L’aquila laziale vola sopra tutte lo scudetto non è più un sogno
ROMA. Di questi tempi, un girone fa, Claudio Lotito entrava nello spogliatoio di Formello, infuriato con giocatori e allenatore dopo il 2-2 di Bologna. La settimana successiva, il 3-3 con l'Atalanta,...
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ROMA. Di questi tempi, un girone fa, Claudio Lotito entrava nello spogliatoio di Formello, infuriato con giocatori e allenatore dopo il 2-2 di Bologna. La settimana successiva, il 3-3 con l'Atalanta, dopo un primo tempo chiusosotto di tre gol: da quel momento la Lazio ha iniziato a volare. Un girone intero dopo, dal 6° posto adesso i biancocelesti guardano tutti dalla cima della Serie A, complice il rinvio della gara della Juve con l’Inter. Con uno stato mentale vicino al settimo cielo, fatti e combinazioni per quello che sembra davvero l'anno dei biancocelesti di Simone Inzaghi. Vent'anni dopo lo scudetto del 2000, la storia sembra ripetersi: l’aquila è prima. Il valore aggiunto è il tecnico, mix di sapienza tattica, furbizia e mentalità. Inzaghi ha trovato le dosi perfette fra realismo e ambizione: «Questa squadra sa soffrire», ripete. «Essere momentaneamente primi è un'emozione», ha ammesso sabato dopo il successo sul Bologna. «Dobbiamo cercare di difendere questa posizione sapendo che sarà difficilissimo» ha aggiunto con la giusta dose di umiltà che la Lazio vuole conservare per non sentirsi addosso la pressione della favorita. Ma, a questo punto, la cosa più difficile è proprio nascondersi.
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