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Tra Dinamo e Milano i playoff non finiscono mai

di Andrea Sini
Tra Dinamo e Milano i playoff non finiscono mai

Clima rovente nella supersfida di domenica, vinta in volata dall’Ax Armani. Il gesto di Nedovic, con la gara in bilico, andava punito con un fallo tecnico

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INVIATO A MILANO. Le piccole rivincite di solito danno grandi soddisfazioni ai piccoli uomini. Che differenza passa tra una semifinale scudetto e una partita di regular season giocata a novembre? E che differenza c’è tra un gesto di esultanza fatto ai propri tifosi e un gesto fatto per deridere gli avversari? Mentre nel primo caso la questione è relativamente opinabile, nel secondo manca sicuramente all’appello un fallo tecnico. Senza considerare l’appuntamento mancato con il fair play, ma questo è già un discorso più complesso.

Aria da playoff. La sfida infinita tra Milano e Sassari si arricchisce con un nuovo capitolo fatto di scintille, polemiche, prese in giro e, per fortuna, anche grande basket. La vittoria in volata dell’Armani contro la Dinamo va in archivio con qualche strascico tutt’altro che simpatico, ma per quanto visto al Forum per tutti i 40’ sembra chiaro che anche quest’anno lo scontro diretto tra meneghini e sassaresi sposterà parecchio nel contesto delle competizioni nazionali.

Meriti condivisi. A dispetto dell’enorme differenza di budget (il rapporto è di oltre 1 a 4) e dell’incredibile parata di stelle presentata dai ragazzi di Messina, la differenza tra le due squadre sembra tutt’altro che abissale e solo un ultimo quarto di enorme produttività a livello offensivo (31-16) e le due prodezze di Nedovic hanno permesso ai padroni di casa di spuntarla. In questo, di certo, Milano ha fatto grandi passi avanti rispetto alle scorse stagioni: nel passato recente, soprattutto ad Assago, la grande tenacia e la personalità della Dinamo aveva lentamente corroso le certezze dei giocatori Olimpia, che sistematicamente nei finali di gara finivano per squagliarsi. Sei mesi fa, tanto per fare un esempio, è accaduto questo in tutte e tre le gare della semifinale, vinte dai sassaresi grazie a finali di gara da assalto all’arma bianca. Ora l’Armani sembra avere imparato a gestire questo tipo di situazioni, anche emotivamente, e questo è un grande merito di coach Messina.

La spina in gola. Che in casa Olimpia molti dei reduci della passata stagione avessero come una spina in gola, dopo lo schiaffone preso dalla Dinamo nella semifinale playoff, era scontato. Lo si è visto in maniera chiara nell’esultanza liberatoria di Nemanja Nedovic, che dopo la seconda delle due triple capolavoro che hanno abbattuto il Banco si è girato verso la panchina avversaria “restituendo” a Gianmarco Pozzecco il suo tipico gesto di esultanza con le braccia piegate e i pugni vicini alla testa. Una piccola rivincita, di dimensioni inversamente proporzionali alla differenza di peso tra una gara giocata in novembre e una semifinale scudetto. La stessa Olimpia Milano, che domenica sera sui social celebrava la vittoria pubblicando al foto di Nedovic da varie angolazioni, ha finito per cancellare il post.

Regole&regolamenti (di conti). E qui vanno chiarite alcune cose: innanzitutto il coach biancoblù mostra abitualmente i muscoli ai propri tifosi e ai propri giocatori, non agli avversari. Da regolamento, il gesto di Nedovic andava punito con un fallo tecnico: sull’83-76 e con 1’27” sul cronometro, forse Milano aveva già vinto. O forse no. C’è da ricordare come poche settimane fa al Talierco Marco Spissu sia stato sanzionato per il solo fatto di essersi girato verso la panchina veneziana dopo avere segnato una tripla. E un fallo tecnico lo meritava anche Rodriguez, che aveva deciso “motu proprio” che la Dinamo non avrebbe dovuto giocare l’ultimo possesso (mentre Milano stava comunque difendendo) e dopo il tiro di Curtis Jerrells stoppato da Tarczewski è andato a gridare qualcosa in faccia alla guardia sassarese. Tra i due ci sono state ancora scintille al momento dei saluti post partita, mentre Pozzecco (che dopo il gesto di Nedovic aveva evitato accuratamente di incrociarne lo sguardo) a fine gara è andato ad abbracciare il campione serbo.

Siamo solo a fine novembre e la sfida tra Olimpia Milano e Dinamo Sassari è già una battaglia. Per il prossimo confronto, c’è solo da ordinare una pedana di pop corn e godersi lo spettacolo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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