Torres in freezer ma mai doma
di Sandra Usai
Il presidente Sechi rivela l’umore dei giocatori rossoblù: «Nessuno poltrisce sul divano»
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Con la vita sospesa in tutta Italia anche il calcio è finito in freezer e anche la Torres si è dovuta arrendere all’attesa di tempi migliori. «Il mondo del pallone – ha commentato il presidente rossoblù Salvatore Sechi, molto colpito dalla situazione – è in totale confusione, nessuno sa quello che succederà. Inizialmente la mia posizione sul no alle porte chiuse guardava all’aspetto “romantico” del calcio, uno spettacolo che non vive senza tifosi. In pochi giorni tutto è cambiato in peggio, ci siamo dovuti fermare e dico subito che qualsiasi decisione verrà presa per il futuro della stagione l’accetteremo, senza problemi. Lo sport in questo momento non è certo una priorità, se il campionato di Serie D verrà rimandato o perfino annullato a noi starà bene. La salute prima di tutto. E anche il lavoro».
Il presidente sassarese è giustamente preoccupato anche per la sua azienda. «Il momento è delicato per tutti – spiega – è quasi tutto out e per il momento con la nostra linea industriale riusciamo a operare soltanto in Sardegna. Conservo comunque un filo di fiducia, andiamo avanti finché si può». E del resto non è possibile fare altrimenti. La scorsa settimana la Torres continuava ad allenarsi, con la precauzione delle porte chiuse, «poi è arrivato lo stop per le gare dell’8 marzo e così abbiamo dato alcuni giorni di vacanza al gruppo, ma sinceramente con la ferma intenzione di ritrovarci tutti giovedì 12 sul campo per riprendere il lavoro – racconta Sechi – ed è stata una fortuna, perché i ragazzi sono riusciti ad andare a casa e ora trascorreranno questo periodo buio con le loro famiglie. La stessa cosa farà mister Mariotti, volato a La Spezia dove risiede con la famiglia. Erano rimasti a Sassari solo i portieri Vagge e Colombo e l'attaccante Gjuci, ma sono riusciti pur con qualche difficoltà a causa dei nuovi decreti a partire anche loro. Saperli tutti sistemati a casa -– continua il presidente della Torres – è per me motivo di grande tranquillità e ovviamente gioia».
I giocatori sono bloccati, come tutti gli italiani, tra le mura domestiche ma non resteranno inattivi. Il divano h24 è un lusso che gli atleti non possono permettersi, così il preparatore atletico Mascaro ha dato a tutti un programma di lavoro, di tipo estivo, per mantenere la forma fisica nella speranza di una ripresa del torneo. «Non ho dubbi che seguiranno fedelmente le direttive, sono ragazzi seri e organizzati e si attengono ai loro doveri. Sanno tutti come devono comportarsi», ha affermato il presidente, che ha chiuso la chiacchierata con toni di ottimismo: «Se si riprenderà a giocare ci tufferemo all’inseguimento della Turris. Bisogna provarci e sono certo che dopo la stop la risposta sul campo sarà forte. Spero che possa succedere così per tutta la nazione. I momenti di difficoltà temprano, come si sa, e prestissimo ci sarà tanta voglia di ricominciare con forza, su tutti i fronti. Nella negatività si risorge, lo sappiamo bene noi rossoblù che dopo una stagione deficitaria come quella scorsa siamo riusciti a rialzare la testa. Ecco, applichiamo il modello sportivo alla vita dell'intero Paese».
Il presidente sassarese è giustamente preoccupato anche per la sua azienda. «Il momento è delicato per tutti – spiega – è quasi tutto out e per il momento con la nostra linea industriale riusciamo a operare soltanto in Sardegna. Conservo comunque un filo di fiducia, andiamo avanti finché si può». E del resto non è possibile fare altrimenti. La scorsa settimana la Torres continuava ad allenarsi, con la precauzione delle porte chiuse, «poi è arrivato lo stop per le gare dell’8 marzo e così abbiamo dato alcuni giorni di vacanza al gruppo, ma sinceramente con la ferma intenzione di ritrovarci tutti giovedì 12 sul campo per riprendere il lavoro – racconta Sechi – ed è stata una fortuna, perché i ragazzi sono riusciti ad andare a casa e ora trascorreranno questo periodo buio con le loro famiglie. La stessa cosa farà mister Mariotti, volato a La Spezia dove risiede con la famiglia. Erano rimasti a Sassari solo i portieri Vagge e Colombo e l'attaccante Gjuci, ma sono riusciti pur con qualche difficoltà a causa dei nuovi decreti a partire anche loro. Saperli tutti sistemati a casa -– continua il presidente della Torres – è per me motivo di grande tranquillità e ovviamente gioia».
I giocatori sono bloccati, come tutti gli italiani, tra le mura domestiche ma non resteranno inattivi. Il divano h24 è un lusso che gli atleti non possono permettersi, così il preparatore atletico Mascaro ha dato a tutti un programma di lavoro, di tipo estivo, per mantenere la forma fisica nella speranza di una ripresa del torneo. «Non ho dubbi che seguiranno fedelmente le direttive, sono ragazzi seri e organizzati e si attengono ai loro doveri. Sanno tutti come devono comportarsi», ha affermato il presidente, che ha chiuso la chiacchierata con toni di ottimismo: «Se si riprenderà a giocare ci tufferemo all’inseguimento della Turris. Bisogna provarci e sono certo che dopo la stop la risposta sul campo sarà forte. Spero che possa succedere così per tutta la nazione. I momenti di difficoltà temprano, come si sa, e prestissimo ci sarà tanta voglia di ricominciare con forza, su tutti i fronti. Nella negatività si risorge, lo sappiamo bene noi rossoblù che dopo una stagione deficitaria come quella scorsa siamo riusciti a rialzare la testa. Ecco, applichiamo il modello sportivo alla vita dell'intero Paese».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
