Anche Sassari e la Dinamo allo show del Super Bowl
di Gianna Zazzara
L’emozione di Marsilio Balzano, responsabile eventi e marketing dei biancoblù «L’esibizione di Shakira e Jennifer Lopez è stata un’esperienza elettrizzante»
4 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. «A Sassari uno spettacolo stile Super Bowl? Magari, purtroppo non abbiamo né le strutture né i soldi per organizzare una kermesse simile. In ogni caso vi assicuro che in occasione dei festeggiamenti dei 60 anni della Dinamo, ad aprile, ne vedrete delle belle. Certo, non potremo invitare Jennifer Lopez e Shakira nell’half time, ma anche noi avremo le nostre star, è una promessa». Marsilio Balzano, responsabile marketing ed eventi della Dinamo, non sta nella pelle. Domenica, insieme alla fidanzata Alessandra e a un gruppo di amici, ha assistito, per la prima volta nella sua vita, alla finalissima di Super Bowl tra i Kansas City Chiefs (che hanno vinto il titolo) e i San Francisco 49ers, allo stadio Hard Rock di Miami. «Guardando lo spettacolo mi sono venute tantissime idee, in piccolo le riproporrò a Sassari. Organizzerò il mio piccolo Super Bowl turritano», promette.
Per Marsilio Balzano volare a Miami e assistere dal vivo alla finalissima del football americano è stato come entrare in un mondo da favola. «È organizzato tutto nei minimi dettagli, non è un caso che il match abbia catturato in diretta tv 100 milioni di spettatori. Miami si è trasformata proprio per ospitare l’evento. Già all’arrivo in aeroporto tutto faceva riferimento al superbowl: i maxischermi, le magliette degli addetti alle pulizie, i gadget, la musica. Un’atmosfera di festa totale, anche in città, stracolma di gente». Poi, una volta allo stadio, la meraviglia di assistere all’ingresso ordinato dei tifosi nelle rispettive tribune. «C’erano 62mila persone nello stadio, ma all’ingresso nessuna fila, tutto organizzato fin nei minimi dettagli». Il caso ha poi aiutato Marsilio e la fidanzata a “imbucarsi”al pre-party, al Touchdown club. «Un’ora di balli e musica prima della partita, che festa».
Infine l’ingresso allo stadio «con tutti i tifosi “mischiati”, non ci sono le curve come da noi, i tifosi dei City Chiefs erano seduti fianco a fianco a quelli di San Francisco e tutti a tifare insieme con una sola voce. È stato bellissimo, un momento di grande sport». E non è finita qui: i led giganti sui quali venivano proiettate le immagini del pubblico, la musica a palla, le urla, le magliette della squadra del cuore alzate in alto ogni volta che il punto andava a segno. «Uno spettacolo nello spettacolo quello dei tifosi, anche loro grandi protagonisti del Super Bowl. Basti pensare che su ogni posto c’era un braccialetto con le indicazioni per utilizzarlo durante lo spettacolo di Jennifer Lopez e Shakira. Appena il braccialetto si illuminava noi dovevamo alzarci e tenere il braccio sollevato per creare la coreografia di luci. Durante lo show lo stadio è diventato prima blu, poi giallo, poi rosso... Ci siamo sentiti tutti protagonisti dello spettacolo, è stato meraviglioso».
Durante l’half time lo spettacolo musicale. «A un certo punto durante l’intervallo sono scese in campo più di 100 persone e in due minuti, dico due minuti, hanno costruito il palco per lo show delle star con tanto di palo per l’esibizione di Jennifer Lopez. È stato uno show elettrizzante, J.Lo. e Shakira hanno acceso lo stadio. Due star padrone assolute del palco che hanno ballato, giocato e fatto divertire tutto il pubblico. Venti minuti esplosivi. Mi sono entusiasmato anch’io che non sono proprio un fan della musica pop. Ma l’energia che le due star hanno portato in quello stadio è stata fantastica. Mi piacerebbe ricreare quelle sensazioni al PalaSerradimigni». Infine lo stupore, una volta terminato lo spettacolo, di vedere i giocatori di nuovo in campo dopo pochi minuti. «Incredibile, una organizzazione perfetta, hanno smontato il palco in due minuti. Ora devo metabolizzare tutto quello che ho visto. È stata una botta di idee e creatività. Quante idee mi frullano in testa... ad aprile organizzerò un super spettacolo per i 60 anni della Dinamo».
Marsilio però dovrà fare i conti, innanzitutto, con i soldi. «Per allestire uno spettacolo come il Super Bowl ci vogliono risorse che noi ci sognamo. Ma nel nostro piccolo non sfigureremo. Certo, sarebbe bello avere anche un milionesimo dei loro spot milionari. L’ex sindaco di New York Mike Bloomberg ha sborsato 10 milioni di dollari per una clip da 60 secondi. Ecco, ci basterebbe uno spot così per organizzare la festa della Dinamo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Per Marsilio Balzano volare a Miami e assistere dal vivo alla finalissima del football americano è stato come entrare in un mondo da favola. «È organizzato tutto nei minimi dettagli, non è un caso che il match abbia catturato in diretta tv 100 milioni di spettatori. Miami si è trasformata proprio per ospitare l’evento. Già all’arrivo in aeroporto tutto faceva riferimento al superbowl: i maxischermi, le magliette degli addetti alle pulizie, i gadget, la musica. Un’atmosfera di festa totale, anche in città, stracolma di gente». Poi, una volta allo stadio, la meraviglia di assistere all’ingresso ordinato dei tifosi nelle rispettive tribune. «C’erano 62mila persone nello stadio, ma all’ingresso nessuna fila, tutto organizzato fin nei minimi dettagli». Il caso ha poi aiutato Marsilio e la fidanzata a “imbucarsi”al pre-party, al Touchdown club. «Un’ora di balli e musica prima della partita, che festa».
Infine l’ingresso allo stadio «con tutti i tifosi “mischiati”, non ci sono le curve come da noi, i tifosi dei City Chiefs erano seduti fianco a fianco a quelli di San Francisco e tutti a tifare insieme con una sola voce. È stato bellissimo, un momento di grande sport». E non è finita qui: i led giganti sui quali venivano proiettate le immagini del pubblico, la musica a palla, le urla, le magliette della squadra del cuore alzate in alto ogni volta che il punto andava a segno. «Uno spettacolo nello spettacolo quello dei tifosi, anche loro grandi protagonisti del Super Bowl. Basti pensare che su ogni posto c’era un braccialetto con le indicazioni per utilizzarlo durante lo spettacolo di Jennifer Lopez e Shakira. Appena il braccialetto si illuminava noi dovevamo alzarci e tenere il braccio sollevato per creare la coreografia di luci. Durante lo show lo stadio è diventato prima blu, poi giallo, poi rosso... Ci siamo sentiti tutti protagonisti dello spettacolo, è stato meraviglioso».
Durante l’half time lo spettacolo musicale. «A un certo punto durante l’intervallo sono scese in campo più di 100 persone e in due minuti, dico due minuti, hanno costruito il palco per lo show delle star con tanto di palo per l’esibizione di Jennifer Lopez. È stato uno show elettrizzante, J.Lo. e Shakira hanno acceso lo stadio. Due star padrone assolute del palco che hanno ballato, giocato e fatto divertire tutto il pubblico. Venti minuti esplosivi. Mi sono entusiasmato anch’io che non sono proprio un fan della musica pop. Ma l’energia che le due star hanno portato in quello stadio è stata fantastica. Mi piacerebbe ricreare quelle sensazioni al PalaSerradimigni». Infine lo stupore, una volta terminato lo spettacolo, di vedere i giocatori di nuovo in campo dopo pochi minuti. «Incredibile, una organizzazione perfetta, hanno smontato il palco in due minuti. Ora devo metabolizzare tutto quello che ho visto. È stata una botta di idee e creatività. Quante idee mi frullano in testa... ad aprile organizzerò un super spettacolo per i 60 anni della Dinamo».
Marsilio però dovrà fare i conti, innanzitutto, con i soldi. «Per allestire uno spettacolo come il Super Bowl ci vogliono risorse che noi ci sognamo. Ma nel nostro piccolo non sfigureremo. Certo, sarebbe bello avere anche un milionesimo dei loro spot milionari. L’ex sindaco di New York Mike Bloomberg ha sborsato 10 milioni di dollari per una clip da 60 secondi. Ecco, ci basterebbe uno spot così per organizzare la festa della Dinamo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
