Il Cagliari si illude ma la Lazio lo beffa
di Roberto Muretto
Luis Alberto e Caicedo ribaltano la gara nel lungo recupero
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INVIATO A CAGLIARI. La beffa matura al terzo dei sette minuti di recupero e a tempo scaduto. Prima Luis Alberto e dopo Caicedo (quando l'extra time è scaduto da 25 secondi), ribaltano una partita che il Cagliari aveva in pugno grazie al super gol messo a segno da Simeone. Una beffa perchè se è vero che la Lazio ha avuto per quasi tutta la gara il pallino del gioco, le occasioni migliori per vincere le hanno create i rossoblù. Quando per quattro volte si fa cilecca davanti alla porta le conseguenze possono essere queste. L’amarezza è tanta perchè ormai sembrava fatta e invece arriva una sconfitta che interrompe la serie di tredici risultati utili di fila e diventa una mazzata sul piano psicologico, anche se la squadra deve guardare avanti e ripartire subito.
Usato sicuro. I dubbi sui terzini Maran li scioglie a favore di Cacciatore e Lykogiannis. L'allenatore del Cagliari sceglie due giocatori che danno più affidabilità di Faragò e Pellegrini nella fase di non possesso. Lazzari e Lulic sono clienti scomodi e vanno tenuti a bada. Ionita sostituisce lo squalificato Rog, Cigarini davanti alla difesa, Nainggolan ha libertà di movimento tra le linee. Inzaghi schiera la formazione annunciata, dando fiducia a Luiz Felipe. Difficile cambiare quando si viene da sette vittorie di fila.
Prodezza. Quello di Simeone che sblocca la partita dopo una manciata di minuti è un super gol. Una conclusione al volo che Strakosha nemmeno vede se non quando gonfia la rete. La partita non poteva iniziare meglio per i rossoblù, che coprono bene tutto il campo, tengono strette le linee tra i reparti, conquistano palla e ripartono contro un avversario che ha tanta qualità, al quale sarebbe un suicidio concedere troppo campo. E' una gara di sofferenza perchè il Cagliari non riesce a ripartire, perde troppo facilmente il pallone e la Lazio staziona pericolosamente davanti all'area dei sardi. C'è da soffrire anche se la formazione di Inzaghi comanda il gioco ma non crea vere e proprie occasioni. Il finale di tempo è tutto rossoblù con tre opportunità in meno di un minuto: Strakosha è fenomenale su Naingglan prima e su Joao Pedro dopo.
Assalto. La Lazio parte a razzo. Joao Pedro salva sulla linea quando Immobile stava già per esultare. I rossoblù combattono, sanno che sarà una ripresa sofferta. I biancocelesti pressano altissimo, Lazzari e Jony (entrato al posto di Lulic) stanno molto larghi, l'idea è quella di aprire le maglie della difesa rossoblù che ogni tanto ha delle distrazioni, soprattutto sulle palle lunghe. E' un vero e proprio assedio e la stanchezza si fa sentire.
Contropiede. Il Cagliari ormai gioca solo di rimessa e quando riesce a superare il primo pressing diventa pericoloso. Simeone si divora un gol che sembrava già fatto, i tifosi si disperano. E' una battaglia, i giocatori di Maran sono dei gladiatori. Il pubblico li incita. La difesa della Lazio non è perfetta, concede spazi. Joao Pedro si infila in uno di questi ma davanti alla porta non è freddo. Inzaghi si gioca anche la carta Caicedo. Maran butta dentro Oliva e Farago.
Recupero fatale. Prima Luis Alberto e dopo Caicedo fanno scendere il gelo su una Sardegna Arena che fino a qualche secondo prima era entusiasta della prestazione che i rossoblù stavano offrendo. Una doccia gelatissima, che non deve far svanire l'entusiasmo ma dare altra consapevolezza a una squadra che anche ha creato tanti problemi ad un avversario che ha i mezzi per lottare per lo scudetto.
Usato sicuro. I dubbi sui terzini Maran li scioglie a favore di Cacciatore e Lykogiannis. L'allenatore del Cagliari sceglie due giocatori che danno più affidabilità di Faragò e Pellegrini nella fase di non possesso. Lazzari e Lulic sono clienti scomodi e vanno tenuti a bada. Ionita sostituisce lo squalificato Rog, Cigarini davanti alla difesa, Nainggolan ha libertà di movimento tra le linee. Inzaghi schiera la formazione annunciata, dando fiducia a Luiz Felipe. Difficile cambiare quando si viene da sette vittorie di fila.
Prodezza. Quello di Simeone che sblocca la partita dopo una manciata di minuti è un super gol. Una conclusione al volo che Strakosha nemmeno vede se non quando gonfia la rete. La partita non poteva iniziare meglio per i rossoblù, che coprono bene tutto il campo, tengono strette le linee tra i reparti, conquistano palla e ripartono contro un avversario che ha tanta qualità, al quale sarebbe un suicidio concedere troppo campo. E' una gara di sofferenza perchè il Cagliari non riesce a ripartire, perde troppo facilmente il pallone e la Lazio staziona pericolosamente davanti all'area dei sardi. C'è da soffrire anche se la formazione di Inzaghi comanda il gioco ma non crea vere e proprie occasioni. Il finale di tempo è tutto rossoblù con tre opportunità in meno di un minuto: Strakosha è fenomenale su Naingglan prima e su Joao Pedro dopo.
Assalto. La Lazio parte a razzo. Joao Pedro salva sulla linea quando Immobile stava già per esultare. I rossoblù combattono, sanno che sarà una ripresa sofferta. I biancocelesti pressano altissimo, Lazzari e Jony (entrato al posto di Lulic) stanno molto larghi, l'idea è quella di aprire le maglie della difesa rossoblù che ogni tanto ha delle distrazioni, soprattutto sulle palle lunghe. E' un vero e proprio assedio e la stanchezza si fa sentire.
Contropiede. Il Cagliari ormai gioca solo di rimessa e quando riesce a superare il primo pressing diventa pericoloso. Simeone si divora un gol che sembrava già fatto, i tifosi si disperano. E' una battaglia, i giocatori di Maran sono dei gladiatori. Il pubblico li incita. La difesa della Lazio non è perfetta, concede spazi. Joao Pedro si infila in uno di questi ma davanti alla porta non è freddo. Inzaghi si gioca anche la carta Caicedo. Maran butta dentro Oliva e Farago.
Recupero fatale. Prima Luis Alberto e dopo Caicedo fanno scendere il gelo su una Sardegna Arena che fino a qualche secondo prima era entusiasta della prestazione che i rossoblù stavano offrendo. Una doccia gelatissima, che non deve far svanire l'entusiasmo ma dare altra consapevolezza a una squadra che anche ha creato tanti problemi ad un avversario che ha i mezzi per lottare per lo scudetto.
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