«Batteremo anche questo virus»
di Sandra Usai
Serie D. Il difensore del Latte Dolce Antonelli racconta la sua quarantena sassarese e le sue speranze
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SASSARI. Nel limbo dell'attesa di sapere cosa ne sarà della stagione di serie D (si potrà in qualche modo ripartire o è da considerarsi conclusa?) i protagonisti del campo sono ormai rassegnati a una vita da "salotto", consolidando abitudini che mai avrebbero immaginato di avere. «Sogno di tornare alla normalità, mi mancano tante cose», dice Nicolò Antonelli, roccia difensiva del Latte Dolce che non ha più avversari da marcare ma tanto tempo per pensare «alla crisi senza precedenti che stiamo vivendo. Ci siamo improvvisamente trovati a fare i conti con qualcosa di troppo grande e troppo delicato. Mai avrei pensato che saremmo stati costretti a casa, privati della nostra quotidianità e costretti a modificare le nostre giornate. E' un sacrificio che dobbiamo affrontare, facendo tutti la nostra parte per preservare un bene fondamentale: la salute. Però bisogna anche guardare avanti e iniziare a ragionare sul futuro».
Sul piano personale, la quarantena procede «impegnando buona parte del tempo a seguire la tabella di allenamento che ci viene fornita giornalmente dal preparatore atletico Alessandro Cozzula, in accordo con lo staff di mister Udassi. Sono rimasto a Sassari, lontano da casa, e cerco di tenermi in contatto costante con la famiglia grazie alla tecnologia, mai così utile come in questo momento perchè ci fa sentire meno distanti. Mi mancano gli affetti, gli allenamenti sul campo con i compagni, mi manca soprattutto la partita. Si fa sempre più dura stare a casa ma è per la nostra sicurezza e ho grande fiducia nella ripartenza. Con l'ambiente biancoceleste - prosegue Antonelli - organizziamo settimanalmente incontri virtuali, per confrontarci e sentirci più vicini, mantenendo vivi i rapporti umani». Il Latte Dolce era pronto ad affrontare un effervescente finale di campionato, ma sul più bello sul calcio (e tutto il resto) si è spenta la luce. «Lo stop è arrivato in un momento importante e positivo per la squadra, il successo sul campo della Turris aveva riportato grande ottimismo e ci poteva dare una grande spinta per le ultime 8 gare in calendario. Sono sicuro che ci avrebbero dato belle soddisfazioni. Mi auguro davvero che si possa tornare al più presto in campo, per ritrovare la normalità». Il sogno più intimo di Nicolò è invece un altro: «Quando tutto finirà andrò subito a trovare i miei nonni, che vivono a Milano».
Sul piano personale, la quarantena procede «impegnando buona parte del tempo a seguire la tabella di allenamento che ci viene fornita giornalmente dal preparatore atletico Alessandro Cozzula, in accordo con lo staff di mister Udassi. Sono rimasto a Sassari, lontano da casa, e cerco di tenermi in contatto costante con la famiglia grazie alla tecnologia, mai così utile come in questo momento perchè ci fa sentire meno distanti. Mi mancano gli affetti, gli allenamenti sul campo con i compagni, mi manca soprattutto la partita. Si fa sempre più dura stare a casa ma è per la nostra sicurezza e ho grande fiducia nella ripartenza. Con l'ambiente biancoceleste - prosegue Antonelli - organizziamo settimanalmente incontri virtuali, per confrontarci e sentirci più vicini, mantenendo vivi i rapporti umani». Il Latte Dolce era pronto ad affrontare un effervescente finale di campionato, ma sul più bello sul calcio (e tutto il resto) si è spenta la luce. «Lo stop è arrivato in un momento importante e positivo per la squadra, il successo sul campo della Turris aveva riportato grande ottimismo e ci poteva dare una grande spinta per le ultime 8 gare in calendario. Sono sicuro che ci avrebbero dato belle soddisfazioni. Mi auguro davvero che si possa tornare al più presto in campo, per ritrovare la normalità». Il sogno più intimo di Nicolò è invece un altro: «Quando tutto finirà andrò subito a trovare i miei nonni, che vivono a Milano».
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