ciclismo
Mollema vince il “Lombardia” Disastro italiano, Nibali sprofonda
COMO. Bauke Mollema fa 13. E, in barba a chi crede nella sfortuna, la 13ª corsa vinta rappresenta la più importante, il punto esclamativo della carriera. Il Giro di Lombardia è la prima classica...
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COMO. Bauke Mollema fa 13. E, in barba a chi crede nella sfortuna, la 13ª corsa vinta rappresenta la più importante, il punto esclamativo della carriera. Il Giro di Lombardia è la prima classica 'Monumentò di un corridore regolare, primo olandese ad alzare le braccia al cielo sul traguardo di Como dal 1981 (era stato Kuiper).
All'arrivo Mollema si rende conto del capolavoro, sciogliendosi in lacrime di pura gioia: un assolo di tattica e forza, una fuga di circa 20 chilometri per fare il vuoto sul Civiglio contro avversari ben più quotati. Non si è più girato indietro, resistendo ai tentativi di rimonta di Valverde (terzo secondo posto per lui al Lombardia), Bernal (terzo, primo podio in una grande classica dopo l'apoteosi al Tour) e Roglic, il favorito che chiude solo settimo dopo aver cercato, con colpevole ritardo, di cucire il buco.
Il Lombardia, dedicato alla memoria di Felice Gimondi, diventa presto un disastro per il ciclismo italiano. Il 17/o posto di Giovanni Visconti è il peggior risultato nella storia: solo nel 1990 nessun azzurro era nella Top 10 della Classica delle Foglie morte. Nibali cercava il tris, ma è sprofondato già sul Civiglio, infastidito da una borraccia per terra, ma ben lontano dalla forma migliore.
All'arrivo Mollema si rende conto del capolavoro, sciogliendosi in lacrime di pura gioia: un assolo di tattica e forza, una fuga di circa 20 chilometri per fare il vuoto sul Civiglio contro avversari ben più quotati. Non si è più girato indietro, resistendo ai tentativi di rimonta di Valverde (terzo secondo posto per lui al Lombardia), Bernal (terzo, primo podio in una grande classica dopo l'apoteosi al Tour) e Roglic, il favorito che chiude solo settimo dopo aver cercato, con colpevole ritardo, di cucire il buco.
Il Lombardia, dedicato alla memoria di Felice Gimondi, diventa presto un disastro per il ciclismo italiano. Il 17/o posto di Giovanni Visconti è il peggior risultato nella storia: solo nel 1990 nessun azzurro era nella Top 10 della Classica delle Foglie morte. Nibali cercava il tris, ma è sprofondato già sul Civiglio, infastidito da una borraccia per terra, ma ben lontano dalla forma migliore.
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