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Tutto in 7 minuti, mini partita da record

di Stefano Ambu
Tutto in 7 minuti, mini partita da record

Il recupero (4’) dura più del tempo che mancava al 90esimo (3’). E il risultato tra Sant’Elena e Sigma resta sul 2 - 1

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di Stefano Ambu

CAGLIARI

Una partita corta, una delle più corte della storia del calcio: tre minuti. Talmente pochi che persino il recupero - quattro minuti - dura di più. Totale sette minuti. E in sette minuti possono succedere tante cose. E invece tra Sigma e Sant'Elena, campionato di promozione, non è successo nulla. O meglio si è giocato ma il risultato è rimasto tale e quale quello dello scorso 22 gennaio (due a uno per il Sant'Elena), la data del match interrotto a tre minuti dalla fine per l'improvviso malore dello storico presidente onorario Pasquale Meloni, salvato dai soccorsi e dal defibrillatore. Il mitico numero uno di tante stagioni in biancoverde ai tempi di Pasini e Pani - con la serie D sempre a portata di mano ma mai raggiunta - non era al campo. Convalescente, sta meglio: ha ricevuto la buona notizia a casa. E la vittoria del suo Sant'Elena è tutta per lui.

Una partita strana in un mercoledì pomeriggio in cui a Mulinu Becciu, quartiere con molti palazzoni all'ingresso di Cagliari, tutto ci si aspetta tranne una partita di Promozione. Spettatori, pochi, si possono contare. C'è il tifoso del Sant'Elena (ma anche del Cagliari) che segue i biancoverdi dai tempi della C2. E i rossoblu dall'era di Riva. Poi dirigenti, padri e madri dei giocatori. Ma giusto una delegazione perché il mercoledì pomeriggio molti sono al lavoro. Alle 14.30 però squadre e arbitro, Claudio Pili di Cagliari, sono già in campo. E il riscaldamento, alla fine, dura più della partita: anche il triplo. Per la terna una classica sgambata di una ventina di minuti. Per le due squadre qualcosa di più. Con tanto di esercizi per i portieri: si giocherà anche poco, ma per quel poco bisogna essere pronti. «Abbiamo preparato – spiega prima del via il tecnico ospite Ravastini – questi minuti nella seduta di martedì puntando soprattutto sul non possesso». E infatti il mister sceglie di imbottire bene il centrocampo con un battagliero 4-5-1. Dall'altra parte il tecnico della Sigma Madau ha deciso di non stravolgere l'ossatura della squadra. Niente schieramenti improbabili a cinque punte, ma in campo con atteggiamento offensivo. «In questi giorni – spiega – ho cercato di far capire ai ragazzi che in sette minuti possono succedere tantissime cose. E che si può fare gol». Alle 15 si parte. Ma non dal cerchio del centrocampo: si comincia con una rimessa laterale per il Sant'Elena. Perché proprio in quel momento la partita si era interrotta. Il vero problema, però, è quello di entrare in partita prima che la partita finisca. La Sigma, come da copione, preme e preme. Ma la misura dei passaggi non c'è. E il Sant'Elena ha un brivido solo per un cross di Ligas, non raccolto da nessuno in area. Dopo centottanta secondi di dribbling a metà e di assist non perfezionati, sarebbe anche già finita. L'arbitro però concede altri quattro minuti. Che sono, sul piano del gioco e del risultato, uguali a quelli regolamentari. Alla fine urlo di gioia solo per il Sant'Elena. E doccia (sette minuti bastano per sudare) per tutti, anche quella più lunga della partita. Allenatori concordi alla fine della gara: mini partite così sono quasi inutili, difficili da giocare: meglio trovare qualche altra soluzione.

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