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«A casa sognando le Olimpiadi»

di Gianna Zazzara
«A casa sognando le Olimpiadi»

La velocista Dalia Kaddari è in quarantena con la famiglia a Quartu. «Studio e faccio stretching»

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SASSARI

Un anno fa Dalia Kaddari era una delle ragazze più felici della terra. Ad Ancona, alla fine di una gara pazzesca, aveva stracciato il record italiano under 20 nei 200 metri indoor. «La ragazza più veloce d’Italia», ricorda Dalia, 19 anni compiuti un mese fa. L’anno prima, nel 2018, era salita sul podio alle Olimpiadi giovanili di Buenos Aires conquistando la medaglia d’argento: 23 secondi e 45 centesimi per bruciare 200 metri, superata solo da un’islandese.

Una gazzella Dalia, non solo velocissima ma anche bellissima. Oggi che l’atletica ha chiuso per coronavirus (fino al 4 maggio per gli allenamenti, poi chissà), Dalia sta trascorrendo la quarantena a Quartu, a casa con la famiglia: mamma, papà, un fratello di 22 anni e una sorellina di 12.

Dalia che momento è?

«Strano. Chiusa in casa per il coronavirus, cerco di guardare gli aspetti positivi».

Sarebbero?

«Mi riposo e studio, tanto. Frequento il quarto anno del liceo linguistico, a Quartu, e sto cercando di recuperare le insufficienze. Sono già stata bocciata e quest’anno avevo già fatto più di un mese di assenze perché sono stata in ritiro con la nazionale alle Canarie. Ora mi rimetterò in pari, mamma è molto contenta». L’umore com’è?

«Ci sono giornate che volano, altre che non passano mai. Cerco di distrarmi. Cucino, poco, e mi alleno, con calma».

Come si svolge l’allenamento in tempi di virus?

«A casa non ho un giardino quindi sono costretta ad allenarmi in cameretta: funicella, plank, superman, qualche esercizio di stabilità e tanto tanto stretching».

Lei uscirà indenne dalla quarantena: è alta 1.71, indossa la taglia 38 ed è bella come una modella.

«Sono fortunata, ho un metabolismo veloce, non ho bisogno di stare attenta a quello che mangio. E poi sì, ho vinto la corona di Miss Quartu ma è finita là, il mio sogno è un altro. Voglio correre, non sfilare».

L’ultima volta che ha corso all’aperto?

«Il 3 aprile, al campo Coni, a Cagliari, mi sembra sia passato un secolo. Il giorno dopo il governo ha vietato gli allenamenti, anche agli atleti professionisti. Credo sia stata una scelta sbagliata. Capisco gli sport di squadra, ma io come posso contagiarmi o contagiare se corro da sola all’aperto? La colpa è del mondo del calcio che ha detto “se non ci alleniamo noi non si allena nessuno” e così hanno bloccato tutto...».

L’Olimpiade spostata al 2021 è una grande occasione, la vedremo a Tokyo?

«Il posticipo dei Giochi è l’unica notizia positiva, almeno per me, in questi tempi terribili per il paese. Il mio obiettivo è qualificarmi per la staffetta e i 200 metri, è il mio sogno, per questo appena tornerò in pista mi allenerò ancora più duramente, l’ho promesso a Fabrizio Fanni, il mio allenatore. Il tempo c’è. Le qualificazioni olimpiche sono state sospese fino al 1° dicembre, quindi per il 2020 non si corre, se ne riparlerà il prossimo anno. Ho tutto il tempo per crescere e migliorare».

Sarebbe disposta anche a fare il vaccino contro il virus pur di andare a Tokyo?

«Certo, non sono contraria alla vaccinazione...magari fosse disponibile prima dei Giochi».

Oltre alla corsa, che cosa le manca in questo periodo di quarantena forzata?

«Vedere gli amici, una corsa al mare.. ma devo dire che sono molto felice di godermi la mia sorellina».

La prima cosa che farà una volta terminato il lockdown?

«Subito una bella corsa, magari lunga. Almeno 400 metri, col vento sulla faccia, non mi prenderà nessuno».



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