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Azzurri al lavoro, Barella e Bernardeschi si contendono un posto

Azzurri al lavoro, Barella e Bernardeschi si contendono un posto

ROMA. Allenamento a porte aperte ieri a Coverciano: in un clima quasi primaverile Roberto Mancini ha sottoposto gli azzurri ancora di verde vestiti (sarà così fino alla sfida del 12 ottobre all'Olimpi...

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ROMA. Allenamento a porte aperte ieri a Coverciano: in un clima quasi primaverile Roberto Mancini ha sottoposto gli azzurri ancora di verde vestiti (sarà così fino alla sfida del 12 ottobre all'Olimpico di Roma contro la Grecia) ad una seduta in cui ha alternato parte atletica ad esercitazioni tecnico-tattiche. Con il modulo 4-3-3 ha testato quella che potrebbe essere la formazione titolare sabato prossimo: Donnarumma tra i pali, in difesa D'Ambrosio-Bonucci-Romagnoli-Spinazzola, al centro Bernardeschi-Jorginho-Verratti, in avanti il tridente formato da Chiesa-Belotti-Insigne. I ballottaggi al momento riguardano il centrocampo (tra Bernardeschi e Barella) e l'attacco con il dualismo tra Belotti e Immobile.

L’attaccante della Lazio farà tutto per esserci. «Ho un debito da saldare con la Nazionale e spero di riuscirci sia sabato che all'Europeo. Voglio consacrarmi con questa maglia e centrare qualche record - ha annunciato Immobile - Non so chi giocherà tra me e Belotti, deciderà Mancini. A me piacerebbe farlo sempre ed è ovvio che vorrei tanto giocare all'Olimpico, è il mio stadio e l'emozione sarebbe fortissima visto che per me sarebbe pure la prima volta».

Nell'attesa fa suo l'appello lanciato dal ct: «Sono sicuro che verranno tanti tifosi a sostenerci, laziali e romanisti, la speranza è avere l'Olimpico pieno». Con 8 gol in 37 gare Immobile è il capocannoniere azzurro attualmente a disposizione di Mancini: l'ultimo risale alla gara vinta 2-1 a Tampere contro la Finlandia lo scorso 8 settembre, sesta vittoria di fila dell'Italia in queste qualificazioni europee. Un gol che l'attaccante biancoceleste si tiene stretto perché arrivato dopo un lungo digiuno e qualche momento complicato: «Segnare alla Finlandia è stata una liberazione, ora sono più sereno». Gli brucia ancora l'esclusione dal Mondiale proprio nell'anno delle 41 reti realizzate e del titolo di capocannoniere: «Mi è mancato non andarci ma non dipese da me. Successivamente non riuscii a dare alla Nazionale quanto avrei voluto, troppi pensieri per la testa, dico grazie a Mancini che mi ha aspettato e sta facendo un grande lavoro che ci porta a guardare l'Europeo con grandissima fiducia».



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