Sara Desini: tornerò più forte di prima
L’azzurra del sitting volley si racconta tra infortunio, paralimpiadi e laurea
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SASSARI. Non è stata davvero una stagione fortunata quella dell’olbiese Sara Desini, azzurra di sitting volley. La conclusione anticipata dell’attività agonistica a causa dell’emergenza coronavirus è stata solo la “ciliegina sulla torta” per l’atleta ventunenne, che già lo scorso dicembre, effettuando una difesa durante un torneo in corso di svolgimento a Modena, si è infortunata gravemente, riportando la frattura del radio destro, proprio al braccio gravemente lesionato all’atto della nascita, che l’ha costretta negli anni a subire numerosi interventi chirurgici.
«Mi sono fatta male l’1 – racconta Sara, che da oltre due anni vive e studia a Bologna, all’Università, tanto che con il passare del tempo sta acquistando una simpaticissima cadenza emiliana – mi hanno subito fasciata, e l’11 sono stata operata dal professore che mi segue ormai da anni. Porto ancora il tutore, posso iniziare ad usare il braccio ma facendo molta attenzione, perché l’osso ha bisogni di altro tempo per ricalcificarsi. A breve dovrò fare un’altra visita di controllo, e poi vedremo».
La sua annata è in pratica già finita, dato che lo stop definitivo dell’attività sancito dalla Federpallavolo il 7 aprile ha come conseguenza diretta anche l’annullamento del campionato italiano di sitting volley.
In più già a fine marzo era arrivato il rinvio di un anno delle Paralimpiadi, alle quali Sara e la nazionale italiana erano già qualificate di diritto, grazie al secondo posto conquistato a luglio 2019 nei campionati europei di Budapest. «Una notizia per metà positiva e l’altra metà negativa – commenta lei – dato che così avrò tutto il tempo di recuperare pienamente dal punto di vista fisico, anche se dopo tutti i sacrifici che avevamo fatto per arrivarci ci dispiace molto, con la testa eravamo già lì».
Nonostante lo stop a sport ed attività didattiche Sara Desini ha deciso di non rientrare in Sardegna, e rimanere a Bologna, dove sta pazientemente in casa come tutti. «Essendo molto vicina alle zone più pericolose – spiega – ho preferito non affrontare il viaggio, per poi magari mettere a rischio i miei familiari. Trascorro le giornate impegnando nelle faccende di casa, su quelle sono molto fissata, poi studio, e faccio allenamento in collegamento skype con le mie compagne di nazionale. Il preparatore atletico ci ha dato dei circuiti da effettuare, ed a turno studiamo qualche variazione per non annoiarci». Rinviato l’appuntamento a cinque cerchi, ora il prossimo obiettivo è la laurea come educatrice dell’infanzia. «Mi mancano tre esami. Mi sarei dovuto laureare a luglio, ma a causa dell’infortunio non ho potuto cominciare il tirocinio pratico, che dovrebbe durare un paio di mesi. Le previsioni sono di riprendere le attività didattiche almeno on line da settembre, quindi a questo punto spero di riuscirci per novembre». (f.f.)
«Mi sono fatta male l’1 – racconta Sara, che da oltre due anni vive e studia a Bologna, all’Università, tanto che con il passare del tempo sta acquistando una simpaticissima cadenza emiliana – mi hanno subito fasciata, e l’11 sono stata operata dal professore che mi segue ormai da anni. Porto ancora il tutore, posso iniziare ad usare il braccio ma facendo molta attenzione, perché l’osso ha bisogni di altro tempo per ricalcificarsi. A breve dovrò fare un’altra visita di controllo, e poi vedremo».
La sua annata è in pratica già finita, dato che lo stop definitivo dell’attività sancito dalla Federpallavolo il 7 aprile ha come conseguenza diretta anche l’annullamento del campionato italiano di sitting volley.
In più già a fine marzo era arrivato il rinvio di un anno delle Paralimpiadi, alle quali Sara e la nazionale italiana erano già qualificate di diritto, grazie al secondo posto conquistato a luglio 2019 nei campionati europei di Budapest. «Una notizia per metà positiva e l’altra metà negativa – commenta lei – dato che così avrò tutto il tempo di recuperare pienamente dal punto di vista fisico, anche se dopo tutti i sacrifici che avevamo fatto per arrivarci ci dispiace molto, con la testa eravamo già lì».
Nonostante lo stop a sport ed attività didattiche Sara Desini ha deciso di non rientrare in Sardegna, e rimanere a Bologna, dove sta pazientemente in casa come tutti. «Essendo molto vicina alle zone più pericolose – spiega – ho preferito non affrontare il viaggio, per poi magari mettere a rischio i miei familiari. Trascorro le giornate impegnando nelle faccende di casa, su quelle sono molto fissata, poi studio, e faccio allenamento in collegamento skype con le mie compagne di nazionale. Il preparatore atletico ci ha dato dei circuiti da effettuare, ed a turno studiamo qualche variazione per non annoiarci». Rinviato l’appuntamento a cinque cerchi, ora il prossimo obiettivo è la laurea come educatrice dell’infanzia. «Mi mancano tre esami. Mi sarei dovuto laureare a luglio, ma a causa dell’infortunio non ho potuto cominciare il tirocinio pratico, che dovrebbe durare un paio di mesi. Le previsioni sono di riprendere le attività didattiche almeno on line da settembre, quindi a questo punto spero di riuscirci per novembre». (f.f.)
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