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Dakar, muore il portoghese Goncalves

Dakar, muore il portoghese Goncalves

Tragedia anche in Arabia. Il motociclista, 40 anni, è caduto nel corso della settima tappa. Inutili i tentativi di rianimarlo

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ROMA. Torna la tragedia alla Dakar. A cinque anni dall'ultimo incidente mortale nello storico rally, ieri ha perso la vita il motociclista portoghese Paulo Goncalves del team indiano Hero.

La caduta. Il 40enne lusitano, alla sua tredicesima presenza alla Dakar, che da quest'anno si svolge in Arabia Saudita, è caduto al km 276 della settima tappa, da Riyad a Wadi Al Dawasir. Il motociclista australiano Toby Price ha perso il comando della corsa, per essersi fermato più di un'ora a soccorrere lo sfortunato collega in attesa dell'unità medica.

«Gli organizzatori hanno ricevuto un avviso alle 10.08 e hanno inviato un elicottero medico che ha raggiunto il motociclista alle 10.16 e lo ha trovato privo di sensi in arresto cardiaco» hanno fatto sapere dalla direzione gara. Dopo un tentativo di rianimazione, è stato quindi trasportato in elicottero all’ospedale di Layla, dove è stato registrato il decesso. Il generoso Price è invece scivolato al settimo posto.

Veterano. Il portoghese, che era stato campione del mondo Rally Tout Terrain del 2013, aveva fatto il suo debutto nel celebre raid nel 2006 e aveva concluso quattro volte nella top 10. Dopo aver rotto il motore nella terza tappa, in questa edizione era al 46°posto nella classifica generale dopo la sesta tappa. Era riuscito a partecipare a questa edizione in extremis, dopo aver recuperato da un’operazione chirurgica a seguito di una caduta in allenamento. «L’intera carovana della Dakar esprime le proprie sincere condoglianze alla famiglia e agli amici» si legge nella nota degli organizzatori che hanno comunicato dopo una riunione coi team manager che la tappa moto di oggi non sarà disputata in segno di lutto.

Tappe a Barreda e Sainz. La tappa moto di ieri è stata vinta dallo spagnolo della Honda Joan Barreda che ha preceduto l’austriaco Matthias Walkner (Ktm) di 2’54” e l’argentino Luciano Benavides di 3’25”. Nella generale lo statunitense Ricky Brabec (Honda) conserva la testa. Nelle auto vittoria di Carlos Sainz (Mini) davanti a Nasser Al-Attiyah (Toyota) con Stephane Peterhansel, sempre su Mini, terzo. Sainz ha ora 10 minuti di vantaggio su Al-Attiyah, Peterhansel segue in terza posizione con ulteriori nove minuti si svantaggio.

Sicurezza. La tragedia di Goncalves riapre il tema della sicurezza della Dakar che negli anni ha segnato la morte di una trentina di piloti e di una quarantina fra giornalisti, tecnici, assistenti di gara e spettatori. Nel 2015 l'ultimo incidente mortale, vittima il polacco Michal Hernik, in Argentina.

Una tristissima scia di sangue accompagna questa corsa tanto affascinante quanto pericolosa che si tiene fin dal 1979 e alla quale quest'anno al via da Gedda ha visto 72 piloti di auto, 140 moto, 45 camion e 20 quad. Per tutti loro un percorso, in gran parte desertico e sterrato, di 9mila chilometri diluiti in 12 tappe, più altri 5mila chilometri in prove speciali. In gara anche un protagonista della F1 Fernando Alonso nel team Toyota Gazoo Racing con l'Hilux, con a fianco il 5 volte campione della Dakar Marc Coma. «Sono estremamente contento per come sta andando, delle mie prestazioni – ha detto il campione –. Al via di Gedda sapevo che mi aspettava una sfida grande nel rally più duro del pianeta, ma non sapevo quanto competitivo davvero sarei stato, soprattutto nelle tappe più lunghe. Stare a 4’ da Nasser per me è totalmente incredibile. Mi sono tolto un po’ di dubbi». Quest'anno le cose fin dall'inizio non sono andate benissimo, si è infatti verificato un pericoloso incidente nello shakedow, una sorta di prologo spettacolo alla corsa vera e propria. Il pilota ceco Martin Kolomy è uscito di strada ferendosi, ed è stato costretto a abbandonare la gara prima ancora dell'inizio.

Dopo un lungo giro per il mondo, quest'anno la Dakar è approdata in Arabia. La corsa una volta si chiamava “Parigi-Dakar” perché partiva dalla capitale francese attraversava diversi paesi africani e il Sahara, e poi si concludeva in Senegal. Dal 1995 la corsa non è più partita da Parigi, ma l' arrivo è rimasto sempre a Dakar. Dal 2009 invece, per motivi di sicurezza, legati ai pericoli ambientali lungo il territorio africano, la gara si è trasferita nel continente latinoamericano, pur mantenendo lo storico nome di Dakar, un evento che unisce passione per i motori, senso dell'avventura e del rischio, oltre a ingenti interessi economici. Infine, dal 2020 si gareggia in Arabia Saudita.

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