l’attesa dei rossoneri
Pioli: «Il derby ci ha fatto male ma ora dobbiamo riprenderci»
MILANO. Il Milan aspetta la visita della Juve, si gioca questa sera alle 20.45 e la parità verrà trasmessa da Rai 1, e cerca di limare i danni causati dal rocambolesco derby di domenica. A Milanello...
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MILANO. Il Milan aspetta la visita della Juve, si gioca questa sera alle 20.45 e la parità verrà trasmessa da Rai 1, e cerca di limare i danni causati dal rocambolesco derby di domenica. A Milanello si cerca di legittimare il lavoro e la figura di Stefano Pioli, tenere la squadra concentrata sugli obiettivi dopo la sconfitta con l’Inter, lanciare un segnale chiaro a chi ha indicato in Rangnick la figura centrale - tecnico e uomo mercato - da cui ripartire nella prossima stagione. Paolo Maldini, rimarcando con orgoglio il suo ruolo di responsabile dell'area tecnico, si espone con dichiarazioni dirette ma rischia di alimentare nuove voci sulla posizione dell'attuale allenatore (il cui contratto può essere sciolto in caso di mancata qualificazione in Europa), su una convivenza difficile tra la parte sportiva e i limiti - economici e filosofici - imposti da Ivan Gazidis e sulle valutazioni che la proprietà potrebbe fare a breve anche sull'operato degli attuali dirigenti. «Siamo contenti di Pioli - spiega Maldini - ma siamo tutti legati ai risultati. La semifinale di Coppa Italia è molto importante, questa competizione dà accesso all'Europa. Rangnick non mi sembra il profilo giusto da associare al Milan». Pioli incassa ma mostra una certa indifferenza, conscio che senza un posto in Europa la sua esperienza al Milan è destinata a chiudersi: «Il mio futuro non è una priorità, abbiamo tante partite da giocare e traguardi da raggiungere». La testa del tecnico di Parma è rivolta alla Juventus e agli oltre 70mila spettatori di un San Siro che sfiorerà il sold out, la rimonta subita nel derby però deve diventare un'esperienza di cui far tesoro: «La sconfitta è stata pesante per come è arrivata e per tutte le situazioni che erano dentro a questa gara, siamo purtroppo usciti con le ossa rotte. Ci ha fatto male perdere un derby così, giocare una partita subito molto importante contro un'avversaria come la Juve ci può sicuramente aiutare. È la migliore situazione ci potesse capitare, stiamo parlando di affrontare la squadra migliore d'Italia e tra le migliori d'Europa. È l'occasione per dimostrare che anche noi non siamo da meno». Maldini, però, ammette che la costruzione della rosa è ben lontana da uno standard di eccellenza: «Non abbiamo ancora il Milan dei nostri sogni ma ci stiamo lavorando. Abbiamo una rosa più giovane, meno folta, il monte ingaggi cala. Vogliamo migliorare ancora il quinto posto dell'anno scorso e c'è ancora questa possibilità. Nei momenti di difficoltà la squadra si aggrappa sempre ai giocatori di maggiore esperienza e in questo i giocatori tipo Kjaer e Ibra danno sicurezza, ma forse è ancora troppo poco per far crescere velocemente i nostri giovani».
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