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Fabio, il Ronaldo di Uri «Che brividi la tripletta»

Franco Cuccuru
Fabio, il Ronaldo di Uri «Che brividi la tripletta»

Mura, 23 anni, capitano dell’Atletico, ha firmato la vittoria contro il Li Punti «Giocare con la squadra del mio paese è uno stimolo, qui i tifosi sono speciali»

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URI. Fabio Mura, 23 anni, ursese doc, centrocampista col fiuto del gol, è il personaggio del momento. Col suo Atletico Uri, nel campionato d’Eccellenza, sta vivendo un momento particolare della sua carriera. Domenica scorsa, in campo contro il Li Punti, su di lui si sono accesi i riflettori. Con la sua tripletta è stato il protagonista assoluto, disputando una gara da dieci in pagella.

Cosa si prova a giocare nella squadra del proprio paese?

«È motivo di grande orgoglio, io e Giovanni Cuccu siamo gli unici locali, spero che in futuro altri giovani possano vestire la maglia dell’Uri».

Indossare la fascia di capitano per lei è uno stimolo o una grande responsabilità?

«Fa molto piacere, ma gli stimoli e le responsabilità sono sempre le stesse, per me non è un peso».

Contro il Li Punti è andato a bersaglio tre volte facendo un bel regalo al pubblico, cosa ha provato?

«Una tripletta che è valsa i tre punti, per questo devo ringraziare i miei compagni che mi mettono sempre in condizione di segnare, in particolare le due nostre punte di peso Calaresu e Scognamillo. È la mia prima tripletta da quando gioco in questa categoria, e sono felice che sia arrivata tra le mura di casa. Ringrazio il pubblico per il suo affetto. Qui mi sento a casa e ho la possibilità di esprimermi al meglio».

A chi ha dedicato la vittoria?

«Alla mia famiglia, alla mia ragazza Carola e in particolar modo a nonno Andrea, mio primo fan e sostenitore».

Nonostante la sua giovane età, all’interno del gruppo sta vestendo i panni del leader. Lei è sempre stato un esempio per i giovani. Domenica c’è stato l’esordio di Antonio Vargiu, 17 anni, qual è il suo messaggio?

«Non mi sento un leader, sono semplicemente un ragazzo che sa quanto i tifosi e i dirigenti investano sulla nostra società, in termini di tempo e denaro. Bisogna capire che ognuno deve svolgere il proprio ruolo al meglio delle proprie possibilità, è quello che cerchiamo di far capire anche ai nuovi arrivati, ma non c'è miglior esempio dell'impegno sul campo. Sono molto contento per Antonio, lui è con noi dall'anno scorso e nonostante non avesse ancora esordito in prima squadra, anche per la giovane età, non ha mai saltato un allenamento e si è sempre reso disponibile. Il mio messaggio è: siate sempre come Antonio».

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