Nel giorno di Verstappen è autoscontro Ferrari
Formula 1. In Brasile Vettel e Leclerc si mettono fuori gioco con un contatto Binotto: «Si compromette l’immagine della scuderia, daremo un segnale forte»
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ROMA. Il trionfo di Max Verstappen e il disastro della Ferrari con l'autoscontro tra Sebastian Vettel e Charles Leclerc. Due facce estremamente diverse del Gran Premio del Brasile che disegnano più in generale l'andamento di una stagione che per la Rossa rischia di chiudersi con l'amaro in bocca e tanti interrogativi.
Il giovane olandese della Red Bull domina la gara dall'inizio alla fine, mentre i due ferraristi rovinano tutto buttandosi fuori a vicenda a causa di un contatto avvento nel finale di gara in un controsorpasso con in palio solamente il quarto posto. Festeggia invece l'altra Italia del Circus con la Toro Rosso di Pierre Gasly che in un incredibile ultimo giro taglia il traguardo al secondo posto precedendo di un soffio la Mercedes di Lewis Hamilton, finito sotto investigazione per aver messo fuori gioco la Red Bull di Alexander Albon e poi retrocesso dal terzo al settimo posto. Buon per la McLaren di Carlos Sainz che conquista un ottimo podio davanti alle Alfa Romeo di Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi.
Un Gran Premio, quello visto a Interlagos, che forse sarà ricordato più per l'autoscontro tra le Ferrari che per la festa della Red Bull con Verstappen. A quattro giri dalla traguardo Leclerc attacca e supera Vettel in staccata al termine del rettilineo. Il tedesco reagisce, prende la scia e prova il controsorpasso, ma la gomma anteriore destra di Leclerc si tocca con quella posteriore sinistra di Vettel. Risultato? Entrambi forano e si vedono costretti a ritirarsi provocando per la seconda volta nel Gp l'entrata della safety-car a rivoluzionare le posizioni (la prima safety-car era entrata per il ritiro della Mercedes di Bottas). Subito dopo l'incidente sia Vettel sia Leclerc urlano infuriati via radio ma sulle colpe del pasticcio Ferrari ci sarà da discutere. Eloquente, tuttavia, il plateale disappunto del pilota monegasco che esclama alzando vistosamente la mano dal volante: «Ma che cosa ha fatto?».
Davvero un brutto episodio per la Ferrari che rischia di chiudere nel peggiore dei modi il suo campionato e per il 2020 si ritrova ad avere due piloti dalla difficile gestione con un Mondiale piloti che manca a Maranello ormai da dodici anni.
Su tutte le furie il team principal Mattia Binotto: «Erano liberi di gareggiare tra di loro, il secondo posto costruttori era, in qualche modo, garantito. Però, sono errori che si pagano come immagine, come squadra, con tutto il lavoro che si fa, e non va bene. Credo che in certi momenti sia giusto dare un segnale forte alla squadra, ai piloti».
Il giovane olandese della Red Bull domina la gara dall'inizio alla fine, mentre i due ferraristi rovinano tutto buttandosi fuori a vicenda a causa di un contatto avvento nel finale di gara in un controsorpasso con in palio solamente il quarto posto. Festeggia invece l'altra Italia del Circus con la Toro Rosso di Pierre Gasly che in un incredibile ultimo giro taglia il traguardo al secondo posto precedendo di un soffio la Mercedes di Lewis Hamilton, finito sotto investigazione per aver messo fuori gioco la Red Bull di Alexander Albon e poi retrocesso dal terzo al settimo posto. Buon per la McLaren di Carlos Sainz che conquista un ottimo podio davanti alle Alfa Romeo di Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi.
Un Gran Premio, quello visto a Interlagos, che forse sarà ricordato più per l'autoscontro tra le Ferrari che per la festa della Red Bull con Verstappen. A quattro giri dalla traguardo Leclerc attacca e supera Vettel in staccata al termine del rettilineo. Il tedesco reagisce, prende la scia e prova il controsorpasso, ma la gomma anteriore destra di Leclerc si tocca con quella posteriore sinistra di Vettel. Risultato? Entrambi forano e si vedono costretti a ritirarsi provocando per la seconda volta nel Gp l'entrata della safety-car a rivoluzionare le posizioni (la prima safety-car era entrata per il ritiro della Mercedes di Bottas). Subito dopo l'incidente sia Vettel sia Leclerc urlano infuriati via radio ma sulle colpe del pasticcio Ferrari ci sarà da discutere. Eloquente, tuttavia, il plateale disappunto del pilota monegasco che esclama alzando vistosamente la mano dal volante: «Ma che cosa ha fatto?».
Davvero un brutto episodio per la Ferrari che rischia di chiudere nel peggiore dei modi il suo campionato e per il 2020 si ritrova ad avere due piloti dalla difficile gestione con un Mondiale piloti che manca a Maranello ormai da dodici anni.
Su tutte le furie il team principal Mattia Binotto: «Erano liberi di gareggiare tra di loro, il secondo posto costruttori era, in qualche modo, garantito. Però, sono errori che si pagano come immagine, come squadra, con tutto il lavoro che si fa, e non va bene. Credo che in certi momenti sia giusto dare un segnale forte alla squadra, ai piloti».
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