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Cagliari travolto dall’Inter È la quinta sconfitta di fila

di Roberto Muretto
Cagliari travolto dall’Inter È la quinta sconfitta di fila

Rossoblù fuori dalla competizione, al “Meazza” è un monologo nerazzurro

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INVIATO A MILANO. Un'altra sconfitta. La quinta di fila. Il Cagliari esce a testa bassa dalla Coppa Italia. Per l'Inter è stata una passeggiata, ai nerazzurri è stato sufficiente metà del primo tempo per chiudere il discorso qualificazione. Se Maran si aspettava delle risposte da questa partita, torna a casa con nuove preoccupazioni. La sua squadra si è smarrita, non è più il gruppo determinato, cattivo, affamato che ha messo insieme tredici risultati positivi uno dietro l'altro. Per carità, quella di Conte rispetto ai rossoblù è una corazzata, ma che i Quattro Mori non abbiano posto nessuna resistenza è un segnale che deve far riflettere per il futuro. Maran sostiene che non è un problema fisico, ma allora c'è solo una spiegazione: si sono inceppati i meccanismi di gioco, perchè non funziona più nulla. E' vero che la sua squadra si fa del male da sola e l'errore di Oliva dopo una manciata di secondi ha spianato la strada agli avversari, ma non è solo questa la causa di una batosta arrivata senza che ci sia stata una convinta reazione. La considerazione che forse va proiettata anche sul mercato in corso, è che alcune delle seconde linee non sono funzionali e non danno le stesse garanzie dei titolari. Se non si vogliono rovinare le cose positive fatte nel girone di andata servono rinforzi. La societàne prenda atto subito e intervenga.

Turnover. Sia Maran che Conte cambiano tanto nelle rispettive formazioni. Nel Cagliari è Cerri il terminale offensivo. Tra le linee agiscono Nainggolan e Castro, Oliva in cabina di regia, Nandez e Ionita esterni. Spazio anche a Lyogiannis e Walukiewicz. Cragno è in panchina, le visite a cui si è sottoposto ieri mattina hanno dato l'ok al portiere che torna a disposizione dopo cinque mesi. L'Inter rispolvera Ranocchia in difesa e soprattutto Sanchez. L'attaccante cileno rientra dopo l'infortunio d'inizio stagione. In campo anche l'ex Barella .

Disastro. Ventuno secondi e Oliva fa la frittata. Il retropassaggio dell'uruguainao mette Lukaku davanti alla porta. Il bomber belga non si fa pregare e la butta dentro. Il modo peggiore per cominciare una partita già complicata. Il pressing dei nerazzurri è asfissiante, Oliva è terrorizzato dopo l'errore commesso e in 4' passa per altrettante volte il pallone agli avversari nella zona "rossa". Ogni affondo della formazione di Conte è un potenziale pericolo. Il Cagliari è bloccato, impaurito, di sicuro non si aspettava di cominciare così male. I rossoblù perdono regolarmente palla nella propria trequarti, non riescono a fare tre passaggi di fila. Il Var annulla il raddoppio di Dimarco per un millimetrico fuorigioco di Lukaku.

Monologo. Non c'è partita. La difesa del Cagliari balla, Olsen si vede sbucare gli avversari da tutte le parti. Ai Quattro Mori mancano idee,soffrono la fisicità della squadra di casa che affonda come fa un grissino nel burro. Il raddoppio è nell'aria e si materializza quando Borja Valero accompagna il pallone in rete sul cross di Barella. A metà del primo tempo la gara è già decisa, la sensazione che si ricava è questa: il Cagliari deve pensare ad evitare una goleada E' anche nell'atteggiamento mentale la differenza tra i due team.

Crollo. Lukaku mette la pietra tombale sul match dopo 4' della ripresa. Barella può crossare indisturbato e l'attaccante fa secco Olsen di testa. L'ingresso di Rog per Castro dà un po' di vivacità. Il Cagliari reagisce nel finale della gara: il palo nega a Naingngolan la gioia del gol, che segna poco dopo Oliva servito da Cerri. Arrva anche la quarta rete nerazzura con Ranocchia. Bisogna ripartire, non abbattersi. La gara chiave è quella di domenica a Brescia, non si potrà davvero sbagliare contro la squadra dell'ex Cellino. Il presidente Giulini non lo tollererebbe. La sua pazienza è al limite.



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