Per l’Atalanta un impegno da Dea: c’è il Valencia
Prima volta negli ottavi di Champions nella storia dei bergamaschi. Gasperini: «Serve un’impresa»
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MILANO. La carica dei 45mila di San Siro per cullare il sogno e scrivere l'ennesima epica pagina del club. Atalanta-Valencia, atto primo degli ottavi di andata di Champions League. Incrocio inedito, ad alta tensione, quello in programma oggi alle 21. «Servirà un'impresa per passare», l'estrema sintesi del Gasperini-pensiero. Correre il rischio di sottovalutare una squadra capace di battere Ajax e Chelsea e vincere il girone sarebbe il peggior modo per approcciare la gara più importante della ultra-centenaria storia dell'Atalanta: «Capisco la fiducia nei nostri confronti ma prima di parlare dei quarti di finale bisogna arrivarci». Le tante assenze del Valencia non lo tranquillizzano affatto: nonostante i sette indisponibili – a cui si aggiunge in extremis la rinuncia al portiere Cillessen – convocato solo per onor di firma – gli avversari rappresentano «l'élite del calcio spagnolo», «restano una squadra di alto livello» e «giocheranno comunque in undici». Due i dubbi di formazione: il ballottaggio tra Hateboer e Castagne e lo schieramento iniziale del tridente, se con Pasalic da falso nueve tra Gomez e Ilicic (che non ha ancora segnato in Champions) oppure con Zapata a fare sportellate tra Diakhaby e Mangala, una coppia obbligata per le defezioni di Gabriel Paulista (squalificato) e Garay (infortunato) e mai schierata prima da Celades. Gasperini non scioglie i dubbi: «Zapata è il nostro attaccante di riferimento, ci è mancato per tanto tempo e abbiamo dovuto trovare alternative, con Muriel o senza centravanti di ruolo. Questo ci ha arricchito, siamo stati sempre prolifici. Zapata è una risorsa per noi, potremmo utilizzarlo anche a gara in corso». L'augurio del tecnico è che San Siro possa essere un fattore: «È il nostro record di pubblico, spostare così tanta gente da Bergamo è un bel traguardo ma non ci accontentiamo. La loro spinta sarà utile». Ad arbitrare sarà l'inglese Oliver, che due anni fa fece infuriare Buffon a Madrid. Per un ex tesserato della Juventus come Gasperini sono già leciti gli scongiuri.
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