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La Figc è in allarme «Alla prima positività dobbiamo fermarci»

La Figc è in allarme «Alla prima positività dobbiamo fermarci»

Pozzecco, coach della Dinamo: le porte chiuse non bastano Gravina (Federcalcio) lo segue. L’Aic: «Stop immediato»

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ROMA. «Giocare a porte chiuse secondo me è assurdo. C'è un decreto in cui si dice che ci deve essere un metro di distanza da una persona all'altra. Ma in campo io chiedo ai miei giocatori di essere aggressivi e di rimanere attaccati agli avversari, se c'è un metro tra loro e chi devono marcare io mi inca.... clamorosamente». Come al solito, Gianmarco Pozzecco è l’immagine della schiettezza. Così, al microfono della tv ufficiale della Dinamo basket, il coach della formazione sassarese è stato i primo allenatore in Italia a sollevare un problema basilare, in questi tempi di coronavirus. Un tema ripreso ora anche dalla massima autorità del calcio italiano, il presidente Figc Gabriele Gravina.

«Ci sono tante incongruenze – ha proseguito il Poz –: bisognerebbe avere la consapevolezza di andare in una direzione decisi, tutti insieme. Va fermato tutto, ma non perché lo dico io, ma perché c'è un decreto che stabilisce come ci si deve comportare. I giocatori di certo non stanno a un metro di distanza, sudano, urlano, starnutiscono e tossiscono...».

Intanto la serie A ai tempi del coronavirus riparte anche se solo a porte chiuse, e con il rischio di uno stop nel caso in cui un giocatore venga fermato perchè trovato positivo al Covid-19. A non escludere ogni ulteriore provvedimento per la sicurezza e la salute di tutti è il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina secondo cui «dobbiamo essere realisti, c'è anche la possibilità, il rischio reale che qualcosa di questo tipo esiste. Adotteremo in quelle circostante tutti i provvedimenti necessari per garantire prima la tutela dei nostri atleti e poi capire che cosa si può fare e che impatto può avere sulla competizione sportiva». Prendete in esame eventualmente anche l'ipotesi di sospendere il campionato? «Non possiamo escludere nulla né possiamo azzardare ipotesi che oggi non riusciamo ancora a prevedere». E l’assocalciatori (Aic) non ha dubbi: «++ «Fermiamo il campionato!!! Serve altro? Stop football!!». È il tweet, a corredo di una fotonotizia sulla «chiusura della Lombardia per coronavirus», pubblicato sull'account ufficiale di Damiano Tommasi, presidente dell'Assocalciatori. Gli ultimi provvedimenti del Governo nazionale per fronteggiare l'emergenza sanitaria hanno stimolato l'intervento del leader del sindacato dei calciatori.

La serie A riprende oggi dopo giorni di polemiche indecisioni. Dirette in chiaro? A spegnere le speranze di tanti appassionati di vedere 'free’ la diretta delle partite di serie A è arrivato il no della Lega di serie A perché «il quadro normativo, e gli obblighi contrattuali già assunti, non consentono di potervi aderire».

A spalancare le porte del calcio alla tv è invece la Lega Pro che ha dato il via libera alla visione in chiaro delle partite di serie C fino al 3 aprile sulla piattaforma di Eleven Sports. Si potrà assistere gratuitamente e in diretta streaming alle partite delle 60 squadre di C. E la Rai, che trasmette in diretta televisiva le partite di C del posticipo del lunedì, ha dato la sua piena disponibilità all'operazione.

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