Tour, Mondiali e Giro il ciclismo ottimista vuole rivedere la luce
L’Unione internazionale ha aggiornato il calendario In Francia a fine agosto, la Corsa rosa partirà il 3 ottobre
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ROMA. Il ciclismo riparte. Ieri infatti l'Uci ha ufficializzato che il Tour de France si terrà regolarmente a fine agosto, e così pure i Mondiali a settembre, seguiti intorno a ottobre dal Giro d'Italia, e infine dalla Vuelta spagnola. Naturalmente tutti (tranne i Mondiali) in date diverse rispetto a quelle programmate già da lungo tempo, ma si terranno.
Un risultato che probabilmente nessuno si aspettava più, visti i continui rinvii del ritorno alla vita normale dopo il passaggio del coronavirus.
«Avevamo bisogno di date certe per trovare motivazione all'allenamento quotidiano». Così Elia Viviani, campione europeo in linea lo scorso anno, ha commentato la decisione. «Ecco le buone notizie che tutti aspettavamo, si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel», ha prontamente twittato il campione britannico, Chris Froome, quattro volte vincitore della Grand Boucle. E soddisfatto è anche il sardo Fabio Aru, che proprio dal Tour de France aveva deciso di ripartire dopo due stagioni grigie.
Le decisioni di ieri sono state prese di comune accordo al termine di una lunga riunione in videoconferenza, alla quale hanno partecipato oltre ai rappresentanti dell'Uci, anche quelli delle squadre e dei corridori, e i comitati organizzatori delle varie corse. In particolare è stato deciso che il Tour de France si correrà dal 29 agosto al 20 settembre, seguiranno i Mondiali su strada a Aigle-Martigny in Svizzera dal 20 al 27 settembre (come da calendario originale), subito dopo sarà la volta del Giro d'Italia (in giorni ancora da definire, a ottobre) e poi la Vuelta di Spagna che chiuderà la stagione a novembre.
Anche le grandi classiche come la Milano-Sanremo, il Giro delle Fiandre, la Parigi-Roubaix, la Liegi e il Giro di Lombardia si terranno regolarmente, le date saranno ufficializzate nei prossimi giorni. Il Giro d'Italia potrebbe prendere il via il prossimo 3 ottobre. È a forte rischio però la partenza da Budapest. «L'Ungheria è una situazione ancora aperta - spiega Paolo Bellino, amministratore delegato di Rcs Sport, la società che organizza la corsa rosa - ma è chiaro che aumentare i trasferimenti in questo momento di grande difficoltà e di incertezza assoluta rischia di diventare un problema».
Mentre nelle altre discipline sportive si discute se, come e quando ripartire, il ciclismo ha dunque rotto gli indugi e preso le sue decisioni, cominciando il conto alla rovescia verso il giorno in cui assaporare la ripresa delle corse dopo lo stop a causa della pandemia da coronavirus.
Intanto c'è attesa fra corridori e team per il momento in cui sarà possibile riprendere gli allenamenti su strada. Fino all'1 luglio in ogni caso le gare in bicicletta sono tutte sospese, ma già il 22 e 23 in Italia si disputeranno i Campionati nazionali.
Un risultato che probabilmente nessuno si aspettava più, visti i continui rinvii del ritorno alla vita normale dopo il passaggio del coronavirus.
«Avevamo bisogno di date certe per trovare motivazione all'allenamento quotidiano». Così Elia Viviani, campione europeo in linea lo scorso anno, ha commentato la decisione. «Ecco le buone notizie che tutti aspettavamo, si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel», ha prontamente twittato il campione britannico, Chris Froome, quattro volte vincitore della Grand Boucle. E soddisfatto è anche il sardo Fabio Aru, che proprio dal Tour de France aveva deciso di ripartire dopo due stagioni grigie.
Le decisioni di ieri sono state prese di comune accordo al termine di una lunga riunione in videoconferenza, alla quale hanno partecipato oltre ai rappresentanti dell'Uci, anche quelli delle squadre e dei corridori, e i comitati organizzatori delle varie corse. In particolare è stato deciso che il Tour de France si correrà dal 29 agosto al 20 settembre, seguiranno i Mondiali su strada a Aigle-Martigny in Svizzera dal 20 al 27 settembre (come da calendario originale), subito dopo sarà la volta del Giro d'Italia (in giorni ancora da definire, a ottobre) e poi la Vuelta di Spagna che chiuderà la stagione a novembre.
Anche le grandi classiche come la Milano-Sanremo, il Giro delle Fiandre, la Parigi-Roubaix, la Liegi e il Giro di Lombardia si terranno regolarmente, le date saranno ufficializzate nei prossimi giorni. Il Giro d'Italia potrebbe prendere il via il prossimo 3 ottobre. È a forte rischio però la partenza da Budapest. «L'Ungheria è una situazione ancora aperta - spiega Paolo Bellino, amministratore delegato di Rcs Sport, la società che organizza la corsa rosa - ma è chiaro che aumentare i trasferimenti in questo momento di grande difficoltà e di incertezza assoluta rischia di diventare un problema».
Mentre nelle altre discipline sportive si discute se, come e quando ripartire, il ciclismo ha dunque rotto gli indugi e preso le sue decisioni, cominciando il conto alla rovescia verso il giorno in cui assaporare la ripresa delle corse dopo lo stop a causa della pandemia da coronavirus.
Intanto c'è attesa fra corridori e team per il momento in cui sarà possibile riprendere gli allenamenti su strada. Fino all'1 luglio in ogni caso le gare in bicicletta sono tutte sospese, ma già il 22 e 23 in Italia si disputeranno i Campionati nazionali.
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