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«Ho marcato Luka Doncic, ma anche Pierre...»

«Ho marcato Luka Doncic, ma anche Pierre...»

Dinamo in quarantena, Bucarelli dialoga da casa con i tifosi. «Uso il 7 in onore del Nino di De Gregori»

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SASSARI. La passione per la Ferrari, l’idolo Lebron James e l’ammirazione per il compagno di squadra Dyshawn Pierre, che considera il più difficile da marcare “per forza fisica e movimenti”. E il numero 7 scelto in onore del Nino cantato da Francesco De Gregori nella leva calcistica. Il tutto mentre è intento a “fondere” la playstation per occupare il tempo.

Nelle lunghe giornate da trascorrere in quarantena, i giocatori della Dinamo trovano se non altro il modo di dialogare con i loro tifosi, grazie al filo diretto messo in piedi dalla società biancoblù attraverso il proprio profilo Instagram. Dopo Marco Spissu e Miro Bilan, ieri è stata la volta di Lorenzo Bucarelli, che si è sottoposto al fuoco di fila delle domande degli appassionati. Ecco alcune delle risposte: squadra Nba preferita? Quella in cui gioca Lebron James, il mio giocatore preferito. Come nasce la passione per la Formula 1 e la Ferrari? Con la vittoria di Sebastian Vettel in Barhein nel 2018. Come stai passando queste giornate di quarantena? Con la Playstation e un po’ di studio. Come mai hai scelto il numero 7? Mi sono ispirato alla canzone “La leva calcistica della classe ‘68”.

E ancora: qual è il compagno più difficile da marcare in allenamento? Sicuramente Dyshawn Pierre per forza fisica e movimenti. Com’è il tuo rapporto con il Poz? Abbiamo un ottimo rapporto, è un allenatore che mi fa alzare costantemente l’asticella. La partita più bella da quando giochi alla Dinamo? Senza dubbio la finale di Supercoppa. L’avversario più forte marcato? Luca Doncic e Rj Barrett, ai mondiali U19. Com’è stata l’esperienza a Cagliari? Indimenticabile. Cosa ti ha spinto di più a scegliere la Dinamo? Mi hanno proposto un progetto perfetto per la mia crescita e credo sia stata la scelta più giusta che potessi fare.

Qual è la cosa più bella di Sassari? L’affetto e il calore delle persone che è davvero unico. La giocata più bella della tua carriera? Il canestro e fallo a 30 secondi dalla fine della semifinale mondiale con l’Italia Under 19. Quanta differenza c’è tecnicamente tra A2 e A? Tantissima differenza nella rapidità del gioco. Com’è stati dover andare via di casa da piccolo per inseguire la tua passione? Bellissimo, difficile ma bellissimo: una scelta che rifarei sempre.

Il tuo sogno più grande relativo al basket? Vincere una medaglia con la Nazionale Italiana alle Olimpiadi e giocare in Eurolega.

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