Per la Tharros bicchiere mezzo pieno
Il dirigente Mura: siamo primi, ne approfitteremo per recuperare gli infortunati
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ORISTANO. Il problema più grosso è l'incertezza. Tonio Mura, dirigente della Tharros, lo sintetizza con una frase sconsolata: «Nemmeno il calcio professionistico conosce il suo futuro prossimo, figuriamoci noi». La Tharros, ad oggi capolista del girone B di Prima Categoria, viene tra l'altro da una stagione passata difficilissima, quando fu necessario l'intervento del Comune di Oristano per salvarla dal fallimento. «Quest'anno abbiamo messo su una squadra che puntava alla vittoria del campionato. A otto giornate dalla fine del campionato siamo primi in classifica e ne abbiamo quattro di vantaggio sulla seconda: direi che tutte le aspettative sono state rispettate».
Eppure, su questo bel campionato, si è abbattuta la scure del Coronavirus: campionato bloccato, incertezza sul suo esito. Il problema principale è tenere i giocatori in allenamento: «Abbiamo ragazzi da tutta l'isola – spiega Mura – e che quindi non possono venire a Oristano per allenarsi. L'allenatore ha dato a tutti un programma di da fare a casa: certo che non è la stessa cosa». Lo stop al campionato qualche lato relativamente positivo lo ha: «Nonostante una rosa molto ampia, eravamo ridotti all'osso negli ultimi tempi a causa degli infortuni. Paradossalmente questa pausa forzata ci permette di recuperare gli effettivi». Ma l'incognita rimane: «Certo che se uno recupera dall'infortunio, ma poi sta un mese senza allenarsi, le condizioni alla ripresa sono difficili da prevedere». Sul futuro incertezza totale: «Non ho veramente idea di cosa accadrà. Ovviamente la speranza è che questa emergenza passi presto, e non è una speranza legata all'aspetto calcistico. Il rischio è che comunque, il campionato finisca a giugno se non a luglio. Considerando anche che bisogna fermarsi per l'estate e poi prepararsi per la prossima stagione, come si fa? La Federazione è chiamata a fare scelte molto importanti».
Davide Pinna
Eppure, su questo bel campionato, si è abbattuta la scure del Coronavirus: campionato bloccato, incertezza sul suo esito. Il problema principale è tenere i giocatori in allenamento: «Abbiamo ragazzi da tutta l'isola – spiega Mura – e che quindi non possono venire a Oristano per allenarsi. L'allenatore ha dato a tutti un programma di da fare a casa: certo che non è la stessa cosa». Lo stop al campionato qualche lato relativamente positivo lo ha: «Nonostante una rosa molto ampia, eravamo ridotti all'osso negli ultimi tempi a causa degli infortuni. Paradossalmente questa pausa forzata ci permette di recuperare gli effettivi». Ma l'incognita rimane: «Certo che se uno recupera dall'infortunio, ma poi sta un mese senza allenarsi, le condizioni alla ripresa sono difficili da prevedere». Sul futuro incertezza totale: «Non ho veramente idea di cosa accadrà. Ovviamente la speranza è che questa emergenza passi presto, e non è una speranza legata all'aspetto calcistico. Il rischio è che comunque, il campionato finisca a giugno se non a luglio. Considerando anche che bisogna fermarsi per l'estate e poi prepararsi per la prossima stagione, come si fa? La Federazione è chiamata a fare scelte molto importanti».
Davide Pinna
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