di centrocampo dimostra di saper essere sicuramente più determinante che sulla trequarti. Per il resto nessun'altra azione, la partita non è comunque delle più emozionanti. Si va all'intervallo con l'Olbia chiamata a trovare subito il raddoppio nella ripresa.
Alla ripresa del gioco i padroni di casa continuano sulla stessa linea, al 55' Ragatzu ci prova in diagonale ma l'estremo difensore avversario para. L'Albissola dal canto suo sembra non avere proprio le capacità per riprendersi, in avanti è quasi assente, mentre dietro è puntuale. La partita si svolge per ampi tratti nella metà campo ospite, l'Olbia sembra poter far tutto (non gol, però), e col passare dei minuti si appiattisce.
L'avversario non sembra affatto pericoloso, e invece allo scoccare dell'ottantesimo la palla finisce sui piedi di Silenzi, che in area nonostante sia accerchiato riesce a girarsi e calciare. La palla finisce di poco fuori. Brivido. Il pareggio sarebbe stato proprio una beffa, vero? Vero. Passano giusto due minuti, calcio d'angolo, ancora di testa Damonte. Sì, è pareggio. I galluresi ci provano anche a tentare il tutto per tutto, ma ormai è tardi. La sensazione è che sia stato fatale il cambio di modulo a gara in corso, nella ripresa, con l'uscita di Ceter e una squadra che si è abbassata. Il colombiano in realtà è sembrato con le pile scariche sin dall'inizio, sicuramente meglio di tutti Ogunseye, che ha segnato ancora – e questa, qualunque sia il risultato finale, sembra una delle poche certezze dell'Olbia –, Ragatzu ha tirato fuori alcuni guizzi interessanti, sopratutto nella prima parte di gara, ma non basta. «Deve e può fare di più» dirà alla fine Carboni, e quanto ha ragione. In generale è il centrocampo il reparto che ha più bisogno di rifiatare durante la sosta, la difesa ha vanificato quanto fatto di buono con quel gol preso su angolo.
Paolo Ardovino
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