CARA DINAMO È UNA SVEGLIA DA ASCOLTARE
di MARIO CARTA
È come la sveglia puntata all’alba, quella che dopo la tripla allo scadere di Ale Gentile contro Trento ti giri dall’altra parte ma lei, bastardissima, dopo un po’ riparte. Ed ecco che trilla Trieste,...
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È come la sveglia puntata all’alba, quella che dopo la tripla allo scadere di Ale Gentile contro Trento ti giri dall’altra parte ma lei, bastardissima, dopo un po’ riparte. Ed ecco che trilla Trieste, ancora all’ultimo secondo. Ed è una sveglia che va ascoltata e non silenziata, perché dall’alzarsi o meno dipende poi la puntualità con gli appuntamenti già cerchiati in rosso in agenda: la Champions League, le Final Eight, i playoff.
Bisogna essere svegli, bisogna farsi trovare pronti.
Adesso c’è la Champions poi il riposo. Una settimana d’oro per una messa a punto, un check up, una rinfrescata alla testa e ai muscoli dopo un avvio di stagione in apnea, ricco di soddisfazioni. Ci sono le Final Eight, poi in Europa ogni partita sarà una sfida da vita o morte. E servirà la miglior Dinamo, non quella un po’ stanca e insieme un po’ appagata che nelle due ultime occasioni in campionato si è lasciata sfuggire di mano in primo luogo se stessa, a partire dai giocatori che coach Pozzecco ritiene i suoi fedelissimi italiani. Sì, anche Spissu a volte può imboccare il bivio sbagliato senza riuscire a rientrare in tempo in carreggiata, così come Vitali e Gentile. E Evans che riprende a carburare dopo l’infortunio, Pierre che se va a novecentonovantanove invece che a mille ti sembra scarso. Tutti insieme e tutto insieme fanno che due sconfitte ci stiano, mentre resta una percentuale di vittorie sempre stratosferica, da allungare. Con tutta la grinta della Dinamo e del Poz, che tornerà a farsi fischiare i suoi amati tecnici, e a condurre la Dinamo alla vittoria.
Bisogna essere svegli, bisogna farsi trovare pronti.
Adesso c’è la Champions poi il riposo. Una settimana d’oro per una messa a punto, un check up, una rinfrescata alla testa e ai muscoli dopo un avvio di stagione in apnea, ricco di soddisfazioni. Ci sono le Final Eight, poi in Europa ogni partita sarà una sfida da vita o morte. E servirà la miglior Dinamo, non quella un po’ stanca e insieme un po’ appagata che nelle due ultime occasioni in campionato si è lasciata sfuggire di mano in primo luogo se stessa, a partire dai giocatori che coach Pozzecco ritiene i suoi fedelissimi italiani. Sì, anche Spissu a volte può imboccare il bivio sbagliato senza riuscire a rientrare in tempo in carreggiata, così come Vitali e Gentile. E Evans che riprende a carburare dopo l’infortunio, Pierre che se va a novecentonovantanove invece che a mille ti sembra scarso. Tutti insieme e tutto insieme fanno che due sconfitte ci stiano, mentre resta una percentuale di vittorie sempre stratosferica, da allungare. Con tutta la grinta della Dinamo e del Poz, che tornerà a farsi fischiare i suoi amati tecnici, e a condurre la Dinamo alla vittoria.
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