«Banco a Venezia per il salto di qualità»
di Andrea Sini
Gentile è sempre più il jolly della Dinamo: «Cerco di fare più cose per la squadra, è questa la pallacanestro moderna»
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SASSARI. Equilibratore, collante, jolly. Soprattutto jolly. Nella sua seconda stagione sassarese, Stefano Gentile è diventato ancor più della scorsa stagione un elemento quasi universale a disposizione di coach Pozzecco e della sua Dinamo. L’esterno di Maddaloni, trent’anni appena compiuti, lo scorso anno andava quasi sempre sul parquet insieme a Spissu e Polonara, quando il tecnico aveva bisogno di un quintetto da corsa. Quest’anno, invece, la sua presenza in campo sembra legata a molte più situazioni. «In parte è vero – conferma il numero 22 biancoblù – perché a seconda degli assetti che servono mi sta capitando di giocare un po’ in tutte le situazioni, mentre l’anno scorso fondamentalmente avevamo due quintetti, ora c’è forse una fluidità ancora maggiore».
Dal ruolo di attore in un format abbastanza definito, dunque, a elemento ancor più dinamico, in grado di giocare in tutti gli spot dall’uno al tre. La Reyer Venezia, per andare al confronto in programma domani sera, ha un omologo di nome Jeremy Chappell. «Venezia ha tanti giocatori che sanno fare tante cose – dice Gentile –, ho guardato diverse delle loro gare, in particolare le ultime, a Brindisi e a Belgrado. Chappell è un ottimo giocatore in gradi di ricoprire tre ruoli. Io personalmente cerco sempre di dare più cose alla mia squadra , ma questo è il basket moderno, bisogna essere in grado di adattarsi a diverse situazioni».
La sfida di domani sarà come sempre molto interessante. «Contro Venezia, a parte il caldo del Taliercio, ogni partita è stata diversa dall’altra, compresa quelle recente in Supercoppa. La forza di Venezia è modificare il proprio approccio, hanno un roster molto lungo e completo. Con loro ogni gara fa storia a sé. Questa può essere una gara importante, al di là del fatto che siamo solo a novembre. Ogni gara in questa fase dà un’impronta alla stagione, e le vittorie fuori casa sono quelle che ti fanno fare il salto di qualità. Fare ora il salto di qualità ci metterebbe in una posizione super, e poi non vediamo l’ora di misurarci con certe squadre. Questa sfida non ha il peso di una finale scudetto, ma la voglia di competere sarà quella».
La Dinamo nel frattempo si è ben posizionata anche in Champions league. «È ancora presto per fare calcoli, bisogna arrivare almeno alla fine del girone d’andata. Siamo sicuramente a buon punto, la partita di Ankara è stata sui generis, si è fatto poco canestro, e alla fine sono venuti fuori loro. Ma nelle altre gare abbiamo fatto ottime cose».
Dal ruolo di attore in un format abbastanza definito, dunque, a elemento ancor più dinamico, in grado di giocare in tutti gli spot dall’uno al tre. La Reyer Venezia, per andare al confronto in programma domani sera, ha un omologo di nome Jeremy Chappell. «Venezia ha tanti giocatori che sanno fare tante cose – dice Gentile –, ho guardato diverse delle loro gare, in particolare le ultime, a Brindisi e a Belgrado. Chappell è un ottimo giocatore in gradi di ricoprire tre ruoli. Io personalmente cerco sempre di dare più cose alla mia squadra , ma questo è il basket moderno, bisogna essere in grado di adattarsi a diverse situazioni».
La sfida di domani sarà come sempre molto interessante. «Contro Venezia, a parte il caldo del Taliercio, ogni partita è stata diversa dall’altra, compresa quelle recente in Supercoppa. La forza di Venezia è modificare il proprio approccio, hanno un roster molto lungo e completo. Con loro ogni gara fa storia a sé. Questa può essere una gara importante, al di là del fatto che siamo solo a novembre. Ogni gara in questa fase dà un’impronta alla stagione, e le vittorie fuori casa sono quelle che ti fanno fare il salto di qualità. Fare ora il salto di qualità ci metterebbe in una posizione super, e poi non vediamo l’ora di misurarci con certe squadre. Questa sfida non ha il peso di una finale scudetto, ma la voglia di competere sarà quella».
La Dinamo nel frattempo si è ben posizionata anche in Champions league. «È ancora presto per fare calcoli, bisogna arrivare almeno alla fine del girone d’andata. Siamo sicuramente a buon punto, la partita di Ankara è stata sui generis, si è fatto poco canestro, e alla fine sono venuti fuori loro. Ma nelle altre gare abbiamo fatto ottime cose».
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