Datome: «Ripartire? Solo se ci sono le condizioni»
Il capitano azzurro: «Il taglio degli stipendi è inevitabile, le società hanno perso tante entrate»
2 MINUTI DI LETTURA
ROMA. Il campo può aspettare, per tornare a giocare «servono sicurezze» e il taglio degli stipendi degli atleti è «inevitabile» perché la crisi economica è generale, non solo dello sport. Per il capitano dell’Italbasket Gigi Datome, senza sicurezze «bisognerà pensare a come affrontare la prossima stagione, perché comunque la vita non sarà più la stessa e neppure lo sport». L’emergenza coronavirus ha stravolto la vita di tutti.
L’ala olbiese, punto di forza del Fenerbahce campione d'Europa, vive l’emergenza dalla Turchia. «Qui, come in altri paesi, siamo un po’ in ritardo, rispetto a quello che è successo in Italia – dice Datome –. Sembra un film già visto: all’inizio quelli che giravano con la mascherina venivano quasi presi in giro, sembravano esagerati. Qui non ci sono ancora restrizioni, non c’è lockdown, ma tante persone, vedendo quello che sta succedendo in tutto il mondo, hanno deciso di stare a casa, e chi può evita di andare a lavorare o lo fa da casa. Personalmente la vivo stando in casa e cercando di rispettare le regole. Sono costantemente in contatto con quello che succede in Italia e spero che tutto questo finisca al più presto».
«Tornare a giocare in estate? Penso che ci dovranno essere delle sicurezze per poter pensare solo alla pallacanestro – sottolinea –. Se, supponiamo a luglio, saremo nelle condizioni di poter giocare, di poterci allenare e di viaggiare, se le persone potranno venire a vederci nei palazzetti, allora potremmo riprendere a giocare, e lo vorremmo tutti. Se non ci saranno queste condizioni bisognerà pensare a come affrontare la prossima stagione, perché comunque la vita non sarà più la stessa e neppure lo sport».
Per Datome il taglio degli stipendi degli atleti è “inevitabile”. «Noi non ci stiamo più allenando e non stiamo più giocando, mentre i club hanno perso le entrate dai botteghini e dai diritti tv – sottolinea il leader del gruppo azzurro –. Basta aprire gli occhi e vedere che cosa sta succedendo nel mondo per rendersi conto che lo sport non è l'unico settore che sta subendo un danno economico e quindi un taglio agli stipendi è inevitabile. In che termini ancora non so, perché prima bisognerà capire se c’è una possibilità di andare avanti e poi affrontare il discorso, come è normale che sia».
L’ala olbiese, punto di forza del Fenerbahce campione d'Europa, vive l’emergenza dalla Turchia. «Qui, come in altri paesi, siamo un po’ in ritardo, rispetto a quello che è successo in Italia – dice Datome –. Sembra un film già visto: all’inizio quelli che giravano con la mascherina venivano quasi presi in giro, sembravano esagerati. Qui non ci sono ancora restrizioni, non c’è lockdown, ma tante persone, vedendo quello che sta succedendo in tutto il mondo, hanno deciso di stare a casa, e chi può evita di andare a lavorare o lo fa da casa. Personalmente la vivo stando in casa e cercando di rispettare le regole. Sono costantemente in contatto con quello che succede in Italia e spero che tutto questo finisca al più presto».
«Tornare a giocare in estate? Penso che ci dovranno essere delle sicurezze per poter pensare solo alla pallacanestro – sottolinea –. Se, supponiamo a luglio, saremo nelle condizioni di poter giocare, di poterci allenare e di viaggiare, se le persone potranno venire a vederci nei palazzetti, allora potremmo riprendere a giocare, e lo vorremmo tutti. Se non ci saranno queste condizioni bisognerà pensare a come affrontare la prossima stagione, perché comunque la vita non sarà più la stessa e neppure lo sport».
Per Datome il taglio degli stipendi degli atleti è “inevitabile”. «Noi non ci stiamo più allenando e non stiamo più giocando, mentre i club hanno perso le entrate dai botteghini e dai diritti tv – sottolinea il leader del gruppo azzurro –. Basta aprire gli occhi e vedere che cosa sta succedendo nel mondo per rendersi conto che lo sport non è l'unico settore che sta subendo un danno economico e quindi un taglio agli stipendi è inevitabile. In che termini ancora non so, perché prima bisognerà capire se c’è una possibilità di andare avanti e poi affrontare il discorso, come è normale che sia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
