L’amarezza del presidente: «Troppi i minuti di recupero»
di Enrico Gaviano
La società impone ai giocatori il silenzio stampa dopo il burrascoso finale di gara Giulini: «Una sconfitta immeritata che però non può togliere nulla alla squadra»
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CAGLIARI. I giocatori rossoblù non parlano. Ordine della società, che ha messo il silenziatore a tutti per evitare evidentemente dichiarazioni fuori dalle righe. Chiaro, dopo il finale che ha visto il Cagliari dal trionfo alla disperazione. Così arriva in sala stampa il presidente rossoblù. «C’è tanta amarezza – dice in maniera molto schietta Tommaso Giulini –. Rammarico per una vittoria che si è trasformata in sconfitta nei minuti di recupero. Peccato anche perché la nostra partita è stata meravigliosa».
Mastica amaro, appunto, Giulini, per i gol laziali arrivati nel recupero e addirittura il secondo, quello che ha interrotto la meravigliosa serie positiva del Cagliari, dopo i 7’ di recupero decretati dall’arbitro Maresca di Napoli. «Mi hanno spiegato – dice Giulini – che i sette minuti c’erano tutti: 5 per gli interventi sanitari e 2 per i 4 cambi. Poi c’è stato l’ingresso di Deiola per Nainggolan che ha fatto aggiungere altri 30 secondi. Quello che discuto – sottolinea ancora il presidente del Cagliari – è il recupero di un minuto per ogni intervento dei sanitari, perché non si è perso così tanto tempo. Insomma, sia come sia, davvero i sette minuti mi sono sembrati tantissimo, Un recupero che è stato davvero troppo lungo».
Per il presidente è stata decisiva, nella fase cruciale della gara, la differente composizione della panchina. «Noi abbiamo fuori sei-sette potenziali titolari – ricorda snocciolando i nomi di Olsen, Pavoletti, Rog e via discorrendo –. Senza nulla togliere a quelli che sono entrati negli ultimi minuti dei nostri, dico che la Lazio ha sicuramente delle riserve di altissimo valore, che hanno fatto la differenza». Peccato per le occasioni sprecate. «Potevamo già andare al riposo sul 2-0 – ricorda ancora Tommaso Giulini – e forse sarebbe cambiato tutto. Forse ora staremmo a festeggiare una nostra nuova bellissima impresa. Però questa sconfitta, pur non facile da digerire, non toglie nulla al nostro campionato, straordinario. Ora dobbiamo pensare alla partita di Udine, per chiudere bene l’anno».
Giulini fa anche il panegirico di due della vecchia guardia del Cagliari. «Abbiamo tutti lo spirito giusto per continuare bene – dice –, ma voglio parlare in particolare di Cigarini e di Cacciatore. Loro hanno aspettato sino alla fine del mercato perché volevano giocare con noi. E stanno dimostrando che il posto lo meritano».
Mastica amaro, appunto, Giulini, per i gol laziali arrivati nel recupero e addirittura il secondo, quello che ha interrotto la meravigliosa serie positiva del Cagliari, dopo i 7’ di recupero decretati dall’arbitro Maresca di Napoli. «Mi hanno spiegato – dice Giulini – che i sette minuti c’erano tutti: 5 per gli interventi sanitari e 2 per i 4 cambi. Poi c’è stato l’ingresso di Deiola per Nainggolan che ha fatto aggiungere altri 30 secondi. Quello che discuto – sottolinea ancora il presidente del Cagliari – è il recupero di un minuto per ogni intervento dei sanitari, perché non si è perso così tanto tempo. Insomma, sia come sia, davvero i sette minuti mi sono sembrati tantissimo, Un recupero che è stato davvero troppo lungo».
Per il presidente è stata decisiva, nella fase cruciale della gara, la differente composizione della panchina. «Noi abbiamo fuori sei-sette potenziali titolari – ricorda snocciolando i nomi di Olsen, Pavoletti, Rog e via discorrendo –. Senza nulla togliere a quelli che sono entrati negli ultimi minuti dei nostri, dico che la Lazio ha sicuramente delle riserve di altissimo valore, che hanno fatto la differenza». Peccato per le occasioni sprecate. «Potevamo già andare al riposo sul 2-0 – ricorda ancora Tommaso Giulini – e forse sarebbe cambiato tutto. Forse ora staremmo a festeggiare una nostra nuova bellissima impresa. Però questa sconfitta, pur non facile da digerire, non toglie nulla al nostro campionato, straordinario. Ora dobbiamo pensare alla partita di Udine, per chiudere bene l’anno».
Giulini fa anche il panegirico di due della vecchia guardia del Cagliari. «Abbiamo tutti lo spirito giusto per continuare bene – dice –, ma voglio parlare in particolare di Cigarini e di Cacciatore. Loro hanno aspettato sino alla fine del mercato perché volevano giocare con noi. E stanno dimostrando che il posto lo meritano».
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