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Tutto bloccato, sospesi anche gli allenamenti

Tutto bloccato, sospesi anche gli allenamenti

SASSARI. Anche per gli allenamenti, ripassare più avanti. Nonostante infatti i decreti del Consiglio dei ministri abbiano imposto regole stringenti per la prosecuzione dell’attività sportiva, ma in...

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SASSARI. Anche per gli allenamenti, ripassare più avanti. Nonostante infatti i decreti del Consiglio dei ministri abbiano imposto regole stringenti per la prosecuzione dell’attività sportiva, ma in linea di principio non neghino almeno la prosecuzione degli allenamenti, esattamente come la possibilità per qualsiasi cittadino di frequentare una palestra e la piscina, la pallavolo sarda ha alzato bandiera bianca, sospendendo qualsiasi attività in attesa di ulteriori comunicazioni da parte degli enti superiori. «Noi siamo orientati ad andare avanti così almeno fino al 15 marzo – conferma Tore Rau, dirigente del Garibaldi La Maddalena, che partecipa con le sue prime squadre al campionato nazionale di serie B maschile ed a quello regionale di C femminile – anche se l’idea è che la cosa verrà ulteriormente protratta nel tempo. Sinceramente non ce la sentiamo di rischiare, il cerino della sicurezza della salute degli atleti è stato lasciato in mano alle società, con il fatto che palloni ed attrezzature di gioco andrebbero continuamente disinfettati, e nelle docce non potrebbero entrare più di sei persone per volta. Certo, se questo stop si prolungherà troppo diventerà problematico finire i vari campionati, per me siamo già al limite. Ma a questo punto la salute delle persone sta al primo posto».

«Io sono particolarmente arrabbiato – rincara Francesco Marongiu, presidente della San Paolo Cagliari di B2 femminile – perché non si può scaricare sui presidenti delle società la responsabilità della salute pubblica. Il Comune ci chiede per allenarci nelle palestre scolastiche una autocertificazione accompagnata dalla dichiarazione di uno staff medico, che noi non abbiamo, che sono stati fatti i test. Ma questo virus ha un’incubazione di anche 14 giorni, come facciamo a sapere su una giocatrice è positiva o non nel tempo? Nel nostro oratorio ci sono anche degli spazi all’aperto, ed ho proposto alle atlete di allenarsi lì, ma non servirebbe a nulla, quindi per ora ci limitiamo a mandarle in sala pesi. Per noi è un dramma, perché gli impegni presi con le giocatrici le dobbiamo rispettare, ma se chiedi ad uno sponsor di darti almeno una tranche di quanto promesso, ti risponde che non stiamo giocando. Secondo me se passano altre due settimane senza che la situazione si risolva i campionati e l’intera stagione sono compromessi». (ff)

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