il presidente
Stefano Sardara accontenta Poz «Bentornato JS3, e grazie Curtis»
SASSARI. «Siamo felicissimi di dare il bentornato a Jaime Smith nel mondo Dinamo – ha detto il presidente del club biancoblù Stefano Sardara ieri mattina nella club House sociale presentando il...
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SASSARI. «Siamo felicissimi di dare il bentornato a Jaime Smith nel mondo Dinamo – ha detto il presidente del club biancoblù Stefano Sardara ieri mattina nella club House sociale presentando il “nuovo” play – . Ci tengo prima di tutto a ringraziare Curtis Jerrells perché è stato un grande professionista che ha messo a disposizione della squadra le sue qualità e ci ha permesso di arrivare fin qui. E’ stata un’esplicita richiesta dell’allenatore, una scelta tecnica che abbiamo approvato. Certo, altrimenti avremmo dovuto cambiare allenatore. Avevamo bisogno di un giocatore con caratteristiche diverse in cabina di regia ed è nel segno della continuità di quanto fatto lo scorso anno che siamo felici di avere nuovamente Jaime con noi. Sarà disponibile già contro il Burgos».
La Dinamo ritrova il parquet, e ritrova i tifosi dopo la lunga sosta per Final Eight, nazionale e coronavirus. Il presidente Sardara: «Il basket – è il suo punto di vista –, è anche un’azienda commerciale. Bisognava dare un segnale chiaro, il pubblico è importante altrimenti senza incassi l’intero sistema viene giù. E questo virus sta avendo più un impatto economico che non sanitario».
Affronta il problema coronavirus da un altro punto di vista, invece, coach Gianmarco Pozzecco: «Non sono un virologo e non pretendo di capire tutti gli aspetti sanitari di questo problema – sostiene –, ma il mio più caro amico, Davide Rivera, è un immunodepresso e se ci fosse una sola possibilità di mettere a repentaglio la sua salute e quella di altre persone, giocando, bene: io non gioco». (mac)
La Dinamo ritrova il parquet, e ritrova i tifosi dopo la lunga sosta per Final Eight, nazionale e coronavirus. Il presidente Sardara: «Il basket – è il suo punto di vista –, è anche un’azienda commerciale. Bisognava dare un segnale chiaro, il pubblico è importante altrimenti senza incassi l’intero sistema viene giù. E questo virus sta avendo più un impatto economico che non sanitario».
Affronta il problema coronavirus da un altro punto di vista, invece, coach Gianmarco Pozzecco: «Non sono un virologo e non pretendo di capire tutti gli aspetti sanitari di questo problema – sostiene –, ma il mio più caro amico, Davide Rivera, è un immunodepresso e se ci fosse una sola possibilità di mettere a repentaglio la sua salute e quella di altre persone, giocando, bene: io non gioco». (mac)
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