Campionato finito per i Crusaders Si ferma anche il football americano
CAGLIARI. Stagione finita per il football americano a causa dell’emergenza virus. E così anche la squadra cagliaritana dei Crusaders deve dire addio ai sogni di gloria e al campionato 2020 (girone I)....
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CAGLIARI. Stagione finita per il football americano a causa dell’emergenza virus. E così anche la squadra cagliaritana dei Crusaders deve dire addio ai sogni di gloria e al campionato 2020 (girone I).
Un vero peccato per i cagliaritani che avevano cominciato la stagione nel migliore dei modi con il primo derby ufficiale della storia sarda in formato ovale. Ma ci sarà tempo per rimediare: a dicembre infatti i Crusardes festeggeranno i loro primi 30 anni di attività. Lo stop al campionato deciso dalla Fidap era atteso. La Federazione ha annullato tutti i campionati di prima e seconda divisione, compreso quello a nove giocatori, per «tutelare la salute degli atleti, dei tecnici, degli arbitri, dei dirigenti, di tutti i tesserati coinvolti nello svolgimento delle attività agonistiche e delle loro famiglie”.
Il presidente del sodalizio cagliaritano comunque guarda avanti. «Il campionato era cominciato con i migliori presupposti - dice Emanuele Garzia -, a partire dalla vittoria nel big match regionale contro i Sirbons Cagliari. Il coronavirus, purtroppo, ci ha messo con le spalle al muro, ma noi non molliamo e daremo di nuovo spettacolo una volta terminata l’emergenza».
Garzia approva la decisione della federazione. «Siamo favorevoli all’annullamento dei campionati, perché nel football americano il contatto fisico è inevitabile. Non riesco ad immaginare una gara mantenendo le distanze sociali. Anche perché non siamo ancora in una fase di rallentamento della pandemia tale che ci permetta di giocare in assoluta tranquillità e sicurezza. Ci aspettavamo questa decisione e l’abbiamo accettata, anche se a malincuore, perché se avessimo proseguito bene nel campionato ci sarebbero stati ulteriori motivi per festeggiare il trentennale a dicembre».
La società crociata è stata tra le prime in Italia a decidere il rompete le righe. «Abbiamo fermato gli allenamenti, prima che fosse decretata la chiusura totale degli impianti sportivi – prosegue Garzia - consapevoli del fatto che anche l’allenamento poteva essere motivo di contagio, benché nessuno di noi sia risultato positivo al virus».
«È dura per i ragazzi non potersi incontrare– conclude il presidente Garzia –. Da parte mia ho fatto il possibile per restare vicino a dirigenti e giocatori, quella del football è una grande famiglia. Non vediamo l’ora di allenarci nuovamente all’aria aperta, magari potremo recuperare la forma organizzando tornei di beach football, sperando che ci sia consentito praticarli. In ogni caso voglio dire ai tifosi che torneremo nella prossima stagione ancora più affamati, apprezzando, spero ancor di più, quelle cose che molto spesso ci sembrano scontate».
Un vero peccato per i cagliaritani che avevano cominciato la stagione nel migliore dei modi con il primo derby ufficiale della storia sarda in formato ovale. Ma ci sarà tempo per rimediare: a dicembre infatti i Crusardes festeggeranno i loro primi 30 anni di attività. Lo stop al campionato deciso dalla Fidap era atteso. La Federazione ha annullato tutti i campionati di prima e seconda divisione, compreso quello a nove giocatori, per «tutelare la salute degli atleti, dei tecnici, degli arbitri, dei dirigenti, di tutti i tesserati coinvolti nello svolgimento delle attività agonistiche e delle loro famiglie”.
Il presidente del sodalizio cagliaritano comunque guarda avanti. «Il campionato era cominciato con i migliori presupposti - dice Emanuele Garzia -, a partire dalla vittoria nel big match regionale contro i Sirbons Cagliari. Il coronavirus, purtroppo, ci ha messo con le spalle al muro, ma noi non molliamo e daremo di nuovo spettacolo una volta terminata l’emergenza».
Garzia approva la decisione della federazione. «Siamo favorevoli all’annullamento dei campionati, perché nel football americano il contatto fisico è inevitabile. Non riesco ad immaginare una gara mantenendo le distanze sociali. Anche perché non siamo ancora in una fase di rallentamento della pandemia tale che ci permetta di giocare in assoluta tranquillità e sicurezza. Ci aspettavamo questa decisione e l’abbiamo accettata, anche se a malincuore, perché se avessimo proseguito bene nel campionato ci sarebbero stati ulteriori motivi per festeggiare il trentennale a dicembre».
La società crociata è stata tra le prime in Italia a decidere il rompete le righe. «Abbiamo fermato gli allenamenti, prima che fosse decretata la chiusura totale degli impianti sportivi – prosegue Garzia - consapevoli del fatto che anche l’allenamento poteva essere motivo di contagio, benché nessuno di noi sia risultato positivo al virus».
«È dura per i ragazzi non potersi incontrare– conclude il presidente Garzia –. Da parte mia ho fatto il possibile per restare vicino a dirigenti e giocatori, quella del football è una grande famiglia. Non vediamo l’ora di allenarci nuovamente all’aria aperta, magari potremo recuperare la forma organizzando tornei di beach football, sperando che ci sia consentito praticarli. In ogni caso voglio dire ai tifosi che torneremo nella prossima stagione ancora più affamati, apprezzando, spero ancor di più, quelle cose che molto spesso ci sembrano scontate».
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