La Nuova Sardegna

Sport

L’iniziativa del Csi 

Calcio e genitori ultras Ecco pagelle e classifica

Calcio e genitori ultras Ecco pagelle e classifica

SASSARI. Basta con quei genitori che accompagnano i ragazzini al campo sportivo e poi insultano l’arbitro o l’avversario. «Vai, mangiatelo che quello è scarso», ha detto un genitore durante una...

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Basta con quei genitori che accompagnano i ragazzini al campo sportivo e poi insultano l’arbitro o l’avversario. «Vai, mangiatelo che quello è scarso», ha detto un genitore durante una partita del campionato Csi: bambini di 9 e 10 anni che dopo una settimana di allenamenti aspettano la partita del fine settimana. Invece, quel pomeriggio tra i due papà sono volati insulti e minacce. Per questo il Csi ha deciso di affrontare l’argomento di petto: come si può contenere la furia dei genitori ultras?.

«Papà e mamme sono una grande risorsa – il commento del vicepresidente Mariano Brianda –. Dobbiamo trovare il modo di alimentare ancora di più la loro responsabilità. Perché non pensare a un premio o una classifica?». «L’idea ci è piaciuta subito e l’abbiamo proposta alle altre società sportive – ricorda il presidente del Csi Sassari, Giuseppe Porqueddu –. Poi abbiamo definito i criteri di quella che è a tutti gli effetti una competizione educativa. Anzitutto a dare il giudizio sarebbe stata una figura imparziale, vale a dire l’educatore Csi che dirige la partita. E lo avrebbe fatto sulla base di una scala comportamentale che va da 2, il massimo, a 0 il minimo». Il punteggio più alto viene assegnato quando sulle tribune c’è un tifo sano: incitamento, cori simpatici, nessun insulto. Si riceve un punto, invece, quando anche solo un sostenitore urla un commento negativo contro l’arbitro (per esempio “devi fischiare, quello è fallo”), oppure contro i bambini o contro gli allenatori. «Per questo ci hanno tacciato di essere eccessivamente fiscali – prosegue il presidente Porqueddu – ma in realtà è l’unico modo per mettere subito un freno a comportamenti che dalla tribuna scivolano sul campo, passando dall’allenatore per finire col rovinare la partita ai bambini». Zero punti, invece significa toccare il fondo: insulti, parolacce sia tra genitori che verso il terreno di gioco. «Dopo un primo anno di adattamento, oggi la classifica dei genitori dei campionati Csi è un premio molto ambito – dice il coordinatore tecnico provinciale, Giovanni Daga –. Nella prima edizione di quello che probabilmente è stato un progetto pilota in tutta Italia, non ci furono tantissimi vincitori, mediamente solo uno per girone». «Il mio obiettivo – conclude il numero uno del Csi Sassari, Giuseppe Porqueddu – è integrare la classifica dei genitori con quella tecnica e ottenere un punteggio unico. Ci vorrà del tempo, perché va ancora trovata una applicazione omogenea soprattutto da parte dei nostri arbitri, ma siamo sulla buona strada. I genitori devono capire che il loro comportamento positivo in tribuna è la vittoria più grande per i loro figli e la classifica si è rivelata un primo, utile strumento per raggiungere questo risultato».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative