I Quattro mori sventolano ancora
Molti tifosi biancoblù sono rimasti a Pesaro. Delusi, ieri hanno sostenuto Brindisi
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Venerdì notte, al termine della partita, di rientro dalla VitriFrigo Arena qualche tifoso biancoblù ha combattuto la delusione regalandosi una birra d’abbazia in un noto pub del centro di Pesaro. Pub votato al basket e frequentato da cestisti - nella notte è comparso anche Daniel Hackett - in cui le ultime chiacchiere sportive si sono fuse alle ultime energie, prima di lasciare spazio al riposo. Al sonno, quello che aiuta a digerire le sconfitte.
In mattinata, sul lungomare e fra le vie interne dell’assolato centro marchigiano, i supporter isolani si sono ritrovati in piazza del Popolo. Qualcuno con ancora indosso la felpa biancoblù. Qualcuno dichiara, esplicitamente e senza esitazioni: «Per Milano e Milano, io tifo Brindisi». Altri raccontano di esserci rimasti male per il ko pur avendo ormai piena coscienza del fatto che lo sport e il basket sono anche questo, grandi speranze e forti delusioni. Vittorie e sconfitte. Qualcuno si ferma a fare aperitivo. Altri fanno un giro fuori porta, il Borgo di Gradara nel post San Valentino è luogo che rimanda a Paolo e Francesca e può far riconciliare con il mondo. L’argomento però è ancora vivo, l’eliminazione della Dinamo tiene banco anche perché in tanti dei 200 e oltre tifosi sassaresi e sardi di Sardegna ed emigrati, sono ancora a Pesaro.Tanti avevano prenotato sino a domenica notte compresa, qualcuno solo sino a ieri pronto poi a fare “nottata” in aeroporto prima di partire all’alba di lunedì e fare ritorno a casa. Per scaramanzia, voglia e opportunità molti avevano costruito il weekend sperando di allungare il più possibile il soggiorno marchigiano. Così sarà comunque, ma senza la Dinamo in campo. C’è però chi Pesaro l’ha abbandonata all’alba d’un mattino di poco sonno. Altri, con meno fretta, ma nelle prime ore della mattinata: in treno, destinazione Bologna, Firenze, Roma. Molti si ritroveranno all’Arena dopo un pranzo in città. Le tifoserie di Milano e Venezia - avversarie della prima semifinale - sono pattuglie timide e sparute rispetto a quelle di Fortitudo, Brindisi, Brescia e Sassari. Sugli spalti, in alto a destra rispetto alla tribuna stampa retro canestro, è rimasta una bandiera dei quattro mori. Una, ma c’è.
Giovanni Dessole
In mattinata, sul lungomare e fra le vie interne dell’assolato centro marchigiano, i supporter isolani si sono ritrovati in piazza del Popolo. Qualcuno con ancora indosso la felpa biancoblù. Qualcuno dichiara, esplicitamente e senza esitazioni: «Per Milano e Milano, io tifo Brindisi». Altri raccontano di esserci rimasti male per il ko pur avendo ormai piena coscienza del fatto che lo sport e il basket sono anche questo, grandi speranze e forti delusioni. Vittorie e sconfitte. Qualcuno si ferma a fare aperitivo. Altri fanno un giro fuori porta, il Borgo di Gradara nel post San Valentino è luogo che rimanda a Paolo e Francesca e può far riconciliare con il mondo. L’argomento però è ancora vivo, l’eliminazione della Dinamo tiene banco anche perché in tanti dei 200 e oltre tifosi sassaresi e sardi di Sardegna ed emigrati, sono ancora a Pesaro.Tanti avevano prenotato sino a domenica notte compresa, qualcuno solo sino a ieri pronto poi a fare “nottata” in aeroporto prima di partire all’alba di lunedì e fare ritorno a casa. Per scaramanzia, voglia e opportunità molti avevano costruito il weekend sperando di allungare il più possibile il soggiorno marchigiano. Così sarà comunque, ma senza la Dinamo in campo. C’è però chi Pesaro l’ha abbandonata all’alba d’un mattino di poco sonno. Altri, con meno fretta, ma nelle prime ore della mattinata: in treno, destinazione Bologna, Firenze, Roma. Molti si ritroveranno all’Arena dopo un pranzo in città. Le tifoserie di Milano e Venezia - avversarie della prima semifinale - sono pattuglie timide e sparute rispetto a quelle di Fortitudo, Brindisi, Brescia e Sassari. Sugli spalti, in alto a destra rispetto alla tribuna stampa retro canestro, è rimasta una bandiera dei quattro mori. Una, ma c’è.
Giovanni Dessole
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
