serie a2 femminile
«Da ora la parola d’ordine sarà ridimensionare»
CAGLIARI. Il futuro? Quanto mai aleatorio e per nulla definito. La A2 femminile di basket isolana fa la conta dei danni dovuti all’emergenza coronavirus. E intanto si interroga anche su come, e...
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Il futuro? Quanto mai aleatorio e per nulla definito. La A2 femminile di basket isolana fa la conta dei danni dovuti all’emergenza coronavirus. E intanto si interroga anche su come, e soprattutto quando, si potrà ripartire. «L’unica nostra fortuna in questo disastro è che non facendo pagare i biglietti per l’ingresso alle gare quello dei mancati incassi non è un problema da mettere in conto» dice Mauro Mannoni, direttore sportivo del Cus Cagliari, squadra che, alla data dell’8 marzo, lo stop dei tornei, era al 7° posto. «Ancora ricordo l’ultima trasferta – racconta – le ragazze o lo staff erano preoccupati». «Il campionato andava sospeso anche prima – aggiunge Paolo Pellegrini, numero uno di casa Virtus Cagliari – la tensione in Virtus-Valdarno, ultimo match del palaRestivo era palpabile, anche davanti agli occhi del presidente di Lega Massimo Protani».
Per tutti, all’unisono, c’è una sicura convinzione: il campionato 2019-’20 va annullato, senza nessun risultato sportivo per nessuna delle squadre partecipanti. «La vero preoccupazione è per la stagione che verrà – spiega Marco Mura, presidente del San Salvatore Selargius, 9° in classifica e in corsa playoff – non abbiamo ancora sentito i nostri sponsor ma soprattutto non c’è la certezza di poter ripartire a settembre. Quale sarà poi l’apporto della Federazione? I Nas, ad esempio, li abbiamo pagati per intero a gennaio. Ci verranno rimborsate quote del campionato non disputato?». Un autentico vespaio di interrogativi, a cui la Fip nazionale dovrà presto mettere mano. «Spero di riprendere con il settore giovanile e con il minibasket – aggiunge Pellegrini – la Regione, che ha parlato di saldo dei contributi a maggio, ci dovrà dare soprattutto certezze per il futuro. Solo in quel caso faremo ancora la A2, altrimenti saremo obbligati a un deciso passo indietro». Intanto le ragazze hanno compreso di dover fare la loro parte in tema di rimborsi? «Sì, ma tengo a precisare che c’è un indirizzo da parte della Lega – dice ancora Mura – ai procuratori si proporrà di versare il 70 per cento degli ingaggi, per i due terzi di campionato disputato. Del resto non c’è stata controprestazione per causa non imputabile alla società». Per tutti, moderata soddisfazione unita a rammarico per una stagione che poteva regalare ben altre traguardi. «Potevamo pensare di divertirci nella fase finale del torneo», dice Mannoni. «Per noi era l’anno del cambiamento, è andata come aspettavamo» aggiunge Mura. «Potevamo fare qualcosa di più ma va bene lo stesso» conclude Pellegrini. Poi trova spazio la parola d’ordine: «ridimensionamento». Sarà questa, con tutta probabilità, l’unica traccia utile a segnare il cammino delle realtà sportive nel dopo covid-19.
Mauro Farris
Per tutti, all’unisono, c’è una sicura convinzione: il campionato 2019-’20 va annullato, senza nessun risultato sportivo per nessuna delle squadre partecipanti. «La vero preoccupazione è per la stagione che verrà – spiega Marco Mura, presidente del San Salvatore Selargius, 9° in classifica e in corsa playoff – non abbiamo ancora sentito i nostri sponsor ma soprattutto non c’è la certezza di poter ripartire a settembre. Quale sarà poi l’apporto della Federazione? I Nas, ad esempio, li abbiamo pagati per intero a gennaio. Ci verranno rimborsate quote del campionato non disputato?». Un autentico vespaio di interrogativi, a cui la Fip nazionale dovrà presto mettere mano. «Spero di riprendere con il settore giovanile e con il minibasket – aggiunge Pellegrini – la Regione, che ha parlato di saldo dei contributi a maggio, ci dovrà dare soprattutto certezze per il futuro. Solo in quel caso faremo ancora la A2, altrimenti saremo obbligati a un deciso passo indietro». Intanto le ragazze hanno compreso di dover fare la loro parte in tema di rimborsi? «Sì, ma tengo a precisare che c’è un indirizzo da parte della Lega – dice ancora Mura – ai procuratori si proporrà di versare il 70 per cento degli ingaggi, per i due terzi di campionato disputato. Del resto non c’è stata controprestazione per causa non imputabile alla società». Per tutti, moderata soddisfazione unita a rammarico per una stagione che poteva regalare ben altre traguardi. «Potevamo pensare di divertirci nella fase finale del torneo», dice Mannoni. «Per noi era l’anno del cambiamento, è andata come aspettavamo» aggiunge Mura. «Potevamo fare qualcosa di più ma va bene lo stesso» conclude Pellegrini. Poi trova spazio la parola d’ordine: «ridimensionamento». Sarà questa, con tutta probabilità, l’unica traccia utile a segnare il cammino delle realtà sportive nel dopo covid-19.
Mauro Farris
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
