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A Bosa si inizierà con una lotteria

A Bosa si inizierà con una lotteria

Alla ripresa uno sponsor metterà in palio un’auto. Il presidente: sarà dura

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BOSA. Dieci dirigenti, ottomila anime appassionate e una voglia matta di ripartire. «Ma solo se le condizioni di sicurezza lo permetteranno». Anche a Bosa il periodo “no soccer” fa male. Dalla 23° giornata, con 25 punti all'attivo e una solida undicesima posizione in classifica, il sodalizio rossoblù ha rispettato a pieno le indicazioni della federazione e del governo nazionale. A casa, in sicurezza, gli oltre cento tesserati del settore giovanile e tutti i giocatori della prima squadra, composta per l'80 per cento da ragazzi del posto. Conti alla mano, però, la situazione da complessa inizia a diventare insostenibile. «Noi siamo una piccola realtà. Per noi diventa tutto molto più complicato - fa sapere il presidente Massimiliano Calaresu - sia nel pensare all'eventualità di concludere questo campionato ma anche e soprattutto nell'immaginare il prossimo. Il tessuto economico di Bosa è costituito da tante piccole imprese che operano nel settore turistico. Tutte composte da grandi appassionati di calcio ma che danno un piccolo contributo che, seppur prezioso, non può bastare da solo a far funzionare la macchina calcio. Oggi cercare consensi economici da parte di questi attori diventerà davvero durissimo». Il sodalizio, però, non si scoraggia e ha già trovato una piccola soluzione per ripartire. Grazie allo sponsor principale, la concessionaria auto di Macomer Del Piano Motors che aveva messo in palio un auto per la lotteria di fine anno, si proverà a scavalcare il guado, posticipando l'estrazione all'inizio del nuovo anno sportivo. «E' un modo per incentivare i nostri tifosi a darci una mano in questo e nei prossimi momenti difficili - spiega Marco Naitana, ex presidente oggi membro del consiglio direttivo. –. Io sono dell'idea che si debba dare valore ai verdetti emessi dal campo, ma soprattutto spero che dalla federazione arrivino indicazioni certe sul nostro futuro e sugli eventuali aiuti. Solo così si potrà programmare».

Mauro Farris

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