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Carta fa il nonno: ma lo scudetto dell’hockey...

Carta fa il nonno: ma lo scudetto dell’hockey...

CAGLIARI. In tempi di emergenza sanitaria, quale miglior passatempo che seguire da vicino nella propria casa di Cagliari il nipotino di appena otto mesi, e scoprire ogni giorno i suoi progressi?Rober...

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CAGLIARI. In tempi di emergenza sanitaria, quale miglior passatempo che seguire da vicino nella propria casa di Cagliari il nipotino di appena otto mesi, e scoprire ogni giorno i suoi progressi?

Roberto Carta, tecnico della squadra maschile di hockey su prato dell’Amsicora Cagliari e della Nazionale femminile, di questi tempi fa il nonno a tempo pieno e non gli dispiace affatto, anzi. «Mi entusiasma, mi diverte, mi rende felice, e soprattutto mi aiuta a distrarmi dalle tristi notizie che si sentono ogni giorno alla televisione in merito a questo brutto virus. Speriamo davvero di non dover aspettare troppo tempo prima di potere tornare alla vita normale- dice Carta –. Sia a livello di club che di Nazionale abbiamo istituito una chat per stare in contatto con giocatori, giocatrici e staff e scambiarci anche opinioni su quel che succede in Italia».

«Ad oggi né il Coni né la nostra federazione hanno ancora preso decisioni in merito al proseguimento o meno dell’attività agonistica, sospesa sino al 4 maggio, così come recitava l’ultimo comunicato, sabato scorso – continua – E’ chiaro che non si possono fare previsioni, tutto dipenderà dall’evoluzione della pandemia e dal parere delle autorità sanitarie, e sino a quando non ci saranno certezze assolute sulla possibilità di poter tornare in campo sarà impossibile stabilire date di ripresa dei singoli tornei. A mio avviso, ma questa è solo un’opinione personale e come tale va presa, se tutto va bene si potrebbe ricominciare nel mese di luglio e giocando doppi turni ogni sabato e domenica (nella A1 maschile ci sono ancora 12 partite da disputare) la stagione finirebbe ad agosto. Certo sarebbe un peccato non portarla a termine visto che le cose per l’Amsicora stavano andando benissimo: dieci partite su dieci vinte, sette punti di vantaggio sulla seconda e dieci sulla terza. Ma adesso discorsi di questo tipo lasciano il tempo che trovano: pensiamo prima di tutto a salvaguardare la salute».

«A ciascun giocatore della nostra squadra e alle giocatrici della Nazionale femminile è stato assegnato un programma di lavoro per mantenere quanto meno una condizione fisica accettabile, da svolgere ogni giorno a casa, della durata di un’ora e mezzo-due, e ognuno si arrangia con i mezzi che ha a disposizione- conclude il tecnico cagliaritano».

Stefano Serra

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