la visita
La comunità S’Aspru apre le porte ai Giganti biancoblù
SASSARI. Il lavoro e la convivenza come chiave per il recupero. E l’esperienza di 39 anni di attività al servizio di una causa nobile.La Comunità S’Aspru sabato ha aperto le sue porte a una...
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SASSARI. Il lavoro e la convivenza come chiave per il recupero. E l’esperienza di 39 anni di attività al servizio di una causa nobile.
La Comunità S’Aspru sabato ha aperto le sue porte a una delegazione biancoblù, composta da Michele Vitali, Marco Spissu, Daniele Magro accompagnati dall’assistant Edoardo Casalone e Viola Frongia, responsabile della Fondazione Dinamo, che sono stati ricevuti dal responsabile della comunità Marco Ladu e dagli operatori.
Dopo aver visitato la casa e gli spazi comunitari, restaurati dai numerosi ospiti che hanno vissuto a S’Aspru nei trentanove anni di attività della comunità fondata da padre Salvatore Morittu, riportando alla luce la struttura originale della villa di donna Annunziata Vivanet, la delegazione si è immersa negli spazi di lavoro: dalla falegnameria all’allevamento, dall’orto che permette ai ragazzi di coltivare e produrre a chilometro zero verdura e frutta, alle cucine dove alcuni sono impegnati a cucinare ogni giorno per i propri compagni di cammino. Ma il momento più suggestivo è stato l’incontro nello spazio della sala principale con tutti i ragazzi della comunità in uno scambio di domande, riflessioni e curiosità con i giganti.
La Comunità S’Aspru sabato ha aperto le sue porte a una delegazione biancoblù, composta da Michele Vitali, Marco Spissu, Daniele Magro accompagnati dall’assistant Edoardo Casalone e Viola Frongia, responsabile della Fondazione Dinamo, che sono stati ricevuti dal responsabile della comunità Marco Ladu e dagli operatori.
Dopo aver visitato la casa e gli spazi comunitari, restaurati dai numerosi ospiti che hanno vissuto a S’Aspru nei trentanove anni di attività della comunità fondata da padre Salvatore Morittu, riportando alla luce la struttura originale della villa di donna Annunziata Vivanet, la delegazione si è immersa negli spazi di lavoro: dalla falegnameria all’allevamento, dall’orto che permette ai ragazzi di coltivare e produrre a chilometro zero verdura e frutta, alle cucine dove alcuni sono impegnati a cucinare ogni giorno per i propri compagni di cammino. Ma il momento più suggestivo è stato l’incontro nello spazio della sala principale con tutti i ragazzi della comunità in uno scambio di domande, riflessioni e curiosità con i giganti.
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